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Restrizioni Covid e nuovi colori alle regioni: cosa si può fare e cosa no dopo il nuovo decreto legge, il primo del Governo Draghi

Da domenica 21 febbraio Campania, Emilia Romagna e Molise sono diventate arancioni, aggiungendosi alla Provincia autonoma di Trento e di quella di Bolzano, Abruzzo, Liguria, Toscana e Umbria, le restanti regioni restano in zona gialla, nessuna è invece in zona rossa. Fino al 27 marzo visite a parenti e amici continuano a essere limitate a una volta al giorno e un massimo di due persone, ma ora in zona rossa sono sempre vietate senza alcuna deroga. E ancora musei in zona gialla aperti nei giorni feriali e una stretta alla movida: niente asporto nei bar dopo le 18. Ecco nel dettaglio le regole in vigore.

  • contributo tecnico di
  • Anna Vizzari e Ivano Daelli
  • di
  • Roberto Usai
22 febbraio 2021
  • contributo tecnico di
  • Anna Vizzari e Ivano Daelli
  • di
  • Roberto Usai
Al via la fase 3: le novità sugli spostamenti e sul tempo libero

Con la proroga lo stato di emergenza al 30 aprile 2020, proseguono le restrizioni nazionali per contenere i nuovi contagi e l'aggiornamento della mappa delle regioni con lo stato della situazione epidemiologicaContinua la suddivisione dell’Italia in tre zone di rischio, rossa, arancione e gialla, a seconda dell’indice Rt (cioè l’indice di contagiosità) e di altri fattori di rischio (sono in tutto 21, come per esempio il tasso di occupazione delle terapie intensive). E anche un recente decreto ha confermato questa suddivisione, ma ha aggiunto anche la zona bianca, in cui si collocheranno le Regioni a rischio basso (con una incidenza dei contagi per due settimane consecutive inferiore ai 50 casi ogni 100.000 abitanti). Ogni Regione è inclusa in una delle quattro aree, ognuna delle quali ha delle regole diverse da rispettare. Gli Enti locali hanno comunque la facoltà di emanare misure più restrittive rispetto a quelle decise dal Governo. Ma ci sono anche limitazioni che valgono su tutto il territorio nazionale (fino al 27 marzo 2021) e che si affiancano a quelle previste per ogni zona ed ora modificate in parte con il decreto legge approvato il 22 febbraio dal Consiglio dei Ministri. Le restrizioni ulteriori delle zone più a rischio saranno valide per almeno 14 giorni dalla loro entrata in vigore, anche se il Ministero della Salute le valuterà ogni 7 giorni. Se sono previste limitazioni di orario o di spostamento e si circola in questi momenti per lavoro, urgenze o malattia occorre compilare l'apposita autocertificazione

Le misure nazionali

Alcune delle limitazioni riguardano tutto il Paese, cioè sono misure che valgono per tutto il territorio nazionale a cui poi si affiancano quelle previste dalle diverse aree di rischio. 

Ecco quali sono le misure nazionali.

