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Richiesta rimborso €129 – abbonamento DAZN mai fruito e successivamente disattivato
Spett.le DAZN Limited Oggetto: RECLAMO FORMALE E RICHIESTA DI RIMBORSO INTEGRALE DI €129,00 – ABBONAMENTO DAZN NON FRUITO – PAGAMENTO PAYPAL DEL 06/09/2026 – TRANSAZIONE 6G7570936E811000B Il sottoscritto Alberto Fucci presenta formale reclamo in relazione all’acquisto di un abbonamento DAZN effettuato in data 6 settembre 2026, per il quale è stato corrisposto tramite PayPal l’importo complessivo di €129,00 a favore di DAZN DACH GmbH. Riferimenti della transazione: * Importo: €129,00 * Data: 6 settembre 2026 * Beneficiario indicato da PayPal: DAZN DACH GmbH * Codice transazione PayPal: 6G7570936E811000B * Codice accordo/fatturazione PayPal: B-57K880195B793471M * Pratica di contestazione PayPal: PP-R-ZZJ-644528210 1. ACQUISTO E IMMEDIATA IMPOSSIBILITÀ DI USUFRUIRE DEL SERVIZIO L’acquisto è avvenuto partendo direttamente dall’applicazione DAZN. Tentando di visualizzare una partita, il contenuto risultava bloccato e sono stato indirizzato alla procedura di sottoscrizione dell’abbonamento. Ho quindi completato l’acquisto effettuando il pagamento di €129,00 tramite PayPal. Nonostante l’avvenuto pagamento, non sono riuscito a usufruire concretamente del servizio acquistato né a vedere la partita per la quale avevo effettuato la sottoscrizione. Ho pertanto contattato immediatamente l’assistenza DAZN per cercare di comprendere e risolvere il problema. 2. LA STESSA ASSISTENZA DAZN NON RIUSCIVA A INDIVIDUARE CORRETTAMENTE IL PAGAMENTO/ABBONAMENTO Durante i contatti con il Customer Service si è verificata una circostanza particolarmente rilevante. Nonostante il pagamento di €129,00 risultasse regolarmente effettuato tramite PayPal, gli stessi operatori DAZN inizialmente non riuscivano a individuare correttamente il pagamento e/o l’account al quale risultava associato l’abbonamento. Mi sono stati richiesti progressivamente ulteriori elementi identificativi della transazione, compresi dati relativi al pagamento e ulteriori codici necessari per tentare di rintracciare l’acquisto. In una delle conversazioni l’assistenza DAZN mi ha espressamente comunicato che il codice precedentemente fornito non consentiva di individuare il secondo account e che, per verificare l’acquisto PayPal di €129,00, era necessario reperire ulteriori informazioni associate alla transazione. Tutto ciò è documentato dalle conversazioni con il Customer Service che sono in grado di produrre. 3. APERTURA DELLA CONTESTAZIONE PAYPAL Considerato che avevo appena corrisposto €129,00 senza riuscire a utilizzare il servizio e che nemmeno l’assistenza DAZN riusciva inizialmente a individuare correttamente l’abbonamento associato al pagamento, ho tempestivamente aperto una contestazione tramite PayPal. La relativa pratica è: PP-R-ZZJ-644528210 riferita alla transazione: 6G7570936E811000B – €129,00 – 6 settembre 2026. L’apertura della contestazione non è quindi avvenuta arbitrariamente, ma quale conseguenza immediata dell’impossibilità di utilizzare il servizio regolarmente pagato e delle difficoltà incontrate dalla stessa assistenza DAZN nel rintracciare la posizione. 4. DAZN COMUNICA SUCCESSIVAMENTE LA DISATTIVAZIONE AUTOMATICA DELL’ABBONAMENTO Nei successivi contatti, l’assistenza DAZN mi ha comunicato che, a seguito della contestazione presentata a PayPal, l’abbonamento non risultava più attivo ed era stato disdetto/disattivato automaticamente. In particolare mi è stato comunicato che non sarebbe stato possibile effettuare alcun upgrade proprio perché l’abbonamento non risultava più attivo a seguito della contestazione PayPal. Pertanto, da quel momento, la situazione risultava ancora più evidente: DAZN aveva ricevuto il pagamento di €129,00, mentre io non disponevo più di un abbonamento attivo corrispondente a tale importo. 