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Candida auris, cos'è e come si trasmette

Si chiama Candida auris ed è un microrganismo patogeno che in Europa genera di solito limitati focolai nelle strutture ospedaliere. Spaventa perché si diffonde facilmente in soggetti con difese immunitarie compromesse, ha mostrato resistenza ai trattamenti antimicotici più comuni e può essere letale. Bisogna fare attenzione, senza farsi prendere dal panico: ecco perché.

  • di
  • Roberto Usai
19 luglio 2022
  • di
  • Roberto Usai
Candida Auris, cos'è e quali rischi comporta per l'uomo

Si chiama Candida auris ed è un problema sanitario confinato alle sole strutture ospedaliere e che è già monitorato da tempo dalle autorità sanitarie mondiali. Cos'è, quali rischi comporta e tutto quello che c'è da sapere su questo agente infettivo.

Cos'è la Candida auris

La Candida auris è un microrganismo patogeno appartenente alla famiglia dei lieviti. L'agente infettivo appartiene al genere Candida, noto per la ben più famosa Candida albicans, ovvero la causa della comune candidosi nell'uomo. Prende il nome di auris perché è stato isolato per la prima volta nel 2009 dall'orecchio di un paziente giapponese, ma la letteratura scientifica individua campioni positivi già dal 1996 in Sud Corea. Nonostante l'allarme scoppiato nelle ultime settimane, in realtà sia il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) che i Centers for disease control and prevention statunitensi (CDC) tengono la situazione monitorata da tempo, per fare in modo che i singoli Paesi si dotino di tecniche per individuare il microrganismo e ne contengano la sua diffusione nelle strutture sanitarie. 

Come si trasmette la Candida auris

La modalità di trasmissione è uno dei fattori a destare maggiore preoccupazione tra le autorità. La Candida auris ha infatti un'elevata capacità di diffondersi tra i reparti degli ospedali, combinata alla lunga permanenza negli ambienti e nei soggetti portatori. La facilità di trasmissione negli ambienti ospedalieri è dovuta anche al fatto che sopravvive sulle superfici anche per settimane. Tra le modalità di trasmissione note, ricordiamo il contatto con superfici e dispositivi medici contaminati e il contatto tra persone. La cosa più preoccupante è sicuramente il dato sulla resistenza alle terapie antimicotiche: la Candida auris risulta spesso resistente a un comune antifungino come il fluconazolo e ha già mostrato resistenza alle categorie di antimicotici oggi in uso. Il trattamento, in questi casi, è quello di una terapia in associazione ad alte dosi.

Quali rischi comporta la Candida auris

Candida auris, così come altre specie di Candida, è in grado di colonizzare vari distretti del corpo e di causare candidosi invasive. Questo significa che, attraverso il sistema circolatorio, le infezioni possono disseminarsi in tutto l'organismo, con il rischio di danneggiare gli organi vitali. Se non trattata in modo adeguato, perciò, la candidosi invasiva è una condizione molto grave che può mettere a rischio la vita: nonostante l'impiego di terapie antifungine efficaci, una percentuale compresa tra il 30 e il 40% dei casi può morire. È importante precisare che questa elevata letalità potrebbe però essere più legata alle condizioni di salute precarie dei pazienti che a una particolare virulenza del microrganismo. Candida auris è stata associata a casi di infezione di ferite o del canale uditivo. L'incidenza maggiore delle infezioni si è verificata in persone ricoverate, con gravi patologie di base e compromissione delle difese immunitarie, come pazienti affetti da diabete mellito, HIV o da tumori solidi e del sangue. Quasi tutti i casi hanno coinvolto pazienti esposti a procedure mediche invasive o a rischio infezione, come interventi chirurgici e posizionamento di cateteri venosi o urinari.

I casi di Candida auris in Italia e in Europa

In Europa i casi di Candida auris sono aumentati significativamente negli ultimi due anni. In Italia l'ultimo caso risale a qualche giorno fa, quando il patogeno è stato trovato in un paziente che era ricoverato nell'Ospedale dell'Angelo di Mestre e che proveniva da un ospedale all'estero. In realtà, come riporta il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, in Italia i primi casi di Candida auris risalgono al 2019, quando era stato segnalato un focolaio in un ospedale della Liguria. Il microrganismo patogeno è stato poi rilevato nel febbraio 2020 in un reparto di terapia intensiva dello stesso ospedale dove erano ricoverati alcuni pazienti affetti da Covid-19. Si registra poi un aumento di casi nel corso del 2020 e 2021. In totale sono circa 300 i casi diagnosticati in almeno otto strutture sanitarie della Liguria e 11 in Emilia Romagna.