  • Didattica a distanza. Dal 18 gennaio 2021 anche le classi superiori sono tornate torneranno in classe con presenza di almeno il 50%. Nelle università è possibile prevedere lezioni in presenza. Saranno i rettori a decidere. Ovviamente poi ci sono le ordinanze territoriali che possono anche decidere chiusure generalizzate delle scuole di ogni grado.  
  • Coprifuoco. La chiusura di tutte le attività sarà dalle 22 alle 5 del mattino. In questo lasso di tempo sarà limitata la circolazione delle persone se non per motivi di salute, lavoro, urgenza e per tornare al proprio domicilio. E' comunque sempre fortemente raccomandato di non spostarsi se non per motivi di urgenza, lavoro o malattia e allo stesso modo si invita a non accogliere in casa persone non conviventi.
  • Limitazione spostamenti. Fino al 27 marzo 2021 è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita verso una Regione diversa o una diversa Provincia autonoma (Trento e Bolzano), salvi gli spostamenti per motivi di esigenze lavorative o situazioni di necessità o motivi di salute. È sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Fino al 27 marzo 2021 nel caso in cui non sia possibile entrare e uscire dal proprio Comune di residenza, ma sono consentiti gli spostamenti dai Comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore ai trenta chilometri dai loro confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti dai e verso i capoluoghi di provincia. Ovviamente si potrà circolare liberamente nell’ambito del proprio Comune a meno che non ci si trovi in zona rossa.
  • Visite a parenti e amici. Fino al 27 marzo 2021 in ambito regionale è consentito spostarsi verso una sola abitazione privata una volta al giorno tra le 5 e le 22 nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelli conviventi nella casa (oltre ai minori di 14 anni o a persone non autosufficienti o disabili). Non si può fare in zona rossa, ma solo per nelle aree bianche, gialle ed arancioni.
  • Incentivazione dello smartworking, sia a livello pubblico che privato. 
  • Bar, ristoranti, pub, pasticcerie, gelaterie. Dovranno chiudere alle ore 18 tutti i giorni compresi i festivi. Dopo tale orario potranno continuare ad operare solo per consegne a domicilio e asporto. Per i locali che servono alcolici (bar ed esercizi fisici senza cucina e locali con commercio al dettaglio di bevande) l’asporto non sarà possibile; rimane dopo le 18 per loro unicamente la consegna a domicilio. Durante l’apertura ai tavoli potranno sedersi al massimo 4 persone, salvo che si tratti di nuclei famigliari più numerosi. È vietato consumare il cibo in strada dopo le ore 18.00. La distanza tra le sedute deve essere di almeno un metro e, dove non è possibile, si devono utilizzare i divisori. I clienti devono sempre utilizzare la mascherina, a meno che non siano seduti ai tavoli. Camerieri e gestori devono sempre indossare la mascherina. Si consiglia la prenotazione e si chiede di conservare i nominativi dei clienti per almeno 14 giorni. Al bancone si può servire, purché si rispetti la distanza di un metro tra i clienti. Dopo ogni consumazione occorre disinfettare i tavoli. Non sono possibili i buffet e si può consumare al banco solo se si rispetta la distanza di un metro tra i clienti. I clienti devono sempre utilizzare la mascherina, tranne nel caso in cui sono seduti al tavolo, mentre i menu devono essere consultabili tramite smartphone, oppure possono essere menu plastificati disinfettabili oppure stampati su carta usa e getta. Al tavolo è sempre meglio favorire i pagamenti elettronici. Sempre possibile la consegna a domicilio del cibo e asporto fino alle 22, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze dopo le ore 18 e fermo restando l'obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.
  • Sono consentite tutte le attività dei servizi alla persona.
  • Riaprono i musei ma solo nei giorni dal lunedì al venerdì non festivi, restano chiusi, le mostre e ogni attività culturale, cinema e teatri. Riaprono le crociere. Continuano a rimanere chiuse anche discoteche e sale da ballo.
  • Tutti i centri commerciali restano chiusi nel weekend (giorni festivi e prefestivi). Restano aperte in questi giorni le attività essenziali (ad esempio alimentari, farmacie, tabacchi ed edicole) anche se si trovano all’interno di un centro commerciale. nei locali aperti al pubblico dovrà essere presente all'ingresso un cartello che indica il numero massimo di persone che possono contemporaneamente stare nel locale.
