Rottamazione delle cartelle comunali al via: tutto quello che c’è da sapere
La rottamazione delle cartelle non riguarda solo lo Stato. Anche Comuni ed Enti locali possono prevedere forme di sanatoria su tributi come Imu, Tari e multe comunicandolo sul proprio sito entro il 15 giugno. In questa guida spieghiamo quando è possibile aderire, quali debiti rientrano e cosa fare se il Comune non ha attivato nessuna agevolazione.
In questo articolo
La rottamazione delle cartelle relative a tributi e sanzioni comunali è stata introdotta con l’ultima legge di bilancio per affiancare la rottamazione quinquies, ma non segue le stesse regole delle sanatorie statali. Per i debiti verso Comuni ed Enti territoriali non esiste un automatismo: tutto dipende dalle decisioni del singolo ente. Questo significa che, prima di presentare qualsiasi domanda o effettuare un pagamento, è necessario verificare sul sito del proprio Comune se ha approvato entro il 15 giugno una specifica delibera e quali cartelle possono rientrare nella definizione agevolata (questo il nome tecnico). Vediamo quindi insieme come puoi orientarti e capire come muoverti.
Torna all'inizioCos'è la rottamazione delle cartelle comunali
La rottamazione locale è uno strumento di gestione straordinaria delle entrate che consente agli enti territoriali di disciplinare autonomamente l'esclusione o la riduzione delle sanzioni e degli interessi. In pratica, esistono regole statali che devono esser poi declinate dal singolo Comune con propria delibera.
La differenza tra cartelle statali e comunali risiede principalmente nell'ente che gestisce il credito. Per lo Stato la procedura è centralizzata tramite l’Agenzia delle entrate Riscossione, per i Comuni la decisione dipende dall'autonomia finanziaria dell'ente, che deve sempre garantire l'equilibrio del proprio bilancio.
Questa forma di agevolazione mira a migliorare la capacità di riscossione degli enti locali, specialmente per i crediti per i quali diventa difficile ottenere il pagamento, offrendo allo stesso modo al contribuente un percorso semplificato per mettersi in regola. Capiamo quindi quali sono i debiti che solitamente rientrano in queste delibere.
Torna all'inizioQuali cartelle si possono rottamare
Per individuare quali cartelle comunali si possono rottamare, è fondamentale considerare che la definizione agevolata comunale può riguardare praticamente qualsiasi tipo di entrata dell'ente. In generale, possono essere regolarizzate le cartelle relative al periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, includendo non solo le ingiunzioni che sono già state notificate, ma in molti casi potrebbero essere ricomprese anche le pendenze per le quali sono ancora in corso procedure di accertamento o liti pendenti. Tuttavia, lo ripetiamo, ogni Comune ha la facoltà di circoscrivere l'intervento a specifiche entrate o a determinati periodi temporali all'interno delle linee guida statali.
Quali tipi di debiti comunali possono essere inclusi
Quasi tutte le tipologie di entrate, sia tributarie che patrimoniali, possono rientrare nella definizione agevolata. Per capirci, nelle entrate tributarie rientrano ad esempio Imu, Tari e imposta di soggiorno. Viceversa, nelle entrate patrimoniali ad esempio troviamo i canoni per il passo carrabile, i canoni di locazione delle case popolari e i canoni cimiteriali. Benché non rientrino in questa distinzione perché appartengono a una tipologia di entrata differente, sono sanabili le multe per violazione del codice della strada.
Inoltre, con la rottamazione comunale è possibile sanare anche pendenze per le quali sono ancora in corso procedure di accertamento o liti pendenti presso la giurisdizione tributaria.
Tributi locali e multe
Per capire quali cartelle comunali si possono rottamare, diciamo subito che se le cartelle sono affidate all’Agenzia delle entrate Riscossione non rientrano in questa definizione agevolata. Rientrano invece nella rottamazione le cartelle affidate ad agenti della riscossione privati.