5. IL MIO TENTATIVO DI TROVARE UNA SOLUZIONE BONARIA Nonostante quanto accaduto, ho cercato in ogni modo di evitare un contenzioso e di trovare una soluzione ragionevole con DAZN. Mi sono infatti dichiarato disponibile persino a non richiedere la restituzione dei €129,00, a condizione che tale somma venisse riconosciuta per consentirmi di effettuare l’upgrade verso un piano DAZN più completo, pagando personalmente l’eventuale differenza. Si trattava di una proposta estremamente conciliativa: DAZN avrebbe mantenuto integralmente quanto già incassato e io avrei sostenuto un ulteriore pagamento per ottenere il servizio effettivamente desiderato. Anche questa possibilità mi è stata negata. L’assistenza mi ha comunicato che non era possibile effettuare l’upgrade perché l’abbonamento non era più attivo a seguito della contestazione PayPal. Mi è stata prospettata, invece, la possibilità di ottenere codici per tornare a usufruire del precedente piano. Ho chiaramente comunicato di non essere interessato a tale soluzione. 6. RICHIESTA ESPLICITA DI RESTITUZIONE DEI €129,00 E RISPOSTA DI DAZN A quel punto ho posto all’assistenza una domanda molto semplice e inequivocabile. Ho spiegato che: * avevo pagato €129,00; * non avevo usufruito del servizio; * l’abbonamento risultava ormai disattivato; * non ero interessato a ricevere codici per riattivare il precedente piano; * l’upgrade pagando personalmente la differenza mi era stato negato. Ho pertanto chiesto espressamente come avrei dovuto recuperare i €129,00 versati, domandando se il rimborso sarebbe stato effettuato direttamente da DAZN oppure attraverso PayPal. La risposta scritta ricevuta dall’assistenza DAZN è stata testualmente: “deve contattare paypal per il rimborso.” Tale comunicazione è documentata e può essere prodotta integralmente. Seguendo quindi l’indicazione ricevuta dalla stessa DAZN, ho proseguito la procedura attraverso PayPal. 7. PAYPAL RESPINGE LA CONTESTAZIONE PER UNA MOTIVAZIONE CHE NON RISOLVE IL PROBLEMA PayPal ha successivamente respinto la pratica PP-R-ZZJ-644528210, comunicandomi: “È stata presa questa decisione perché non abbiamo trovato alcuna prova che la descrizione dell’articolo non fosse fedele.” Tale decisione si concentra tuttavia su un aspetto che non risolve la questione sostanziale. La situazione nella quale mi trovo oggi è infatti la seguente: ho pagato €129,00; non ho usufruito del servizio; DAZN inizialmente non riusciva a individuare correttamente il pagamento/abbonamento; DAZN ha successivamente dichiarato l’abbonamento disattivato; DAZN mi ha negato la possibilità di effettuare l’upgrade pagando la differenza; DAZN mi ha indicato espressamente PayPal quale soggetto a cui rivolgermi per il rimborso; PayPal ha respinto la contestazione; i €129,00 non mi sono stati restituiti. Non ritengo accettabile che il consumatore possa rimanere intrappolato tra il prestatore del servizio e il gestore del pagamento, senza ottenere né il servizio né la restituzione della somma versata. 8. RECLAMO FORMALE E RICHIESTA Con la presente contesto formalmente la situazione sopra descritta e chiedo a DAZN il rimborso integrale dell’importo di €129,00 relativo alla transazione PayPal 6G7570936E811000B del 6 settembre 2026. Chiedo inoltre che DAZN verifichi integralmente: * la transazione di €129,00; * l’account o gli account interessati; * tutti i contatti intercorsi con il Customer Service; * la mancata fruizione del servizio; * la successiva disattivazione dell’abbonamento; * l’impossibilità comunicatami di effettuare l’upgrade; * la comunicazione dell’operatore DAZN che mi ha espressamente indirizzato a PayPal per ottenere il rimborso. Ritengo che la documentazione disponibile permetta di ricostruire con precisione l’intera vicenda. 9. MESSA IN MORA E RISERVA DI ULTERIORE TUTELA Chiedo pertanto che entro 15 giorni dal ricevimento del presente reclamo venga fornito un riscontro scritto e venga disposta la restituzione dell’importo di €129,00. In mancanza di una soluzione soddisfacente, mi riservo di utilizzare, con l’assistenza di Altroconsumo, tutti gli ulteriori strumenti di tutela del consumatore disponibili, comprese le procedure di conciliazione e risoluzione