  • Serrata totale per sale bingo e centri scommesse. Bloccate anche le slot machine nei bar e nelle tabaccherie. 
  • Trasporto locale. La capienza massima per i trasporti locali, dagli autobus ai treni regionali, scende al 50% eccetto che per gli scuolabus. Viene creato un tavolo di coordinamento in ogni città metropolitana e in ogni provincia in cui partecipa anche il Prefetto insieme al Sindaco e al Presidente della Regione e che deve definire per la scuola orari di entrata e di uscita dilazionati e per scaglioni.
  • Obbligo della mascherina. E’ previsto che al di fuori della propria abitazione e in qualsiasi momento della giornata tutti debbano avere sempre a disposizione la mascherina (può essere anche di comunità) da indossare anche all'aperto (dunque anche per una passeggiata) quando si è vicino a persone con cui non si convive. L'obbligo non riguarda chi fa attività sportiva, inclusi il jogging e le passeggiate in bicicletta, i bambini al di sotto dei sei anni e chi soffre di patologie incompatibili con l'uso della mascherina. L'uso delle mascherine viene inoltre fortemente raccomandato anche all'interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi e viene confermata la raccomandazione di mantenere sempre una distanza interpersonale di almeno 1 metro. Sui luoghi di lavoro e per le attività professionali la mascherina va indossata solo se non c'è una distanza interpersonale di 1 metro tra le persone, resta comunque l'indicazione di incentivare, dove possibile, il lavoro agile.
  • Tracciamento dei contagi. Alle Regioni e ai singoli Comuni è inoltre lasciata la libertà di attuare misure più restrittive rispetto alle disposizioni del Governo (il consiglio è quello di guardare i siti delle Regioni). La app Immuni dialogherà con le altre piattaforme dell'Unione europea per un monitoraggio più capillare. Resta l'obbligo per l'operatore sanitario della Asl, introdotto dal Dpcm del 18 ottobre 2020, di caricare il codice chiave nell'app se riscontra un caso di positività.
  • Sanzioni. Chi non rispetta obblighi e divieti rischia dai 400 ai 1.000 euro. Se si paga, però, entro 5 giorni è prevista una riduzione del 30% (quindi da un minimo di 280 euro a un massimo di 700 euro). In caso di recidiva, le sanzioni saranno raddoppiate.
  • Palestre, piscine, centri sportivi sono chiusi. Le manifestazioni sportive si svolgeranno senza la presenza del pubblico. L’attività sportiva di base è consentita solo per quelli sport non da contatto e comunque al di fuori di palestre e piscine. Lo svolgimento degli sport di contatto, individuati con provvedimento del Ministro dello sport, è consentito da parte delle società professionistiche e ‒ a livello sia agonistico che di base ‒ riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e dal Comitato italiano paralimpico (CIP). Sono invece vietate tutte le gare, le competizioni e tutte le attività connesse agli sport di contatto, individuati dal Ministro dello sport, aventi carattere amatoriale e dilettantistico. Sempre consentita anche nelle zone rosse l’attività motoria in prossimità della propria abitazione con mascherina, e l’attività sportiva individuale all’aperto.
  • Impianti sciistici. Continuano a rimanere chiusi gli impianti sciistici almeno fino al 5 marzo. 
  • Aree gioco. I bambini dai 3 anni in su devono indossare le mascherine. Sotto i 14 anni, i bambini devono essere accompagnati da un adulto; bisogna sempre rispettare la distanza di un metro tra i bambini quando si usano i giochi. Resta consentito svolgere individualmente attività motoria o sportiva non solo in prossimità della propria abitazione, anche in parchi e giardini, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona per l’attività motoria e di due metri per l’attività sportiva. E' consentito l’accompagnamento da parte di un adulto di minori o persone non autosufficienti. Le mascherine vanno indossate sempre, anche per una semplice passeggiata se si è in presenza di persone non conviventi. Si può correre, fare attività sportiva e andare in bicicletta senza mascherina.
  • Resta il divieto di assembramento e la possibilità di chiudere strade e piazze previsto dal DPCM del 25 ottobre che però può avvenire non solo dopo le 21 ma anche lungo tutto l'arco della giornata, in tutto il territorio nazionale, fatta salva sempre la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali aperti e alle abitazioni private.
Le misure territoriali

