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Fermenti lattici: fanno davvero miracoli?

15 marzo 2017
probiotici

15 marzo 2017

I fermenti lattici, detti comunemente probiotici, ormai si trovano ovunque, dalla farmacia al supermercato: ma c’è differenza tra Actimel e Activia, Enterogermina e Codex? Hanno effetti diversi? E soprattutto, funzionano?

I fermenti lattici sono campioni di promesse: favoriscono il benessere dell’intestino e aiutano il sistema immunitario. E in commercio si presentano nelle più svariate forme: latti fermentati, integratori e farmaci da banco. Ma che differenza c’è tra fermenti lattici venduti in farmacia e quelli al supermercato? E soprattutto, funzionano davvero?

Che cosa sono i fermenti lattici?

I fermenti lattici, detti comunemente probiotici, sono particolari batteri o lieviti, innocui per l’uomo, in grado di superare indenni la barriera acida dello stomaco e arrivare vitali nell’intestino, dove si pensa possano arricchire (anche se temporaneamente) la flora intestinale e supportarla nelle sue svariate funzioni.

Latti fermentati, integratori e farmaci da banco

In commercio si trovano come:

  • latti fermentati, come Actimel, LC1, Activia e Yakult, in flaconi o in vasetti. Al contrario degli yogurt, i latti fermentati contengono batteri probiotici (per esempio, Activia contiene il famoso Bifidus actiregularis);
  • integratori alimentari, come Dicoflor, Lacoflorene, Florvis o Enterogermina Viaggi, si presentano in forma di capsule, bustine o fiale, per assomigliare ai farmaci;
  • farmaci da banco, come la famosa Enterogermina o Codex, acquistabili senza ricetta. Si distinguono da latti e integratori solo per il diverso inquadramento legislativo: i microrganismi e dosaggi possono benissimo essere gli stessi.

Lo yogurt, invece, non contiene organismi probiotici. I suoi batteri (Streptococcus thermophilus e Lactobacillus bulgaricus) non resistono all’azione dei succhi gastrici e muoiono prima di arrivare all’intestino.

Farmacia o supermercato?

Non c’è differenza tra latti fermentati, integratori e farmaci: possono contenere gli stessi microrganismi e agli stessi dosaggi. Che si trovino in bottiglietta, in bustine o in capsule, non c’è differenza in termini di qualità o di efficacia. Dunque, non conta neanche il canale di vendita: si tratta solo di una scelta di mercato del produttore. Dalle nostre analisi risulta che i fermenti lattici venduti in farmacia non sono migliori di quelli venduti al supermercato: non hanno concentrazioni più corrette, né più elevate e non contengono microorganismi dotati di effetti particolari.

La differenza? Il ceppo

Ciò che conta di più è il tipo di microrganismo. I fermenti lattici, infatti, non sono tutti uguali: le proprietà dimostrate da un ceppo batterico o da uno specifico lievito non sono trasferibili a tutti gli altri. Infatti, gli studi disponibili dimostrano effetti specifici, anche se molto modesti, solo per alcuni ceppi, non per tutti. Non solo: dipende anche dalla dose: gli effetti sono stati spesso dimostrati a dosi molto alte, pari a decine di miliardi di colonie. Quelli con i risultati più incoraggianti sono il Lactobacillus rhamnosus GG e il Saccharomyces boulardii.

Funzionano se presi tutti i giorni?

L’assunzione quotidiana di fermenti lattici non favorisce granché la funzionalità intestinale: dagli studi disponibili, non sembra migliorare la regolarità intestinale, il gonfiore o il fastidio addominale. In caso di stitichezza cronica, un’assunzione di fermenti di 4-8 settimane ha mostrato di aumentare il numero di evacuazioni settimanali di poco più di una volta.

Bisogna prendere fermenti durante o dopo una cura antibiotica?

Anche prendere dei fermenti durante o dopo una cura antibiotica per “sistemare” la flora intestinale e per evitare una diarrea non offre grandi vantaggi: non solo perché la diarrea da antibiotici è poco frequente, ma anche perché la flora si sistema da sola. Gli studi dicono che su 10-15 bambini che li assumono durante una terapia, solo un caso di diarrea viene prevenuto. Gli altri lo avranno assunto senza trarre alcun beneficio, che abbiano avuto la diarrea o meno. Chi fa lunghe terapie antibiotiche, come nel caso del trattamento per eradicare il batterio Helicobacter pylori, può forse trarne maggior beneficio.

I fermenti curano la gastroenterite?

Per quanto riguarda invece l’assunzione nel corso di una gastroenterite virale per velocizzare la guarigione e favorire il recupero, gli studi, sempre solo su bimbi e ragazzi, ci dicono che il beneficio è modesto: circa un giorno in meno di diarrea e una scarica in meno al giorno.

Rinforzano le difese immunitarie?

Infine, non ci sono evidenze su un effetto di rinforzo delle difese immunitarie: dagli studi disponibili non possiamo affermare che l’assunzione di fermenti lattici rafforzi il sistema immunitario in modo da prevenire tosse, mal di gola, raffreddori, influenze o allergia.

Slogan furbi

Le regole europee non consentono a questi prodotti di vantare effetti legati alla salute, come ad esempio “aiutare le difese immunitarie”. Per aggirare l’ostacolo e sbandierare effetti speciali, l’industria rivede le formulazioni aggiungendo specifiche vitamine, quelle per cui questi slogan sono invece autorizzati, ammantando così l’intero prodotto dell’effetto benefico. Dunque, aguzza la vista: dietro ogni “rinforzo quotidiano” o simili diciture c’è sempre una vitamina a giustificazione. Lo fanno, per esempio, Actimel, che aggiunge vitamina B6 e D o Enterogermina Immuno, che aggiunge vitamina C, solo per scopi di marketing.

I nostri consigli

Vuoi provare i fermenti lattici? Ecco alcuni consigli:

  • non pensare che quelli della farmacia siano migliori: l’unica cosa che conta è il ceppo del microrganismo probiotico;
  • ti consigliamo di assumere i probiotici per cui esistono le migliori evidenze, vale a dire Saccharomices boulardi e Lactobacillus rhamnosus GG, presenti in vari prodotti;
  • attenzione alla dose: negli studi, le dosi di batteri assunte giornalmente arrivano anche a qualche decina di miliardi di microrganismi. È quindi possibile che bassi dosaggi non facciano proprio nulla;
  • meglio assumere la dose prima dei pasti, sufficientemente lontano da questi;
  • in corso di terapia antibiotica, probiotici di tipo batterico (cioè lactobacilli, bifidobatteri, bacilli, enterococci, …) vanno assunti tra una dose di antibiotico e l’altra. Se si assume invece un lievito come il Saccharomices boulardi, l’assunzione concomitante all’antibiotico non è un problema. 

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