News

Rottamazione cartelle comunali 2026: Comuni aderenti, debiti e domanda

La rottamazione delle cartelle non riguarda solo lo Stato.Circa 1.500 tra Comuni e Regioni hanno esteso la rottamazione-quinquies a Imu, Tari, bollo auto e multe affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione: la domanda si presenta dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026. Verifica se il tuo ente è nell’elenco, quali debiti rientrano davvero, quanto si paga e cosa puoi fare se il tuo Comune non ha aderito.

Con il contributo esperto di:
articolo di:
05 ottobre 2026
Servizi per le entrate Comune di Roma

La rottamazione delle cartelle relative a tributi e sanzioni comunali è entrata nella fase operativa: dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026 puoi presentare la domanda di adesione.

Per i debiti verso Comuni ed Enti territoriali non esiste un automatismo: tutto dipende dalle decisioni del singolo ente. Il primo passo, quindi, è verificare se il tuo Comune o la tua Regione compaiono nell’elenco che l’Agenzia delle entrate-Riscossione ha pubblicato il 25 settembre 2026: sono 1.481 Comuni e 5 Regioni, circa 1.500 enti in tutto. C’è però un punto che genera molta confusione e che conviene chiarire subito: sotto il nome “rottamazione delle cartelle comunali” convivono due misure diverse, che corrono su binari separati e hanno regole e scadenze proprie. Vediamo quindi insieme come puoi orientarti e capire come muoverti.

Torna all'inizio

Rottamazione-quinquies enti locali 2026: come funziona e quali sono le due procedure

La rottamazione locale è uno strumento di gestione straordinaria delle entrate che consente agli enti territoriali di disciplinare autonomamente l'esclusione o la riduzione delle sanzioni e degli interessi. In pratica, esistono regole statali che devono esser poi declinate dal singolo Comune con propria delibera.

Questa forma di agevolazione mira a migliorare la capacità di riscossione degli enti locali, specialmente per i crediti per i quali diventa difficile ottenere il pagamento, offrendo allo stesso modo al contribuente un percorso semplificato per mettersi in regola. Capiamo quindi quali sono i debiti che solitamente rientrano in queste delibere.

I canali di rottamazione sono due e non vanno confusi

In entrambi i casi l’adesione non è obbligatoria: dipende dall’autonomia finanziaria dell’ente, che deve sempre garantire l’equilibrio del proprio bilancio. Per questo due cittadini con la stessa identica cartella possono trovarsi in situazioni opposte a seconda del Comune in cui vivono. Esistono:

  • La rottamazione-quinquies degli enti territoriali, introdotta dall’articolo 10-quinquies del decreto legge 38/2026, convertito dalla legge 88/2026. Riguarda solo i carichi che Regioni ed enti locali hanno affidato all’Agenzia delle entrate-Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023. Scadenze, sconti e modalità di pagamento sono fissati dalla legge, uguali per tutti, e la procedura è gestita dall’Agenzia: l’ente ha potuto solo scegliere se aderire o no.
  • La definizione agevolata autonoma delle entrate locali, prevista dalla legge di bilancio 2026 (legge 199/2025, articolo 1, commi da 102 a 110). Riguarda le entrate che l’ente riscuote in proprio o tramite società in house e concessionari privati. Qui decide tutto il Comune con un proprio regolamento: quali annualità, quali entrate, quanto sconto e quanto tempo concedere per aderire, che non può comunque essere inferiore a 60 giorni dalla pubblicazione.
Torna all'inizio

Quali debiti rientrano nella rottamazione delle cartelle comunali

Per individuare quali cartelle comunali si possono rottamare, è fondamentale considerare che la definizione agevolata comunale può riguardare praticamente qualsiasi tipo di entrata dell'ente.

Per la rottamazione-quinquies, invece, il perimetro lo fissa la legge: si possono regolarizzare le cartelle relative al periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, a condizione che il carico sia stato affidato all’Agenzia delle entrate-Riscossione entro quella data. Rientrano sia i debiti tributari sia quelli non tributari, con l’unica esclusione dei crediti che derivano da pronunce di condanna della Corte dei conti.

