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Taglio del cuneo fiscale, prorogato anche per il 2023

La manovra di bilancio proroga per tutto il 2023 il taglio del cuneo fiscale per tutti i lavoratori dipendenti con reddito lordo annuo fino a 35 mila euro. Stipendi più alti quindi grazie alla riduzione dei contributi previdenziali del 2% (del 3% per chi ha un reddito fino a 25.000). Ecco quali sono i lavoratori interessati e come cambiano le retribuzioni.

  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
23 dicembre 2022
  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
banconotre estratte dal portafoglio

La manovra di bilancio del Governo Meloni ha prorogato a tutto il 2023 lo sconto sui contributi previdenziali dei lavoratori dipendenti, introdotta da Draghi nel 2022. La riduzione dei contributi del 2% riguarda tutti i lavoratori dipendenti con reddito lordo annuo fino a 35 mila euro, chi invece, ha un reddito lordo annuo fino a 25 mila euro può contare su uno sconto di 3 punti percentuali.

Chi ha diritto allo sconto

Partiamo da un fattore importante: questa riduzione dei contributi pensionistici versati non ha effetto per il calcolo delle prestazioni pensionistiche future. Il beneficio, essendo fisso e in percentuale uguale per tutti, ovviamente avvantaggia maggiormente i redditi più alti tra coloro che ne hanno diritto, quindi, l’aumento maggiore in busta paga lo avranno coloro che hanno lo stipendio più alto. 

Il taglio del 3%

L’esonero contributivo spetta a tutti i lavoratori dipendenti, esclusi i lavoratori domestici, che abbiano una retribuzione mensile inferiore a 1.923 euro lordi, parametrata su 13 mensilità. In pratica lo sconto sui contributi del 3% viene applicato per tutto l’anno, compresa la tredicesima se la retribuzione lorda, diviso 13 mesi risulta inferiore a 1.538 euro. Di fatto per questi contribuenti il taglio ulteriore della percentuale previdenziale si traduce in una decina di euro in più al mese. Con un minimo di circa 8 euro per i redditi intorno ai 10 mila euro a un massimo di 15 euro al mese per i redditi pari a 20 mila euro.

Il taglio del 2%

L’esonero contributivo spetta a tutti i lavoratori dipendenti, esclusi i lavoratori domestici, che abbiano una retribuzione mensile inferiore a 2.692 euro lordi, parametrata su 13 mensilità. In pratica lo sconto sui contributi del 2% viene applicato per tutto l'anno, compresa la tredicesima se la retribuzione lorda, diviso 13 mesi risulta inferiore a 2.692 euro. 

Taglio del cuneo fiscale: come cambiano gli stipendi

Per capire come cambiano gli stipendi dobbiamo partire dal nostro lordo previdenziale, ovvero lo stipendio pieno e su cui vengono calcolati i contributi, e non al lordo fiscale. Da quanto viene corrisposto dal datore di lavoro bisogna infatti togliere prima i contributi previdenziali (che, senza sconti ammontano a poco più del 9% dell'imponibile previdenziale), sul netto a questo punto si applicano le imposte (Irpef, addizionali regionale e comunale) e le detrazioni da lavoro, così da ottenere il netto in busta paga.