INADEMPIENZA CONTRATTO ID SEGNALATO
Ho un'estensione di garanzia su un elettrodomestico per cui pago €131,88 /anno IVA inclusa: si tratta di una lavatrice che è in garanzia oramai da oltre 8 anni. In data 7 agosto 2026 mi è stato ritirato dal tecnico incaricato la lavatrice dopo apertura intervento del 4 agosto 2026 causa impossibilità di attivare i programmi di lavaggio. L’intervento di riparazione è stato richiesto nell’ambito della garanzia legale di conformità che prevede che il bene sia riparato o sostituito senza spese per il consumatore entro un termine ragionevole senza arrecare inconvenienti. Essendo oramai trascorsi 40 gg dal ritiro del bene senza che la riparazione sia stata completata o mi sia stata data indicazione di una data certa di sostituzione o restituzione funzionante del bene. Ho aperto oltre 20 ticket via mail-telefono-WhatsApp che venivano chiusi dicendomi di avermi contattato o inviato e-mail (RISPOSTA FALSA: non ho mai ricevuto risposte). Ho chiesto anche copia del contratto che non mi è stato trasmesso. In data odierna 17/09 ho inviato formale pec alla società diffidandoli di inadempienza contrattuale. Ho chiesto di non rinnovare tacitamente il contratto in scadenza il 5/10/2026 e che avrei provveduto a sottoscrivere nuovo contratto solo se prevista una risposta che attendo da oltre 40 gg.
Rimborso mai arrivato da Aprile 2026
Buongiorno In seguito a una richiesta di un casellario giudiziale online mai arrivato ho chiesto una richiesta di rimborso , mai arrivata e non rispondono alle mail . Mi balzano da una mail all’altra e ora non rispondono più . Il numero pratica rimborso è 2900682 . Dopo 6 mesi nessuna risposta e nessun rimborso dei miei soldi . Mattia
Si contesta formalmente la ft.ex art.20,21 e 22 d.l.gs 206/2005 codice consumo
Diana Pavan - Atroconsumo pratica attivata OGGI con Legale n. 5686046- ALTRI DATI in fattura di cortesia , blusrls22@pec.it. ( mi sembra sia una e.mail travisata da pec) dicono che arriverà fattura elettronica. ..speriamo perché il tecnico ha scritto a mano la fattura e i dari di Mio marito A MANO... Buongiorno, ieri ho chiesto pronto intervento elettrico a Padova , su Google , trovato n.cell. 3383880647 nome Ditta Trovato in Fattura di Cortesia BLU. S.R.L.S. BVIA. L. GALVANI, 6- 10144 TORINO P.IVA 12640590019 È rimasto ore 2,5 trovato spina che se voglio costa euro 150( centocinquantaeuro. Il COSTO TOTALE EURO 840 ( OTTOCENTOQUARANTAEURO) Padova 17 settembre 2026 Diana Pavan
Contestazione formale – Invalidità del contratto, nullità della penale e richiesta di annullamento –
Contestazione formale – Invalidità del contratto, nullità della penale e richiesta di annullamento – Caso n. Spett.le Parkdepot Srl, In replica alla vs.a del 27/06/2026 a seguito della vostra comunicazione, formulo la presente replica tecnica, integrata con le risultanze fotografiche dell’ingresso del parcheggio, che confermano l’assenza di conoscibilità effettiva delle condizioni contrattuali. 1. Difetto di conoscibilità effettiva delle condizioni – Violazione artt. 33–35 Codice del Consumo Le fotografie dell’ingresso del parcheggio mostrano che: • il portale di accesso riporta esclusivamente la dicitura ENTRATA, limiti di velocità e altezza, e informazioni generiche del centro commerciale; • non è presente alcuna indicazione frontale relativa al tempo massimo di sosta, alla penale contrattuale, alle condizioni d’uso del parcheggio o alla gestione Parkdepot; • il cartello contenente le condizioni è posizionato sul lato sinistro, con testo non leggibile da un automobilista in transito perché guarda a destra e dove effettivamente si parcheggia oppre davanti dove percorre la strada e pertanto non è affatto percepibile in fase di ingresso senza una manovra di arresto e lettura attiva dalla parte