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Rottamazione cartelle esattoriali arretrate: quello che c'è da sapere

Anche quest anno è possibile beneficiare della rottamazione delle cartelle esttoriali arretrate, la misura del che permette di rateizzare gli importi fino a cinque anni, evitando sanzioni e interessi. Alcuni debiti possono essere annullati con il condono e, per chi si trova in situazione di difficoltà economica, arriva lo stralcio parziale. Possibilità anche per chi non ha pagato con le rottamazioni precedenti.

  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Roberto Usai
01 marzo 2019
  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
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  • Roberto Usai
Rottamazione o condono delle cartelle esattoriali

Anche per il 2019 è stat prevista la possibilità di sanare le cartelle esattoriali sfruttando lo strumento della rottamazione, dando una ulteriore possibilità anche a chi ha aderito alle rottamazioni precedenti ma non ha fatto tutti i versamenti. A differenza degli anni passati, lo strumento è stato reso più conveniente, grazie all'ampliamento della finestra di rateizzazione del debito residuo. Chi usufruisce di questa opportunità non dovrà corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora dovuti per le cartelle arretrate. Per chi ha ricevuto cartelle esattoriali entro i 1.000 euro, invece, in alcuni casi è possibile approfittare del cosiddetto stralcio dei debiti, di fatto un condono che permette di annullare i debiti risultanti dalle singole cartelle. 

Rottamazione-ter: tutto quello che c'è da sapere

Quali contribuenti possono aderire alla rottamazione? E come presentare la domanda? Vediamo tutto quello che è bene sapere sulla rottamazione.

Quali cartelle possono essere rottamate

Tutti i contribuenti che hanno cartelle esattoriali emesse dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 possono presentare la domanda e aderire alla rottamazione-ter. Sono inclusi anche

  • i contribuenti che hanno aderito alla prima rottamazione che copriva il periodo 2000-2016 e che non hanno effettuato tutti i versamenti previsti dal piano di rateizzazione;
  • i consumatori che hanno aderito alla rottamazione-bis, la seconda tranche che sanava le cartelle emesse entro il 30 settembre 2017.

La dichiarazione di rinuncia a eventuali contenziosi relativi alle cartelle che si vogliono sanare rimane un requisito fondamentale per poter aderire alla rottamazione.

Per sapere quali cartelle possono esser rottamate puoi chiedere il tuo prospetto informativo utilizzando il form online predisposto dall'Agenzia delle Entrate Riscossione oppure accedendo alla tua area personale tramite il PIN dell'Agenzia delle entrate.

Quali cartelle non sono ammesse alla rottamazione

Sono escluse dalla rottamazione le cartelle che riguardano: 

  • il recupero degli aiuti di Stato considerati illegittimi dall'Unione europea;
  • i crediti derivanti da condanne pronunciate dalla Corte dei conti;
  • le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;
  • le sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai premi dovuti agli enti previdenziali;
  • le cartelle emesse dal 2000 al 2010 per debiti fino a 1.000 euro e che possono beneficiare del condono.
Termini e modalità per presentare la domanda

Chi ha già aderito alla rottamazione-bis ed è in regola con i pagamenti delle rate in scadenza nei mesi di luglio, settembre e ottobre 2018 (o si è messo in regola entro il 7 dicembre 2018) non deve fare nulla, perché viene automaticamente ammesso alla rottamazione-ter. Per tutti gli altri casi, invece, la domanda di adesione deve essere presentata entro il 30 aprile 2019. Il modo più semplice di presentare la domanda è compilare il form online sul sito dell'Agenzia delle entrate Riscossione. Se hai i codici di accesso all'area riservata del sito non dovrai allegare nessun documento alla richiesta, altrimenti dovrai allegare in pdf il documento d'identità e la dichiarazione sostitutiva che trovi all'interno del form. Dopo avere compilato i campi riceverai una prima mail all'indirizzo che hai indicato contentene un link da convalidare entro 72 ore (se non lo fai la domanda decade), una volta convalidata la richiesta riceverai una seconda mail di presa in carico della domanda contenente il numero identificativo della pratica e il riepilogo dei dati inseriti. Se la documentazione inviata è corretta riceverai un'ultima mail di ricevuta con allegato il modulo DA-2018.

Altrimenti è possibile seguire una di queste due modalità più tradizionali:

Nella domande di adesione deve essere indicato anche il numero di rate prescelto per la rateazione.
La risposta dell'Agenzia entrate-Riscossione

L'Agenzia delle entrate-Riscossione ha tempo fino al 30 giugno 2019 per inviare una risposta al contribuente che ha presentato la domanda. L'Agenzia può accogliere la richiesta e inviare contestualmente il totale delle somme dovute, la scadenza delle rate e gli eventuali bollettini di pagamento. In caso contrario la può rigettare, allegando le motivazioni.