Ad esempio, i debiti comunali rottamabili sono:
- i tributi comunali come IMU e TARI (tassa rifiuti) e le imposte attualmente non più in vigore, ma che lo erano nel periodo coperto dalla rottamazione come la TASI, la TARSU, l’ICI e tutte le loro varianti locali.
- le entrate patrimoniali come rette scolastiche, canoni di locazione, oneri di urbanizzazione e corrispettivi per il servizio idrico.
- le sanzioni al Codice della Strada: in questo caso però l'agevolazione riguarda solitamente solo gli interessi e le maggiorazioni, mentre la quota capitale della multa resta dovuta.
Quanto si paga con la rottamazione comunale
Il vantaggio economico della definizione agevolata consiste nell'estinguere il debito versando solo l'importo originario del tributo o della sanzione, senza dover pagare le sanzioni e gli interessi che spesso ne raddoppiano il valore.
Oltre all'imposta non versata, restano a carico del contribuente solo le spese documentate per le procedure esecutive, quelle cautelari e i costi di notifica delle cartelle.
Per capire meglio ecco cosa può esser abbonato dall’ente locale.
| COSA SI PAGA | COSA NON SI PAGA |
|---|---|
| Quota capitale (tasse o multe originarie) | Sanzioni amministrative e tributarie |
| Spese di notifica degli atti | Interessi di mora e sanzioni civili |
| Oneri per procedure esecutive e cautelari | Aggio e oneri di riscossione |
| Interessi legali (solo in caso di rateizzazione) | Maggiorazioni semestrali |
Le somme versate in precedenza a titolo di sanzioni o interessi non sono rimborsabili e restano acquisite dal Comune, l'agevolazione si applicherà quindi solo sul debito residuo ancora dovuto. Rimangono in ogni caso esclusi dalla definizione agevolata i crediti che derivano da pronunce di condanna della Corte dei conti.
Torna all'inizioLa rottamazione delle multe stradali
Le multe per la violazione del codice della strada possono esser emesse dal Comune o dalla Prefettura: le prime possono esser sanate con la rottamazione comunale, le seconde rientrano invece nella rottamazione quinquies. Nella rottamazione delle cartelle degli enti locali rientrano solo le multe emesse dalla polizia municipale e prevedono l’eliminazione degli interessi, le maggiorazioni e gli oneri di riscossione.
La multa, pur essendo una sanzione, rappresenta la così detta quota capitale e per questo deve esser pagata integralmente. In pratica con la rottamazione della multa il Comune può decidere che:
- non sono dovuti gli interessi di mora e, in particolare, le maggiorazioni del 10% semestrale previste dalla legge 689/1981.
- vengono azzerate le somme maturate a titolo di aggio o oneri per l'attività di recupero del credito.
- restano a carico del cittadino le spese per le procedure esecutive e cautelari, oltre ai costi di notificazione degli atti.
Come faccio a sapere se il mio Comune ha aderito
Per sapere se il proprio Ente ha attivato la rottamazione cartelle degli enti locali, è necessario consultare il sito internet istituzionale del Comune. La legge prevede infatti Che l’amministrazione locale abbia tempo per pubblicare sul proprio portale web la delibera di adesione alla rottamazione entro il 15 giugno e comunicarla all’Agenzia entrate Riscossione entro il 30 giugno. Queste delibere vengono pubblicate anche sul sito del Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Cosa succede se il Comune non aderisce alla rottamazione
Se il Comune sceglie di non adottare nessuna forma di definizione agevolata, il contribuente non può beneficiare dello sconto sulle sanzioni e gli interessi delle cartelle emesse dall’ente locale. In questo caso, le cartelle devono esser saldate per l'intero importo originario e l'ente proseguirà con le normali attività di recupero coattivo.
Torna all'inizioCome aderire alla rottamazione delle cartelle comunali
Per presentare la domanda di adesione alla rottamazione bisogna attendere il 15 settembre 2026 quando nella propria area riservata del sito dell’Agenzia delle entrate Riscossione saranno disponibili gli elenchi dei così detti “carichi definibili”, cioè le pendenze con gli enti locali che possono esser rottamati.