opposta a tutte le direzioni di attenzione visiva alla guida, come di norma avviene invece in tutti gli altri parcheggi con la sbarra chiusa: ti fermi e leggi. • La Sbarra è sempre Aperta e non da ticket permettendo il transito La giurisprudenza è costante nel ritenere che: La mera presenza fisica del cartello non è sufficiente: è necessaria la conoscibilità effettiva, immediata e frontale delle condizioni contrattuali. Un cartello laterale, non frontale, non leggibile e non percepibile non soddisfa i requisiti di trasparenza richiesti dagli artt. 33–35 del Codice del Consumo. Pertanto, il contratto non si è perfezionato e la penale è inefficace e nulla. 2. Inefficacia delle condizioni generali – art. 1341 c.c. Le condizioni generali predisposte da un contraente sono efficaci solo se: • portate a conoscenza dell’utente, • comprensibili, • visibili prima della conclusione del contratto. Nel caso di specie: • il cartello laterale non è percepibile in fase di ingresso; • il consumatore non è posto nelle condizioni di leggere le clausole; • la penale non è conoscibile prima dell’accesso. Ai sensi dell’art. 1341 c.c., le clausole non conosciute o non conoscibili sono inefficaci. 3. Nullità della penale per clausola vessatoria – art. 33 Codice del Consumo La penale contrattuale: • non è stata accettata espressamente; • non è stata resa conoscibile prima dell’ingresso; • è manifestamente sproporzionata rispetto al valore del servizio (gratuito) o al potenziale caffè che un cliente acquista; • non è giustificata da un danno reale (se il parcheggio era per un terzo vuoto che danno ho fatto ?). La clausola è pertanto vessatoria e quindi nulla ai sensi dell’art. 33, comma 2, lett. f) del Codice del Consumo. 4. Violazione dei principi di buona fede e trasparenza – artt. 1175 e 1375 c.c. Il sistema di parcheggio non fornisce: • ticket, • timer, • display, • sbarre in entrata attive, e nemmeno in uscita • strumenti di verifica del tempo di sosta. L’utente non ha alcun modo di monitorare la permanenza, in violazione dei principi di correttezza e buona fede contrattuale. 5. Inidoneità probatoria del sistema ANPR – art. 2712 c.c. Il sistema ANPR: • non è omologato dal Ministero dei Trasporti; • non è assimilabile ai dispositivi di rilevazione temporale previsti dal Codice della Strada; • la certificazione DEKRA non sostituisce l’omologazione statale; • non è accompagnato da informativa privacy visibile, come richiesto dal GDPR. Pertanto, i log ANPR non costituiscono prova piena ai sensi dell’art. 2712 c.c. 6. Violazione del GDPR – assenza di informativa privacy Le fotografie dimostrano che: • non è presente alcuna informativa privacy visibile; • non è indicato il titolare del trattamento; • non è indicata la finalità della rilevazione; • non sono indicati tempi di conservazione e base giuridica. La rilevazione ANPR è pertanto illegittima e non può essere utilizzata per fondare una pretesa economica. Richieste formali Alla luce di quanto sopra, diffido la vostra società dal proseguire nella richiesta di pagamento e richiedo: 1. annullamento immediato della penale; 2. copia della documentazione completa del presunto contratto; 3. prove fotografiche della cartellonistica il giorno dell’evento in quanto ci sono stati lavori di manutenzione nel corso dei mesi; 4. certificazioni, tarature e omologazioni del sistema ANPR; 5. autorizzazioni amministrative all’installazione dei dispositivi; 6. informativa privacy conforme al GDPR. In mancanza di riscontro entro 30 giorni, provvederò a: • segnalare la vicenda ad AGCM; • segnalare la violazione privacy al Garante per la Protezione dei Dati Personali; • coinvolgere associazioni consumatori; • valutare azioni legali a tutela dei miei diritti. Distinti saluti Dott. Roberto Begnis
Lavoro inconcludente e richiesta di rimborso