Le pendenze ancora in fase di accertamento o in contenzioso, non ancora affidate a ruolo, possono invece rientrare solo nella definizione agevolata autonoma, e soltanto se il regolamento dell’ente lo prevede: lì ogni Comune può circoscrivere l’intervento a specifiche entrate o a determinati periodi.

Quali tipi di debiti comunali possono essere inclusi

Quasi tutte le tipologie di entrate, sia tributarie che patrimoniali, possono rientrare nella definizione agevolata. Per capirci, nelle entrate tributarie rientrano ad esempio Imu, Tari e imposta di soggiorno. Viceversa, nelle entrate patrimoniali ad esempio troviamo i canoni per il passo carrabile, i canoni di locazione delle case popolari e i canoni cimiteriali. Benché non rientrino in questa distinzione perché appartengono a una tipologia di entrata differente, sono sanabili le multe per violazione del codice della strada e per i carichi affidati dalle Regioni il bollo auto. 

Tributi locali e multe

Qui si gioca la differenza più importante: la rottamazione-quinquies riguarda esclusivamente i carichi che l’ente ha affidato all’Agenzia delle entrate-Riscossione. I tributi e le multe che il Comune riscuote direttamente, o che ha affidato a una società in house o a un concessionario privato, restano fuori: per questi vale solo l’eventuale definizione agevolata autonoma deliberata dall’ente. Lo stesso Comune può aver aderito per una parte dei propri crediti e non per l’altra.

Ad esempio, i debiti comunali rottamabili sono:

  • i tributi comunali come IMU e TARI (tassa rifiuti) e le imposte attualmente non più in vigore, ma che lo erano nel periodo coperto dalla rottamazione come la TASI, la TARSU, l’ICI e tutte le loro varianti locali.
  • le entrate patrimoniali come rette scolastiche, canoni di locazione, oneri di urbanizzazione e corrispettivi per il servizio idrico.
  • le sanzioni al Codice della Strada: in questo caso però l'agevolazione riguarda solitamente solo gli interessi e le maggiorazioni, mentre la quota capitale della multa resta dovuta
  • il bollo auto, quando la Regione di residenza ha aderito e il carico è stato affidato all’Agenzia.
Torna all'inizio

Quanto si paga e cosa viene rottamato

Il vantaggio economico della definizione agevolata consiste nell'estinguere il debito versando solo l'importo originario del tributo o della sanzione, senza dover pagare le sanzioni e gli interessi che spesso ne raddoppiano il valore. Oltre all'imposta non versata, restano a carico del contribuente solo le spese documentate per le procedure esecutive, quelle cautelari e i costi di notifica delle cartelle.

Quanto segue vale per la rottamazione-quinquies, dove l’abbattimento è stabilito dalla legge ed è uguale in tutta Italia. Sul canale autonomo, invece, l’entità dello sconto la decide il regolamento del singolo ente e può essere diversa. Per capire meglio ecco cosa può esser abbonato dall’ente locale.

COSA SI PAGA COSA NON SI PAGA
Quota capitale (tasse o multe originarie) Sanzioni amministrative e tributarie
Spese di notifica degli atti Interessi di mora e sanzioni civili
Oneri per procedure esecutive e cautelari Aggio e oneri di riscossione
Interessi legali (solo in caso di rateizzazione) Maggiorazioni semestrali

Le somme versate in precedenza a titolo di sanzioni o interessi non sono rimborsabili e restano acquisite dal Comune, l'agevolazione si applicherà quindi solo sul debito residuo ancora dovuto.

Torna all'inizio

La rottamazione delle multe stradali: quanto si risparmia

Le multe per la violazione del codice della strada possono esser emesse dal Comune o dalla Prefettura: le prime possono esser sanate con la rottamazione comunale, le seconde rientrano invece nella rottamazione quinquies statale, la cui finestra di adesione si è già chiusa il 30 aprile 2026. Nella rottamazione delle cartelle degli enti locali rientrano solo le multe emesse dalla polizia municipale e prevedono l’eliminazione degli interessi, le maggiorazioni e gli oneri di riscossione.

