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Nuovo CUD: come ottenerlo se il datore di lavoro non lo rilascia

03 febbraio 2016

03 febbraio 2016

Dal 2015 si chiama CU, Certificazione Unica e sostituisce il vecchio CUD. I sostituti d’imposta devono consegnarla ai lavoratori entro il 28 febbraio di ogni anno; ma come fare per recuperarla se il datore di lavoro non l’ha rilasciata? Ecco cosa fare.

Dal 2015, al posto del CUD, il lavoratore deve farsi dare dal datore di lavoro la CU, ovvero la Certificazione Unica, indispensabile per la dichiarazione dei redditi. La Certificazione Unica deve essere disponibile per il contribuente entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello di riferimento: per intenderci, la CU 2016 (cioè quella relativa ai redditi 2015) deve essere consegnata entro il 29 febbraio 2016 (cioè il primo giorno lavorativo utile dopo il 28 febbraio). In caso di cessazione del rapporto di lavoro va consegnata entro 12 giorni dalla richiesta del dipendente. A rilasciare la Certificazione Unica al lavoratore è il sostituto d’imposta, in genere il datore di lavoro o l’ente pensionistico per i pensionati. Ma cosa accade se il sostituto d’imposta non rilascia (o non rilascia per tempo) la CU al contribuente? Cosa può fare il lavoratore?

Cosa fare

Secondo l’amministrazione finanziaria, l’omesso, il tardivo, l’incompleto o l’infedele rilascio al contribuente della Certificazione dei redditi è punito con una sanzione amministrativa (da 258 euro a 2.065 euro). Sempre l’amministrazione finanziaria ha, però, in passato chiuso un occhio in quei casi in cui la certificazione viene rilasciata in ritardo, ma comunque in tempo utile per consentire al contribuente di dichiarare i propri redditi. La valutazione, comunque, spetta sempre all’Agenzia delle entrate. È però diritto e compito del contribuente sollecitare il sostituto d’imposta e, in caso di mancata consegna, denunciare la violazione al competente Ufficio territoriale dell’Agenzia delle entrate.

Se non l'hai ricevuta

Se non hai ancora ricevuto la tua CU, quindi, ti consigliamo di intimarne la consegna al sostituto d’imposta con una raccomandata a/r precisando che, in caso contrario, si procederà con la segnalazione all’amministrazione finanziaria. Puoi utilizzare questo modello di lettera di sollecito e inviarla (anche via PEC). Chi non ha ricevuto la CU dal sostituto può recuperare i dati relativi al proprio reddito anche dal 730 precompilato predisposto dall’Agenzia delle entrate. Entro il 7 marzo di ogni anno, infatti, i sostituti d’imposta sono obbligati a trasmettere le CU anche all’Agenzia delle entrate, affinché predisponga le dichiarazioni precompilate, pena una sanzione di 100 euro per ogni omissione o ritardo.

Fai la denuncia

Se consultando la dichiarazione precompilata ti rendi conto che il sostituto non ha comunicato i dati nemmeno all’Agenzia, invia la raccomandata di sollecito e, se anche questa rimane inevasa, denuncia la violazione all’Agenzia o alla Guardia di Finanza. Infine, ma solo se sei un pensionato o hai ricevuto prestazioni a sostegno del reddito (indennità di disoccupazione, mobilità, cassa integrazione), tieni presente che puoi consultare la CU solo accedendo ai servizi online dell’Inps pertanto se vuoi riceverla in altro modo devi inoltrare apposita richiesta.

Come è fatta la CU

Dal 2016 esistono due tipi di certificazione unica: una sintetica e quella ordinaria. La versione ridotta viene consegnata solo ai lavoratori dipendenti e a differenza di quella ordinaria non contiene né il quadro CT né il frontespizio che contiene tra le altre cose i quadri per la scelta dell’8, del 5 e del 2 per mille. Il sostituto d’imposta può inserire il codice fiscale del coniuge del dipendente, anche se non è fiscalmente a carico di quest’ultimo. In presenza di più certificazioni per più rapporti di lavoro, l’ultimo sostituto d’imposta può conguagliare in un’unica certificazione i redditi percepiti nell’anno precedente. Dal 2016 nella certificazione unica è presente la liquidazione mensile del Tfr se il dipendente ha scelto questa opzione.  La CU viene consegnata anche ai lavoratori autonomi, che riceveranno tanti modelli quanti sono i committenti che hanno effettuato i pagamenti e le relative ritenute nel corso dello scorso anno.

La Certificazione Unica attesta le somme erogate e le relative ritenute effettuate e versate allo Stato, in particolare:

  • i redditi complessivi da lavoro dipendente e assimilato (per esempio, per le collaborazioni coordinate e continuative) compreso il cd, bonus Irpef da 80 euro e le somme per incremento della produttività;
  • i redditi da pensione e le prestazioni a sostegno del reddito (indennità di disoccupazione, mobilità, cassa integrazione); 
  • i redditi complessivi da lavoro autonomo e le provvigioni; 
  • le provvigioni per prestazioni, anche occasionali, per rapporti di commissione, agenzia, mediazione, rappresentanza commerciale, procacciamento d’affari; 
  • le relative ritenute d’acconto, gli acconti sulle imposte (Irpef e addizionali) e le detrazioni già effettuate; 
  • i contributi di previdenziali e assistenziali, i contributi previdenziali complementari e il TFR accantonato.

Ricorda che se non presenti la dichiarazione dei redditi puoi usare la scheda unica per la destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille, presente nella CU ordinaria per esprimere la scelta.


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