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Trova lavoro: le mosse giuste da fare

24 aprile 2019
Trovare lavoro

24 aprile 2019

Cercare lavoro è come comporre un puzzle: servono tanti pezzi da incastrare l’uno nell’altro. La prima regola è essere attivi, ma bisogna conoscere le nuove strade per candidarsi. Il web, innanzitutto.

Il mondo del lavoro cambia, e cambia in fretta. Per questo, oggi più che mai è diventato indispensabile cambiare mentalità. Soprattutto, bisogna cercare di andare incontro alle aziende, che (in un momento difficile come questo) hanno poca fiducia e cercano di ridurre tutte le spese. Comprese quelle per la ricerca del personale.

Spesso i candidati non trovano lavoro e le aziende non trovano candidati perché manca il giusto canale di comunicazione. Ecco alcuni consigli che possono aiutarti a capire come valorizzare al meglio le tue risorse, esperienze e professionalità per rispondere nel modo più appropriato alle richieste delle aziende.

Curriculum e colloquio

Il curriculum è uno strumento malleabile, che ogni volta va adattato al contesto. Il modo migliore per personalizzare la candidatura è allegare al curriculum una breve lettera di presentazione. Deve essere sintetico, ma non troppo (per un giovane non oltre le due pagine), soprattutto non dovrebbe mostrare interruzioni prolungate, che possono insospettire. Non dilungarti sulle esperienze del passato, ma spendi due parole in più sulle ultime posizioni ricoperte.

Piuttosto che inviare lettere agli uffici del personale, è meglio rivolgersi alla sezione “Lavora con noi” dei siti delle aziende che ti interessano: rende le cose più facili anche a loro.

Ci sono alcune domande chiave che vengono fatte sempre, tipo: come si descriverebbe brevemente? Quali sono i suoi punti di forza? E quelli da migliorare? Cosa sa della nostra azienda? Perché si ritiene idoneo per questo ruolo? Bisogna preparare le risposte prima, in modo da essere pronti e cercando di agganciare alle proprie esperienze le richieste dell’annuncio. Prepara risposte brevi, chiare e veritiere.

Il web prima di tutto

Sapersi muovere nella Rete è ormai indispensabile per riuscire a candidarsi: ecco perché è necessario sapersi rendere visibili, farsi notare e cercare di intercettare la domanda di lavoro. Non bisogna neanche illudersi, però. Internet è diventato un riferimento indispensabile per cercare lavoro, ma a volte non basta.

Soprattutto, la Rete va utilizzata con attenzione, perché la condotta online (web reputation) può compromettere anche il miglior curriculum vitae. Dal web emergono molte indicazioni sul nostro modo di essere e di pensare. Una foto sbagliata, un commento eccessivo, un’opinione politica estrema e soprattutto il parlare male di un datore di lavoro, di un’azienda o dei colleghi, sono campanelli di allarme per qualunque head hunter. Una ricerca su Google o tra i social network è semplice, veloce e svelerà molto, ecco perché la web reputation va considerata parte integrante del curriculum tradizionale e, se mal gestita, può diventare un marchio indelebile.

Ma allora, mi tolgo dalla Rete per eliminare ogni rischio? Assolutamente no, non essere online può dare l’idea che il candidato sia poco al passo coi tempi, ma la propria presenza sul web va sfruttata al meglio. Per farlo serve qualche regola.

  • È consigliabile essere presenti su Linkedin, il principale network dedicato allo sviluppo di canali professionali.
  • Aggiorna periodicamente il curriculum, lasciarlo invecchiare può solo danneggiare la tua immagine.
  • Selezionare gli amici dei social è buona regola: filtrare i contatti impedisce che il proprio nome sia associato a quello di persone indesiderate, di cui non si conosce lo stile e il comportamento nel web.
  • Non scordare che impostare le regole di privacy ai social impedisce che i profili siano aperti a tutti.
Attenzione, infine, a cosa si condivide: nell’epoca della “condivisione” diffusa non ci si deve illudere che l’audience a cui ci rivolgiamo sia davvero ristretto e controllabile; è bene pensarci prima di ogni “mi piace” o simili.
Siti, social network e agenzie

Esistono ormai molti siti che possono aiutare nella ricerca del lavoro, hanno varia natura e vanno capiti nel loro funzionamento, per sfruttarli al massimo. L’obiettivo è distinguersi, farsi notare, per emergere nella massa di proposte.

  • LinkedIn conta oltre 600 milioni di iscritti in tutto il mondo. Non è un social generico come altri, ma è puramente rivolto al mondo professionale. Può essere utile per creare una rete di connessioni con altri professionisti, prendere parte ai gruppi di discussione, per mettersi in vetrina con il proprio curriculum e avere la certezza che molte aziende ci buttano un occhio per cercare candidati.
  • Facebook e Twitter permettono anche di accedere alle offerte di lavoro, ma la loro natura resta più ludica. In ogni caso, conviene iscriversi a più social contemporaneamente, sfruttando la funzionalità delle “referenze”, che permette di riportare i giudizi dei precedenti datori di lavoro e colleghi insieme al proprio profilo.
  • I portali dedicati. Si può registrare il proprio curriculum, rispondere alle offerte di lavoro, ma anche ricevere mail o sms che segnalano la pubblicazione di un annuncio in linea con il proprio profilo. in Rete ce ne sono davvero molti, conviene fare una ricerca per trovare quello più specializzato nel proprio percorso professionale. Monsters.it è uno dei colossi del settore.
  • Agenzie per il lavoro. Offrono opportunità di lavoro temporaneo o permanente. Bisogna iscriversi nella banca dati e lasciare il proprio curriculum, oppure ci si può candidare direttamente, rispondendo a un annuncio. Rispetto ai siti e alle bacheche online, le agenzie interinali offrono garanzie sulla serietà delle aziende per le quali fungono da intermediari.
  • Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (Anpal). Istituita dal Dlgs 150/15, ha come principale obiettivo il coordinamento delle politiche del lavoro a favore di persone in cerca di occupazione e la ricollocazione dei disoccupati in Naspi (nuova assicurazione sociale per l’impiego), in Dis-Coll per collaboratori e precari o in Asdi (assegno di disoccupazione), mediante la predisposizione di strumenti e metodologie a supporto degli operatori pubblici e privati del mercato del lavoro, anpal.gov.it.
  • Inserzioni sui giornali. Da tenere d’occhio soprattutto le inserzioni online de La Stampa, del Sole24Ore, de La Repubblica e del Corriere della Sera, ma anche quelle sui giornali locali della città.
Spargere la voce
Oltre alla dimestichezza con la Rete serve determinazione e attivismo: anche il vecchio passaparola è ancora molto efficace. Non bisogna pensare che farsi sponsorizzare significhi “essere raccomandati”: in questo caso infatti non si è assunti perché si è “il figlio di”, esercitando magari pressioni, ma semplicemente perché qualcuno ha favorito l’incontro tra un’azienda e una persona che risponde ai requisiti richiesti. Il passaparola è apprezzato anche dalle aziende, perché è un sistema di reclutamento efficace e a costo zero, che non richiede l’intermediazione di agenzie. Funzionano meno la risposta a un annuncio e l’autocandidatura, ovvero l’invio del curriculum alle aziende di propria iniziativa.