Sempre entro il 15 settembre l’Agenzia delle entrate Riscossione deve pubblicare sul proprio sito le modalità di presentazione della domanda di adesione, che potrà esser presentata tra il 16 settembre e il 31 ottobre. In ogni caso, come per la rottamazione quinquies la rottamazione delle cartelle comunali prevede la presentazione della domanda esclusivamente in via telematica.
Entro il 31 dicembre l’Agenzia delle entrate Riscossione deve comunicare l’esito della domanda presentata.
Come si paga la rottamazione comunale
Il pagamento del dovuto avviene in un’unica rata o ratealmente.
Il pagamento deve avvenire in unica soluzione entro il 31 gennaio 2027 oppure, in alternativa, può essere dilazionato in un numero massimo di 54 rate bimestrali di pari importo, con scadenze fissate al 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ogni anno a decorrere dal 2027. In caso di pagamento rateale, si applicano gli interessi al tasso del 3% annuo a decorrere dal 1° febbraio 2027.Il mancato, insufficiente o tardivo (oltre i 5 giorni successivi alla scadenza) pagamento dell’unica o di una delle rate decade la rottamazione e i versamenti fatti rimangono al Comune come acconto sul totale dovuto.
Le scadenze della rottamazione delle cartelle comunali 2026
Il calendario della rottamazione delle cartelle comunali si sviluppa in due momenti differenti, il primo relativo alla presentazione della domanda e il secondo relativo al pagamento del dovuto.
Calendario di adesione alla rottamazione delle cartelle comunali |
|
|---|---|
Scadenza |
Cosa succede |
| Entro il 30 giugno 2026 |
I Comuni e gli enti locali devono comunicare la propria adesione all’agente della riscossione |
| Dal 15 settembre 2026 |
L’Agenzia delle entrate Riscossione rende disponibili i dati sui carichi definibili nell’area riservata del proprio sito istituzionale e pubblica le modalità di presentazione della domanda |
| 16 set – 31 ott 2026 |
Il debitore presenta la dichiarazione di adesione telematica |
| Entro il 31 dicembre 2026 |
L’Agenzia delle entrate riscossione invia la comunicazione con il totale dovuto, le rate e le scadenze |
| Ricorda che qualora la scadenza del pagamento cada in un giorno festivo, di sabato o di domenica, il versamento può esser fatto il primo giorno lavorativo utile successivo.Calendario dei pagamenti della rottamazione delle cartelle comunali | |
| Scadenza | Adempimento |
| Entro il 31 gennaio 2027 | Pagamento in un’unica soluzione del dovuto o della prima rata del piano di rateazione stabilito. |
| 31 marzo 2027 |
Pagamento della 2° rata |
| 31 maggio |
Pagamento della 3° rata |
| 31 luglio |
Pagamento della 4° rata |
| 30 settembre |
Pagamento della 5° rata |
| 30 novembre |
Pagamento della 6° rata |
| Dal 2028 al 2035 |
Pagamento delle rate restanti, in base al proprio piano di rateazione, con scadenza bimestrale nella stesse date valide per il 2027. |
Domande frequenti
La rottamazione comunale blocca pignoramenti o fermi amministrativi?
Dopo la presentazione della domanda, il Comune non può avviare nuove azioni esecutive o cautelari, ma i fermi e le ipoteche già iscritti restano validi fino al completo pagamento del debito rottamato.
Posso aderire se ho già una rateizzazione in corso?
Sì, è possibile convertire una rateizzazione precedente in definizione agevolata. In questo caso, le rate già pagate restano acquisite e l'agevolazione si applicherà sul debito residuo.
Serve l’intermediazione dell’Agenzia delle Entrate Riscossione?
Sì i debiti non vengono gestiti direttamente dal Comune o da concessionari privati, la pratica si svolge interamente tramite l’Agenzia delle entrate Riscossione.
