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Taglio del cuneo fiscale: ecco di quanto aumentano gli stipendi

Da luglio a dicembre 2022 tutti i lavoratori dipendenti con reddito lordo annuo fino a 35 mila euro potranno contare su stipendi mensili più alti, merito della riduzione dei contributi previdenziali del 2%. È l'effetto del taglio del cuneo fiscale, la misura rinnovata e ampliata dal decreto Aiuti bis. Ecco quali sono i lavoratori interessati e come cambiano le retribuzioni.

  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Roberto Usai
17 agosto 2022
  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Roberto Usai
banconotre estratte dal portafoglio

Il decreto Aiuti bis ha rinnovato e ampliato la misura introdotta con la legge di bilancio del 2022, che aveva assicurato uno sconto dello 0,8% dei contributi previdenziali che vengono trattenuti sulla busta paga dei lavoratori dipendenti. Infatti, per i mesi da luglio a dicembre la riduzione dei contributi passa al 2% per tutti i lavoratori dipendenti con reddito lordo annuo fino a 35 mila euro.

Chi ne ha diritto

L’esonero contributivo spetta a tutti i lavoratori dipendenti, esclusi i lavoratori domestici, che abbiano una retribuzione mensile inferiore a 2.692 euro lordi, parametrata su 13 mensilità. In pratica lo sconto sui contributi del 2% viene applicato per i mesi da luglio a dicembre, compresa la tredicesima se la retribuzione lorda, diviso 13 mesi risulta inferiore a 2.692 euro. Altro fattore importante è che questa riduzione dei contributi pensionistici versati non ha effetto per il calcolo delle prestazioni pensionistiche future. Il beneficio, essendo fisso e in percentuale uguale per tutti, ovviamente avvantaggia maggiormente i redditi più alti tra coloro che ne hanno diritto, quindi l’aumento maggiore in busta paga lo avranno coloro che hanno lo stipendio più alto. 

Taglio del cuneo fiscale: come cambiano gli stipendi

Per capire come cambiano gli stipendi dobbiamo partire dal nostro lordo previdenziale, ovvero lo stipendio pieno e su cui vengono calcolati i contributi, e non al lordo fiscale. Da quanto viene corrisposto dal datore di lavoro bisogna infatti togliere prima i contributi previdenziali (che, senza sconti ammontano a poco più del 9% dell'imponibile previdenziale), sul netto a questo punto si applicano le imposte (Irpef, addizionali regionale e comunale) e le detrazioni da lavoro, così da ottenere il netto in busta paga. Rispetto al 2021, le buste paga sono aumentate a causa dell'effetto combinato della riduzione dei contributi previdenziali e, soprattutto, dell'applicazione della nuova Irpef e delle nuove detrazioni da lavoro dipendente introdotte dal Governo Draghi da gennaio 2022. 

Ecco nel dettaglio l'incremento netto mensile dovuto al taglio del cuneo fiscale
Retribuzione lorda
(imponibile previdenziale)
Netto mese nel 2021
(in euro)
Netto mese primo semestre 2022
(in euro)
Netto mese secondo semestre 2022
(in euro)
Aumento mensile gennaio/giugno
(in euro)
Aumento mensile luglio/dicembre
(in euro)
10.000 662 672 682 10 9
12.500 785 804 816 19 12
15.000 908 936 950 29 14
17.500 1.022 1.141 1.157 119 16
20.000 1.137 1.252 1.270 115 18
22.500 1.252 1.362 1.383 110 21
25.000 1.367 1.473 1.496 106 23
27.500 1.480 1.583 1.609 104 25
30.000 1.579 1.678 1.706 99 28
32.500 1.674 1.771 1.801 96 30
35.000 1.770 1.863 1.895 93 32

Quanto si guadagna in più rispetto al 2021

Se prendiamo a titolo di esempio un lavoratore con un reddito lordo pari a 30 mila euro, possiamo vedere come nei primi sei mesi del 2022 abbia guadagnato 99 euro in più al mese rispetto allo scorso anno. A questa cifra si aggiungono altri 30 euro mensili, per un totale di 129 euro in più in busta paga a partire da luglio (tredicesima compresa) rispetto al 2021.