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Come funziona la rottamazione per i tributi locali

Dopo le cartelle esattoriali, anche i tributi locali potranno beneficiare di una mini sanatoria. Nelle prossime settimane Comuni, Regioni ed enti locali decideranno se aderire o meno alla rottamazione che consentirà di rateizzare gli importi relativi agli atti notificati tra il 2000 e il 2017 evitando sanzioni.

07 maggio 2019
Maxi emendamento manovra

Dopo la rottamazione ter delle cartelle esattoriali arretrate, dal 1° maggio il Governo ha introdotto anche la possibilità di sanare le imposte relative ai tributi locali. È uno dei provvedimenti inseriti all'interno del decreto crescita che non stabilisce però ancora regole precise per la rottamazione, ma lascia agli enti locali una certa libertà di autonomia. Bisognerà aspettare l'emanazione dei provvedimenti da parte dei singoli enti per avere i dettagli operativi per i contribuenti. Vediamo brevemente cosa sappiamo finora.

Quali cartelle possono beneficiare dello sgravio

Possono beneficiare di questa agevolazione le imposte non riscosse a seguito di provvedimenti di inguinzione fiscale emessi dagli enti locali o per loro conto dagli agenti della riscossione come Equitalia. Parliamo quindi di tributi noti come Imu e Tari (ma non solo), per i quali normalmente - quando non vengono pagati entro un determinato limite di tempo - sono previste sanzioni amministrative. Grazie a questa mini sanatoria, perciò, per gli atti notificati dal 2000 al 2017, queste sanzioni non saranno più applicate e sarà possibile rateizzare l'importo dovuto.

Quali Comuni hanno aderito alla sanatoria

Come anticipato, il decreto crescita lascia una certa libertà d'azione a Regioni, Comuni, province e città metropolitane. Questi enti possono quindi aderire o meno alla sanatoria e hanno tempo 60 giorni a partire dal 1° maggio per decidere di sgravare le sanzioni previste dai debiti dei cittadini. La decisione va comunicata sul sito internet dell'ente entro 30 giorni dall'emanazione del provvedimento. Per avere notizie più precise, perciò, bisognerà aspettare la fine di giugno.

Cosa deve contenere il provvedimento

Il provvedimento emanato dagli enti dovrà contenere alcune informazioni fondamentali:

  • Il numero delle rate e le relative scadenze che non possono andare oltre il 30 settembre 2021,
  • Le modalità con cui il contribuente può manifestare la volontà di aderire alla sanatoria, i limiti entro cui farlo e la possibilità di indicare in quante rate intende fare il pagamento,
  • Il termine entro il quale l'ente risponde per comunicare al contribuente l'accoglimento o il respingimento della domanda di adesione, comunicando anche l'ammontare delle somme dovute, quello delle singole rate e le relative scadenze. 

Come presentare la domanda 

Per aderire alla mini sanatoria è necessario fare la domanda seguendo la procedura che verrà comunicata nelle prossime settimane. Con la presentazione dell'istanza il contribuente rinuncia a eventuali giudizi in essere riguardanti i tributi di cui chiede lo sgravio della sanzione e, inoltre, vengono sospesi i termini di prescrizione e decadenza per il recupero delle somme. Nel caso in cui chi aderisce alla sanatoria non provvede al pagamento, versa in maniera ridotta o in ritardo una delle rate previste dal piano di ammortamento, il procedimento si interrompe e riprendono i normali termini di decadenza e prescrizione. Le eventuali somme già versate verranno considerate come acconto del totale dovuto.