L’Italia, su decisione del ministero della Salute, è divisa in quattro fasce di rischio a seconda dell’indice Rt (indice di contagiosità) e di altri fattori di rischio (in tutto 21, come per esempio il tasso di occupazione delle terapie intensive). Le disposizioni più restrittive rispetto a quelle nazionali entrano in vigore il giorno successivo alla pubblicazione dell'ordinanza in Gazzetta Ufficiale. Il decreto legge 5 gennaio 2021 ha irrigidito i parametri per cui sarà più facile diventare zona rossa o zona arancione. Il decreto legge del 13 gennaio ha introdotto la nuova zona bianca che invece avrà minori limitazioni rispetto alle misure nazionali.

La fascia ad alto rischio (zona rossa)

A rientrare nella fascia con un «lockdown quasi completo» sono le Regioni con indice di rischiosità massima. Per identificarle si tiene conto però anche di altri fattori di rischio come, per esempio, Regioni con indici Rt più bassi ma tassi di ospedalizzazione più elevati. Per queste zone scattano oltre alle restrizioni nazionali, le seguenti restrizioni.

  • Si fermano tutte le attività non essenziali. Restano aperti supermercati, negozi di generi alimentari, farmacie, estetiste, barbieri e parrucchieri. Ovviamente saranno sempre possibili gli acquisti online. 
  • Chiusi anche bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie che potranno fare consegna a domicilio e asporto (fino alle 22 e con divieto di consumazione del cibo anche nelle immediate vicinanze). Quindi sarà possibile spostarsi fino alle 22 per comprare cibo da asporto da consumare a casa. Per bar e locali senza cucina e per quelli che fanno vendita al dettaglio di bevande l’asporto non è possibile dopo le ore 18.
  • Restano aperte le industrie. Fortemente consigliato lo smart working per i privati, mentre per la pubblica amministrazione dovrebbe scattare almeno al 70% della capienza degli uffici.
  • Didattica a distanza per tutte le scuole superiori e le Università, comprese le seconde e terze medie.
  • Vietati gli spostamenti in entrata e in uscita dai territori e la mobilità all'interno delle Regioni (in entrata e uscita dal Comune di residenza e all'interno del proprio comune se non per motivi di lavoro, malattia o estrema urgenza). Sarà sempre possibile il rientro al proprio domicilio o residenza.
  • Sospese le attività sportive dei centri all'aperto, tutti gli eventi e le competizioni organizzati dagli enti di promozione sportiva.
  • Sempre possibile l'attività motoria nelle vicinanze della propria abitazione con mascherina e da soli e l'attività sportiva svolta all'aperto e individualmente, anche con la bicicletta.
  • Sono sospesi tutti i servizi alla persona tranne barbieri, parrucchieri, lavanderie e pompe funebri.
  • Il personale pubblico farà in presenza unicamente le attività che la richiedono, usando per il resto unicamente lo smartworking.
  • Chiusi anche i musei.
  • Gli spostamenti verso Comuni diversi da quello in cui si abita sono vietati, salvo che per specifiche esigenze o necessità fra questi andare a fare la spesa anche in un altro Comune vicino se il proprio Comune non dispone di punti vendita o se nel Comune vicino al proprio ci sono maggiori disponibilità anche in termini di maggiore convenienza economica. Fino al 27 marzo 2021 nel caso in cui non sia possibile entrare e uscire dal proprio Comune di residenza, sarà possibile spostarsi dai Comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore ai trenta chilometri dai loro confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti dai e verso i capoluoghi di provincia.

La fascia a medio rischio (zona arancione)

Nella fascia arancione ci sono le Regioni con fattori di rischio intermedi. Per gli abitanti di queste zone, oltre alle restrizioni nazionali, scattano le seguenti restrizioni.