Sospesi i termini di prescrizione e decadenza

È importante ricordare che presentando la domanda di adesione alla rottamazione vengono automaticamente sospesi i termini di prescrizione e decadenza delle cartelle inserite nel modulo e si interrompono tutte le relative rateizzazioni in corso. Allo stesso modo non proseguono le procedure esecutive già avviate e non ne saranno avviate di nuove, ma restano in vigore i fermi amministrativi (ganasce fiscali) e le ipoteche già iscritte alla data di presentazione della domanda.

Come effettuare il pagamento

Il saldo delle rate deve essere puntuale entro la scadenza o al massimo nei 5 giorni successivi alla stessa, dal momento che il mancato pagamento o il pagamento in forma ridotta di una delle rate comporta la perdita dei benefici previsti dalla rottamazione. In questa ipotesi, perciò, quanto versato fino a quel momento verrebbe acquisito a titolo di acconto sul totale dovuto. 

Il pagamento può esser fatto tutto in un'unica soluzione entro il 31 luglio 2019. Se si decide di rateizzare il dovuto, le rate massime concesse per il pagamento della rottamazione sono 18 e scadono:

  • il 31 luglio e il 30 novembre 2019 versando il 10% del totale dovuto;
  • a partire dal 2020 le rate scadono il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre di ogni anno fino al 2023 e sono di pari importo.

Per chi ha già aderito alla rottamazione-bis senza pagare tutte le rate dovute entro il 7 dicembre 2018, le rate massime concedibili sono 10 con scadenza 31 luglio e 30 novembre per il 2019. Per gli anni 2020 e 2021 le scadenze sono il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre. 

Le modalità per effettuare il pagamento 

Il pagamento delle rate può essere effettuato con una di queste modalità:

  • Il portale dell'Agenzia delle entrate-Riscossione;
  • l'app EquiClick;
  • gli sportelli bancari;
  • gli uffici postali;
  • l'home banking;
  • i punti Sisal e Lottomatica;
  • i tabaccai convenzionati con Banca 5;
  • gli sportelli bancomat ATM che hanno aderito al circuito CBILL;
  • i Postamat;
  • gli sportelli dell'Agenzia delle entrate-Riscossione.

In quali casi le cartelle possono essere condonate

Oltre alla terza fase della rottamazione delle cartelle esattoriali, il nuovo Governo ha introdotto anche il cosiddetto stralcio dei debiti. In pratica si tratta di un condono per cartelle di importo fino a 1.000 euro. Ma come funziona? In pratica si tratta di un annullamento automatico dei debiti risultanti dalle singole cartelle esattoriali, senza alcuna richiesta da parte del contribuente. Attenzione, però, perché per essere condonabili non basta che le cartelle siano di importo inferiore a 1.000 euro. Vediamo quali sono i requisiti:

Quali cartelle possono essere condonate

Possono essere condonate esclusivamente le cartelle:

  • emesse dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010;
  • con importo residuo fino a 1.000 euro, calcolato al 24 ottobre 2018, e comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni.
Quali cartelle sono escluse dal condono

Alcune cartelle sono automaticamente escluse dalla possibilità del cosiddetto stralcio dei crediti, parliamo in particolare:

  • delle cartelle relative a multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a provvedimenti e sentenze penali di condanna;
  • dei debiti relativi alle "risorse proprie tradizionali" dell'Unione europea e all'imposta sul valore aggiunto riscossa all'importazione;
  • dei debiti derivanti dal recupero degli aiuti di Stato considerati illegittimi dall'Unione europea, ovvero le condanne pronunciate dalla Corte dei conti.

L'annullamento viene effettuato al 31 dicembre 2018 e, dopo questa data, è possibile verificare l'estinzione del debito direttamente accedendo all'area riservata del sito Agenzia delle entrate-Riscossione. Ricorda che per consultare la tua posizione debitoria dovrai accedere utilizzando il PIN dell'Agenzia delle entrate. Le eventuali somme versate prima del 24 ottobre 2018 restano definitivamente acquisite.

Difficoltà economica, arriva il "saldo e stralcio"

La legge di Bilancio 2019 ha introdotto anche la possibilità di stralcio parziale delle cartelle esattoriali per i contribuenti che si trovano in una situazione di comprovata difficoltà economica. Per poter essere ammessi allo sconto è necessario avere un ISEE (indicatore della situazione equivalente della famiglia) inferiore a 20.000 euro. Vengono automaticamente riconosciuti come aventi diritto a richiedere lo sconto anche i soggetti per cui è stata avviata una procedura di liquidazione dei beni per sovraindebitamento.