La multa, pur essendo una sanzione, rappresenta la così detta quota capitale e per questo deve esser pagata integralmente. In pratica con la rottamazione della multa si ottiene che:

  • non sono dovuti gli interessi di mora e, in particolare, le maggiorazioni del 10% semestrale previste dalla legge 689/1981.
  • vengono azzerate le somme maturate a titolo di aggio o oneri per l'attività di recupero del credito.
  • restano a carico del cittadino le spese per le procedure esecutive e cautelari, oltre ai costi di notificazione degli atti.
Torna all'inizio

Elenco Comuni aderenti alla rottamazione 2026: dove verificarlo

Per sapere se il proprio Ente ha attivato la rottamazione cartelle degli enti locali non serve rivolgeri agli uffici comunali. 

Il 25 settembre 2026 l’Agenzia delle entrate-Riscossione ha pubblicato sul proprio sito l’elenco degli enti aderenti, se trovi il tuo ente all'interno dell'elenco consulta il suo sito ufficioale per verificare nella delibera quali siano i tributi e le annualità che ha deciso di inserire nella rottamazione.
Sono 1.481 Comuni e 5 Regioni, circa 1.500 amministrazioni in tutto, con una geografia molto sbilanciata: hanno aderito soprattutto gli enti del Centro-Sud, mentre gran parte del Nord è rimasta fuori. Nell’elenco compaiono tra gli altri Roma, Napoli, Bari, Genova e Venezia e le Regioni Basilicata, Campania, Lazio, Puglia e Umbria.
L’elenco riporta anche i soggetti terzi che hanno affidato carichi all’Agenzia per conto dell’ente. Se la tua cartella porta il nome di una società di riscossione che lavora per il Comune, è in quella colonna che devi cercarla.
Il termine per aderire, per gli enti, si è chiuso il 31 luglio 2026: chi non ha deliberato entro quella data non può più rientrare e l’elenco non si allungherà. Resta invece sempre percorribile, per i Comuni che lo vogliano, la strada della definizione agevolata autonoma sulle entrate che riscuotono in proprio: quella va cercata sul sito istituzionale dell’ente, perché non ha un elenco centralizzato né scadenze fissate dalla legge.

Cosa succede se il Comune non aderisce alla rottamazione

Se il Comune sceglie di non adottare nessuna forma di definizione agevolata, il contribuente non può beneficiare dello sconto sulle sanzioni e gli interessi delle cartelle emesse dall’ente locale. In questo caso, le cartelle devono esser saldate per l'intero importo originario e l'ente proseguirà con le normali attività di recupero coattivo.

Restano però aperte le strade ordinarie, che spesso vengono dimenticate: la rateizzazione del debito presso l’agente della riscossione e, se la cartella presenta vizi o riguarda importi prescritti, la richiesta di sgravio in autotutela o il ricorso.

Torna all'inizio

Come fare domanda per la rottamazione delle cartelle comunali 2026

Entro il 15 ottobre 2026 nella propria area riservata del sito dell’Agenzia delle entrate Riscossione saranno disponibili gli elenchi dei così detti “carichi definibili”, cioè le pendenze con gli enti locali che possono esser rottamati.

La domanda di adesione potrà esser presentata tra il 16 ottobre e il 15 dicembre 2026. In ogni caso, come per la rottamazione quinquies la rottamazione degli enti locali prevede la presentazione della domanda esclusivamente in via telematica.

Entro il 28 febbraio 2027 l’Agenzia delle entrate Riscossione deve comunicare il totale dovuto, l'importo delle singole rate e le relative scadenze.

Dove farsi aiutare: gli sportelli dei Caf

Chi non se la sente di procedere da solo può rivolgersi a un Caf. La Consulta nazionale dei Caf ha annunciato il 6 ottobre 2026 che la propria rete è pronta ad assistere i contribuenti in tutte le fasi della procedura. Agli sportelli si può chiedere di verificare la propria posizione debitoria, farsi calcolare gli importi dovuti, compilare e trasmettere la domanda ed essere seguiti fino alla scadenza della prima rata, fissata al 31 marzo 2027. L’assistenza riguarda per ora solo la rottamazione-quinquies dei carichi affidati all’Agenzia: la Consulta ha fatto sapere che sono in corso le interlocuzioni per estenderla anche alla definizione agevolata autonoma dei tributi locali.

