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Salviette umidificate di mille tipi: servono?

09 settembre 2014
salviette

09 settembre 2014

Secondo la pubblicità ce n’è una per ogni occasione. In realtà, servono solo nei casi in cui non c’è acqua a disposizione, perché possono contenere sostanze allergizzanti, conservanti, profumi che non vengono poi risciacquati. Per non parlare del peso su ambiente e portafogli.

A dar retta alla pubblicità le salviette umidificate sarebbero praticamente indispensabili, sempre: “a casa”, “in viaggio”, “per l’igiene quotidiana”, “per ogni cambio del pannolino”. Certo, in qualche occasione possono essere utili, ma senz’altro non sono necessarie quanto i produttori vorrebbero farci credere. Nel nostro speciale ti descriviamo quali sono gli ingredienti che spesso contengono e che è meglio evitare, i danni all’ambiente che questo ennesimo prodotto usa e getta provoca e la spesa superflua che può comportare.

Tanti usi e poca utilità

Ecco alcune valutazioni sulle principali “varianti” di salviette umidificate di cui il mercato ci invade.


Attenzione alla pelle e al portafoglio

Basta dare un’occhiata alla lista in etichetta per rendersi conto della quantità di sostanze chimiche contenute in questi prodotti. Si spazia dalle sostanze allergizzanti, ai conservanti, ai profumi: nessuno dei quali è un toccasana per la pelle. Il rischio di eventuali effetti collaterali è maggiore rispetto a quanto avviene con i prodotti che si sciacquano, come i saponi o i bagnoschiuma, perché il contatto con la pelle degli ingredienti contenuti nelle salviette è più prolungato.

Se capita di farne un uso occasionale, il costo è irrilevante, ma per chi è intenzionato a usarle spesso la spesa risulta elevata. Può essere il caso di una mamma che le usa per l’igiene del proprio bambino: durante i primi tre anni di vita, si possono spendere anche 450 euro.


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