Buongiorno, con la presente desidero sottoporre alla Vostra attenzione un problema avuto con la vostra ditta Riparazioni 2000, a seguito di un’uscita di pronto intervento idraulico presso la nostra abitazione. In data 21/07, a causa di una perdita d’acqua all’interno del muro, provocata dalla perforazione di un tubo dell’acqua, abbiamo contattato il servizio di pronto intervento il quale ci ha mandato la suddetta ditta. Un vostro idraulico è arrivato presso la nostra abitazione intorno alle ore 21:00, ha effettuato un sopralluogo e, dopo aver verificato il danno, ci ha comunicato un costo complessivo di € 1.564, comprensivo dell’intervento idraulico e dei lavori di muratura necessari. Di tale importo abbiamo corrisposto immediatamente € 600 tramite POS. Dopo il primo sopralluogo, abbiamo dovuto attendere circa un’ulteriore ora l’arrivo di un muratore, chiamato direttamente dalla ditta, in quanto l’idraulico intervenuto non intendeva assumersi la responsabilità della parte di muratura che sarebbe stata necessaria dopo l’apertura del muro e la riparazione della tubatura. Una volta arrivato il muratore, l’intervento è stato eseguito sostanzialmente da quest’ultimo, mentre l’idraulico inizialmente intervenuto è rimasto in disparte. Nel corso dell’intervento è emerso inoltre che non disponevano del tubo necessario per effettuare la sostituzione definitiva. Per tale motivo gli operatori si sono allontanati per procurarsi il materiale necessario, tornando dopo poco più di un’ora. Considerata l’ora ormai molto tarda, anziché procedere con una riparazione definitiva, hanno deciso di effettuare un tamponamento provvisorio, utilizzando un tubo in plastica riscaldato e fissato mediante fascette. Ci è stato comunicato che sarebbero dovuti tornare il giorno successivo, alle ore 16:00, per completare definitivamente il lavoro. Purtroppo, durante la notte, la soluzione provvisoria adottata non ha retto, provocando una nuova perdita d’acqua e un ulteriore allagamento dell’abitazione, con conseguenti danni anche ai battiscopa. La mattina successiva abbiamo quindi contattato più volte il centralino di Riparazioni 2000, segnalando immediatamente quanto accaduto e chiedendo un intervento tempestivo, senza attendere l’orario delle 16:00 già precedentemente concordato. Nonostante le nostre ripetute segnalazioni, non abbiamo ricevuto né un intervento tempestivo né una telefonata da parte della ditta. A questo punto, considerata la situazione di emergenza e la necessità di evitare ulteriori danni all’abitazione, abbiamo deciso di annullare l’appuntamento previsto per le ore 16:00, comunicando la nostra decisione sia telefonicamente sia successivamente per iscritto tramite e-mail, e ci siamo rivolti a un altro idraulico per risolvere definitivamente il problema. Nonostante la nostra esplicita richiesta di annullamento e la comunicazione della nostra volontà di non usufruire più dei loro servizi, gli operatori di Riparazioni 2000 si sono comunque presentati sotto la nostra abitazione all’orario precedentemente stabilito. Successivamente abbiamo inviato una e-mail alla ditta chiedendo la restituzione dei € 600 già corrisposti, considerato che il lavoro non era stato portato a termine e che la soluzione adottata aveva provocato un ulteriore allagamento. La ditta, anziché procedere al rimborso, ci ha risposto comunicando che avrebbe fatto intervenire un proprio avvocato per richiederci il pagamento della merce acquistata per poter completare i lavori. A fronte di tale risposta, abbiamo successivamente inviato una PEC, chiedendo formalmente la restituzione dell’importo di € 600 e assegnando alla ditta un termine di 10 giorni per provvedere al pagamento. Ad oggi, tale termine è trascorso senza che abbiamo ricevuto alcuna risposta né il rimborso richiesto. Siamo in possesso della documentazione relativa alla vicenda, tra cui: - ricevuta del pagamento di € 600 effettuato tramite POS; - comunicazioni e-mail intercorse con la ditta; - copia della PEC inviata e relativa documentazione; - risposta della ditta nella quale viene prospettato l’intervento di un loro avvocato; - eventuale documentazione/fotografie relativa alla perdita e agli ulteriori danni provocati dall’allagamento; - documentazione relativa all’intervento successivamente effettuato da un altro idraulico Resto in attesa di un vostro riscontro e della restituzione della somma Grazie Benedetta Spizzico