  • Chiudono bar e ristoranti tutto il giorno, per i quali è concesso comunque il servizio a domicilio e l'asporto fino alle 22. Per bar e locali senza cucina e per quelli che fanno vendita al dettaglio di bevande l’asporto non è possibile dopo le ore 18.
  • Restano aperti i centri estetici e parrucchieri, così come tutto il comparto dei servizi alla persona.
  • Chiusi anche i musei.
  • Vietati gli spostamenti in entrata e in uscita dai territori salvo che per motivi di urgenza, lavoro o salute e la mobilità all'interno delle Regioni cioè anche in entrata e uscita dal Comune di residenza. All'interno del proprio Comune di residenza sarà libera circolazione dalle 5 alle 22. Sarà sempre possibile il rientro al proprio domicilio o residenza. Inoltre all’interno del comune sarà possibile andare a trovare tra le 5 e le 22 una sola volta al giorno parenti o amici nei limiti di due persone (oltre ad under 14 e disabili o persone non autosufficienti).
  • Sempre possibile l'attività motoria nelle vicinanze della propria abitazione con mascherina e da soli e l'attività sportiva svolta all'aperto e individualmente, anche con la bicicletta.
  • Gli spostamenti verso Comuni diversi da quello in cui si abita sono vietati, salvo che per specifiche esigenze o necessità fra questi andare a fare la spesa anche in un altro Comune vicino se il proprio Comune non dispone di punti vendita o se nel Comune vicino al proprio ci sono maggiori disponibilità anche in termini di maggiore convenienza economica. Fino al 27 marzo 2021 nel caso in cui non sia possibile entrare e uscire dal proprio Comune di residenza, sono consentiti gli spostamenti dai Comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore ai trenta chilometri dai loro confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti dai e verso i capoluoghi di provincia.

La fascia a basso rischio (zona gialla)

In questa fascia ci sono le Regioni con Indici di rischiosità ancora lontani dai livelli di guardia e con un livello di occupazione degli ospedali e terapie intensive non elevato, le restrizioni sono quelle previste su tutto il territorio nazionale.

Ulteriori limitazioni sono previste anche da altre Regioni e Comuni. Per i dettagli consigliamo di visitare i siti istituzionali degli enti locali. In tutti questi casi, comunque, se si viene fermati occorre essere in possesso dell'autodichiarazione e dimostrare di essere nelle condizioni per poter circolare.

La zona bianca

In questa zona si collocano le Regioni che per 3 settimane consecutive hanno una incidenza settimanale dei contagi, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti. In queste zone cessano tutte le restrizioni previste per le altre zone. Saranno ad esempio aperti musei, teatri, cinema, ristoranti.

La lista delle attività essenziali

Restano sempre aperte anche nelle zone rosse le seguenti attività di commercio al dettaglio e che si occupano, in esercizi specializzati, della vendita di:

  1. prodotti alimentari e bevande (ipermercati, supermercati, discount, etc) prodotti surgelati
  2. computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici, apparecchi informatici e per le telecomunicazioni
  3. sigarette elettroniche e liquidi da inalazione
  4. pompe di benzina e altro carburante
  5. ferramenta, vernici, vetro piano e materiali da costruzione (incluse ceramiche e piastrelle)
  6. articoli igienico-sanitari 
  7. macchine, attrezzature e prodotti per l'agricoltura e per il giardinaggio
  8. articoli per l'illuminazione e sistemi di sicurezza in esercizi specializzati
  9. librerie
  10. giornali, riviste e periodici
  11. cartoleria e forniture per ufficio
  12. confezioni e calzature per bambini e neonati
  13. biancheria personale
  14. articoli sportivi, biciclette e articoli per il tempo libero in esercizi specializzati
  15. concessionarie auto e moto e vendita delle parti ed accessori auto e moto
  16. giochi e giocattoli
  17. medicinali (farmacie e parafarmacie)
  18. articoli medicali e ortopedici
  19. cosmetici, articoli di profumeria ed erboristeria
  20. fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti
  21. animali domestici e alimenti per animali domestici
  22. materiale per ottica e fotografia
  23. combustibile per uso domestico e per riscaldamento
  24. saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini
  25. articoli funerari e cimiteriali
  26. ambulanti di: prodotti alimentari e bevande; ortofrutticoli; ittici; carne; fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti; profumi e cosmetici; saponi, detersivi ed altri detergenti; biancheria; confezioni e calzature per bambini e neonati
  27. vendita di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet, per televisione, per corrispondenza, radio, telefono
  28. vendita per mezzo di distributori automatici.

Servizi per la persona che restano aperti anche in area rossa.

  • Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia.
  • Attività delle lavanderie industriali.
  • Altre lavanderie e tintorie.
  • Servizi di pompe funebri e attività connesse.
  • Servizi dei saloni di babiere a parrucchiere.