Come si paga la rottamazione comunale

Il pagamento del dovuto avviene in un’unica rata o ratealmente.

Il pagamento deve avvenire in unica soluzione entro il 31 marzo 2027 oppure, in alternativa, può essere dilazionato in un numero massimo di 54 rate bimestrali di pari importo, ciascuna non inferiore a 100 euro. Nel 2027 le scadenze sono il 31 marzo, il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre. Dal 2028 in poi si aggiunge anche il 31 gennaio. Scegliendo il numero massimo di rate, il piano si chiude in circa 9 anni.

In caso di pagamento rateale, si applicano gli interessi al tasso del 3% annuo a decorrere dal 1° febbraio 2027.Il mancato, insufficiente o tardivo (oltre i 5 giorni successivi alla scadenza) pagamento dell’unica o di una delle rate fa decadere la rottamazione e i versamenti fatti rimangono acquisiti come acconto sul totale dovuto.

Le scadenze della rottamazione delle cartelle comunali 2026

Il calendario della rottamazione delle cartelle comunali si sviluppa in due momenti differenti, il primo relativo alla presentazione della domanda e il secondo relativo al pagamento del dovuto.

Calendario di adesione alla rottamazione delle cartelle comunali
Scadenza Cosa succede
Entro il 31 luglio 2026    I Comuni e gli enti locali devono comunicare la propria adesione all’agente della riscossione
Entro il 15 ottobre 2026    L’Agenzia delle entrate Riscossione rende disponibili i dati sui carichi definibili nell’area riservata del proprio sito istituzionale e pubblica le modalità di presentazione della domanda
Dal 16 ottobre
al 31 dicembre 2026
   
Il debitore presenta la dichiarazione di adesione telematica
Entro il 28 febbraio 2027 L’Agenzia delle entrate riscossione invia la comunicazione con il totale dovuto, le rate e le scadenze
Ricorda che qualora la scadenza del pagamento cada in un giorno festivo, di sabato o di domenica, il versamento può esser fatto il primo giorno lavorativo utile successivo.Calendario dei pagamenti della rottamazione delle cartelle comunali
Scadenza Adempimento
Entro il 31 marzo 2027 Pagamento in un’unica soluzione del dovuto o della prima rata del piano di rateazione stabilito.
31 maggio 2027    Pagamento della 2° rata   
31 luglio 2027 Pagamento della 3° rata   
30 settembre 2027 Pagamento della 4° rata   
30 novembre 2027
Pagamento della 5° rata   
31 gennaio 2028 Pagamento della 6° rata
Dal 2028 al 2035    Pagamento delle rate restanti, in base al proprio piano di rateazione, con scadenza bimestrale nella stesse date valide per le precedenti 6 rate.
Torna all'inizio

Domande frequenti

La rottamazione comunale blocca pignoramenti o fermi amministrativi?

Dopo la presentazione della domanda, l'Agenzia delle entrate Riscossione non può avviare nuove azioni esecutive o cautelari, ma i fermi e le ipoteche già iscritti restano validi fino al completo pagamento del debito rottamato.

Posso aderire se ho già una rateizzazione in corso?

Sì, è possibile convertire una rateizzazione precedente in definizione agevolata. In questo caso, le rate già pagate restano acquisite e l'agevolazione si applicherà sul debito residuo. La rateizzazione in corso resta sospesa fino alla scadenza della prima rata della rottamazione.

Il mio Comune non è nell'elenco: posso fare qualcosa?

Per i carichi affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione no: il termine per gli enti è scaduto il 31 luglio 2026 e l’elenco non si amplierà. Vale però la pena controllare sul sito del Comune se è stata approvata una definizione agevolata autonoma sulle entrate riscosse in proprio, che segue regole e tempi decisi dall’ente. In assenza di entrambe, restano la rateizzazione ordinaria e, se la cartella è viziata, la richiesta di sgravio in autotutela.

Torna all'inizio