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Rottamazione e condono, tutte le novità per le cartelle esattoriali arretrate

Anche nel 2019 chi ha cartelle esattoriali arretrate potrà contare sulla rottamazione, la misura inserita nel decreto fiscale che permette di rateizzare gli importi fino a cinque anni, evitando sanzioni e interessi. Ma non è questa l'unica novità: alcuni debiti entro i 1.000 euro potranno essere annullati grazie al condono. 

  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Roberto Usai
14 dicembre 2018
  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Roberto Usai
Rottamazione o condono delle cartelle esattoriali

Anche per il 2019 il Governo ha confermato la possibilità di sanare le cartelle esattoriali sfruttando lo strumento della rottamazione. A differenza degli anni passati, lo strumento è stato reso più conveniente, grazie all'ampliamento della finestra di rateizzazione del debito residuo. Chi usufruisce di questa opportunità non dovrà corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora dovuti per le cartelle arretrate. Per chi ha ricevuto cartelle esattoriali entro i 1.000 euro, invece, in alcuni casi è possibile approfittare del cosiddetto stralcio dei debiti, di fatto un condono che permette di annullare i debiti risultanti dalle singole cartelle. 

Rottamazione-ter: tutto quello che c'è da sapere

Quali contribuenti possono aderire alla rottamazione? E come presentare la domanda? Vediamo tutto quello che è bene sapere sulla rottamazione.

Quali cartelle possono essere rottamate

Tutti i contribuenti che hanno cartelle esattoriali emesse dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 possono presentare la domanda e aderire alla rottamazione-ter. Sono inclusi anche

  • i contribuenti che hanno aderito alla prima rottamazione che copriva il periodo 2000-2016 e che non hanno effettuato tutti i versamenti previsti dal piano di rateizzazione;
  • i consumatori che hanno aderito alla rottamazione-bis, la seconda tranche che sanava le cartelle emesse entro il 30 settembre 2017, e che abbiano saldato tutte le cartelle in scadenza a luglio, settembre e ottobre 2018 entro il 7 dicembre 2018.

La dichiarazione di rinuncia a eventuali contenziosi relativi alle cartelle che si vogliono sanare rimane un requisito fondamentale per poter aderire alla rottamazione.

Quali cartelle non sono ammesse alla rottamazione

Sono escluse dalla rottamazione le cartelle che riguardano: 

  • il recupero degli aiuti di Stato considerati illegittimi dall'Unione europea;
  • i crediti derivanti da condanne pronunciate dalla Corte dei conti;
  • le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;
  • le sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai premi dovuti agli enti previdenziali;
  • le cartelle emesse dal 2000 al 2010 per debiti fino a 1.000 euro e che possono beneficiare del condono.
Termini e modalità per presentare la domanda

Chi ha già aderito alla rottamazione-bis ed è in regola con i pagamenti delle rate in scadenza nei mesi di luglio, settembre e ottobre 2018 (o si è messo in regola entro il 7 dicembre 2018) non deve fare nulla, perché viene automaticamente ammesso alla rottamazione-ter. Per tutti gli altri casi, invece, la domanda di adesione deve essere presentata entro il 30 aprile 2019 seguendo una di queste due modalità:

Nella domande di adesione deve essere indicato anche il numero di rate prescelto per la rateazione, che comunque non può essere superiore a 10.
La risposta dell'Agenzia entrate-Riscossione

L'Agenzia delle entrate-Riscossione ha tempo fino al 30 giugno 2019 per inviare una risposta al contribuente che ha presentato la domanda. L'Agenzia può accogliere la richiesta e inviare contestualmente il totale delle somme dovute, la scadenza delle rate e gli eventuali bollettini di pagamento. In caso contrario la può rigettare, allegando le motivazioni.

Sospesi i termini di prescrizione e decadenza

È importante ricordare che presentando la domanda di adesione alla rottamazione vengono automaticamente sospesi i termini di prescrizione e decadenza delle cartelle inserite nel modulo e si interrompono tutte le relative rateizzazioni in corso. Allo stesso modo non proseguono le procedure esecutive già avviate e non ne saranno avviate di nuove, ma restano in vigore i fermi amministrativi (ganasce fiscali) e le ipoteche già iscritte alla data di presentazione della domanda.

Come effettuare il pagamento

Il saldo delle rate deve essere puntuale entro la scadenza o al massimo nei 5 giorni successivi alla stessa, dal momento che il mancato pagamento o il pagamento in forma ridotta di una delle rate comporta la perdita dei benefici previsti dalla rottamazione. In questa ipotesi, perciò, quanto versato fino a quel momento verrebbe acquisito a titolo di acconto sul totale dovuto. 

Il pagamento può esser fatto tutto in un'unica soluzione entro il 31 luglio 2019. Se si decide di rateizzare il dovuto, le rate massime concesse per il pagamento della rottamazione sono 18 e scadono:

  • il 31 luglio e il 30 novembre 2019 versando il 10% del totale dovuto;
  • a partire dal 2020 le rate scadono il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre di ogni anno fino al 2023 e sono di pari importo.

Le modalità per effettuare il pagamento 

Il pagamento delle rate può essere effettuato con una di queste modalità:

  • Il portale dell'Agenzia delle entrate-Riscossione;
  • l'app EquiClick;
  • gli sportelli bancari;
  • gli uffici postali;
  • l'home banking;
  • i punti Sisal e Lottomatica;
  • i tabaccai convenzionati con Banca 5;
  • gli sportelli bancomat ATM che hanno aderito al circuito CBILL;
  • i Postamat;
  • gli sportelli dell'Agenzia delle entrate-Riscossione.

In quali casi le cartelle possono essere condonate

Oltre alla terza fase della rottamazione delle cartelle esattoriali, il nuovo Governo ha introdotto anche il cosiddetto stralcio dei debiti. In pratica si tratta di un condono per cartelle di importo fino a 1.000 euro. Ma come funziona? In pratica si tratta di un annullamento automatico dei debiti risultanti dalle singole cartelle esattoriali, senza alcuna richiesta da parte del contribuente. Attenzione, però, perché per essere condonabili non basta che le cartelle siano di importo inferiore a 1.000 euro. Vediamo quali sono i requisiti:

Quali cartelle possono essere condonate

Possono essere condonate esclusivamente le cartelle:

  • emesse dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010;
  • con importo residuo fino a 1.000 euro, calcolato al 24 ottobre 2018, e comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni.
Quali cartelle sono escluse dal condono

Alcune cartelle sono automaticamente escluse dalla possibilità del cosiddetto stralcio dei crediti, parliamo in particolare:

  • delle cartelle relative a multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a provvedimenti e sentenze penali di condanna;
  • dei debiti relativi alle "risorse proprie tradizionali" dell'Unione europea e all'imposta sul valore aggiunto riscossa all'importazione;
  • dei debiti derivanti dal recupero degli aiuti di Stato considerati illegittimi dall'Unione europea, ovvero le condanne pronunciate dalla Corte dei conti.

L'annullamento viene effettuato al 31 dicembre 2018 e, dopo questa data, è possibile verificare l'estinzione del debito direttamente accedendo all'area riservata del sito Agenzia delle entrate-Riscossione. Ricorda che per consultare la tua posizione debitoria dovrai accedere utilizzando il PIN dell'Agenzia delle entrate. Le eventuali somme versate prima del 24 ottobre 2018 restano definitivamente acquisite.