Quali cartelle possono essere ammesse allo stralcio parziale

Le cartelle ammesse allo stralcio parziale sono solo quelle emesse dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 (che non rientrano nel condono):

  • per omesso versamento di imposte risultate dalle dichiarazioni dei redditi o di quelle che derivano da accertamenti di Irpef e Iva;
  • per omesso versamento dei contributi dovuti alle casse previdenziali professionali o alle gestioni previdenziali dell'Inps riservate ai lavoratori autonomi (sono esclusi gli accertamenti).
Può accadere che in diverse cartelle o anche nella stessa cartella di pagamento siano presenti debiti che possono esser parzialmente stralciati e altri no. In questo caso è possibile presentare due dichiarazioni di adesione separate, una per il “Saldo e stralcio” e l’altra per la “Rottamazione ter”
Come e quando presentare la domanda

Per poter usufruire dello stralcio parziale delle cartelle è necessario presentare domanda all'Agenzia delle entrate Riscossione entro il 30 aprile 2019. Il modo più semplice per farlo è compilare il form online sul sito dell'Agenzia delle entrate riscossione. Se hai i codici di accesso all'area riservata del sito non dovrai allegare nessun documento alla richiesta, altrimenti dovrai allegare in pdf il documento d'identità, la dichiarazione sostitutiva che trovi all'interno del form e la certificazione ISEE. Dopo avere compilato i campi riceverai una prima mail all'indirizzo che hai indicato contentene un link da convalidare entro 72 ore (se non lo fai la domanda decade), una volta convalidata la richiesta riceverai una seconda mail di presa in carico della domanda contenente il numero identificativo della pratica e il riepilogo dei dati inseriti. Se la documentazione inviata è corretta riceverai un'ultima mail di ricevuta con allegato il modulo SA-ST. 

In alternativa puoi utilizzare uno dei seguenti modi di invio della domanda:

Oltre alla dichiarazione di possesso dei requisiti necessari, la domanda deve contenere anche le indicazioni dei debiti per cui si vuole usufruire dello sconto e in quante rate si vuole pagare. L'Agenzia delle entrate Riscossione  verifica la sussistenza dei requisiti con Inps e ha tempo fino al 31 ottobre 2019 per comunicare l'esito della richiesta, il totale dovuto e l'importo delle singole rate con relativa scadenza.

Come calcolare quanto pagare

Lo sconto su queste cartelle viene applicato eliminando gli interessi di mora, le sanzioni e le somme aggiuntive perché non sono dovuti. Si versano interamente l’aggio, le spese per le procedure esecutive e quelle di notifica della cartella di pagamento. Le imposte e gli interessi sono dovuti nella misura del:

  • 16% se l’ISEE è inferiore a 8.500 euro;
  • 20% se l’ISEE è compreso tra 8.501 euro e 12.500 euro;
  • 35% se l’ISEE è compreso tra 12.501 euro e 20.000 euro;
  • 10% se il soggetto è in liquidazione per sovraindebitamento.

Il pagamento può esser fatto in un’unica soluzione entro il 30 novembre 2019 oppure in 5 rate di importo differente:

  • Il 35% delle somme entro il 30/11/2019;
  • Il 20% delle somme entro il 31/03/2020;
  • Il 15% delle somme per le restanti tre rate che scadono il 31/07/2020, il 31/03/2021 e il 31/07/2021.

Su queste somme, a decorrere dal primo dicembre 2019 sono dovuti gli interessi del 2% annuo.

Cosa succede se l'Agenzia delle entrate rifiuta la domanda

L'Agenzia delle entrate Riscossione ha tempo fino al 31 ottobre 2019 per comunicare l'esito della richiesta presentata dal contribuente. Nel caso in cui questa venisse rifiutata, le somme per le quali è stata presentata la domanda di stralcio parziale saranno automaticamente ammesse alla rottamazione ter, senza ulteriori procedure da seguire. Sarà quindi l'Agenzia delle entrate Riscossione a comunicare quali somme rientrano nella rottamazione, gli importi delle 17 rate con cui effettuare il pagamento e le relative scadenze. Ricordiamo che la prima rata scadrà il 30 novembre 2019 e ammonta al 30% del dovuto mentre il restante 70% verrà suddiviso in rate di pari importo con scadenza fissata il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre di ogni anno a partire dal 2020. Per chi ha già aderito alla rottamazione bis, ma non ha fatto tutti i versamenti dovuti entro il 7 dicembre 2018 le rate per sono solo 9. Anche in questo caso la prima deve esser versata entro il 30 novembre 2019, pagando il 30% dell'ammontare dovuto e le restanti 8 di pari importo scadranno il 28 febbraio, il 31 maggio il 31 luglio e il 30 novembre degli anni 2020 e 2021.

Anche in questo caso sono dovuti gli interessi del 2% annuo a partire dal 1° dicembre 2019.