Rimborso non erogato - Pacchetto CarSchoolBox - Azienda in liquidazione
Il 18 novembre 2025 ho acquistato da CarSchoolBox il pacchetto “Legend Driver” per un importo di euro 252,56, pagato tramite PayPal. Il 4 settembre 2026 ho ricevuto una email da CarSchoolBox nella quale mi comunicavano che l’attività sarebbe rimasta sospesa fino al 31 dicembre 2026 e che, di conseguenza, non avrei più potuto usufruire del servizio acquistato. Ho immediatamente richiesto il rimborso integrale via email e telefono, senza ottenere alcuna risposta. Ho inoltre aperto una contestazione tramite l’assistenza PayPal, che è stata chiusa esclusivamente perché era decorso il termine dei 180 giorni previsto dalla procedura PayPal. In data 15 settembre 2026 ho inviato una PEC di messa in mora e richiesta di rimborso, invocando gli artt. 1453 e 1458 del Codice civile (risoluzione per inadempimento e restituzione di quanto pagato), senza ricevere alcun riscontro. Da verifiche effettuate sul Registro Imprese, l’azienda risulta in stato di liquidazione. Chiedo pertanto il rimborso integrale dell’importo versato, pari a euro 252,56 e segnalo la situazione ad Altroconsumo per valutare eventuali iniziative collettive o altre forme di tutela dei consumatori.
Abbonamento non richiesto
Spettabile web. Aiuto . Com In data 24 marzo 2026 ho richiesto tramite pagamento il vostro servizio per vedere l' origine di un fermo. Solo tre mesi dopo mi sono accorta dell' attivazione di un abbonamento non richiesto. Vi chiedo cortesemente il rimborso delle tre mensilità di 49.90 prelevate senza il mio consenso nei mesi di aprile- maggio- giugno 2026. Se la procedura richiesta non andrà a buon fine vi invierò ulteriori solleciti tramite il mio legale. Distinti saluti Prof. ssa Cannavo' Patrizia
Furto informatico su piattaforma Welfare Pellegrini
Buongiorno, il giorno 4 agosto 2026 ho comunicato l'avvenuto furto dal portale Welfare Pellegrini di un importo pari a 1.300 Euro, caricato nella mia disponibilità sulla piattaforma welfare, allegando alla comunicazione copia della denuncia fatta ai Carabinieri. La segnalazione è stata registrata con riferimento CRM 0411701. Il vostro servizio clienti mi ha risposto imputando totalmente alla sottoscritta la colpa del furto per non aver custodito con attenzione le credenziali di accesso al portale, in particolare l'indirizzo email associato al mio profilo che rappresenta l'identificativo utente di accesso al portale. Poiché il vostro sistema prevede un sistema di autenticazione con un codice di verifica che viene inviato alla medesima mail utente e non a un riferimento disgiunto (esempio sms su numero di cellulare) la semplice violazione della mail consente di poter accedere in maniera abusiva ed effettuare i furti. Per quanto sopra ribadisco la richiesta di riaccredito di quanto sottrattomi illecitamente, non essendo imputabile a mia negligenza ma alla dimostrata debolezza del vostro sistema di gestione del portale Welfare.
Pratica commerciale scorretta e violazione del diritto di recesso".
In data 8 settembre 2026 ho attivato un'offerta di prova a 9,90€ sul sito C-Date, non facendo attenzione che si trattava di un offerta a 9,90 euro a settimana. Lo stesso giorno mi è stata addebitata la somma di 239,76€ per un abbonamento a lungo termine non voluto. Ho esercitato il mio legittimo Diritto di Recesso europeo via e-mail la sera stessa dell'8 settembre (entro le prime 24 ore). Il merchant rifiuta il rimborso integrale, proponendo illegittimamente una trattenuta di 29,90€ per servizi mai usufruiti. Chiedo il rimborso totale dei 239,76€."
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