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Come scegliere i pennarelli: 2 marche bocciate in sicurezza

I pennarelli non sono tutti uguali, e non è solo una questione di qualità del colore. Tra i campioni delle 18 marche che abbiamo portato in laboratorio, due (Kidea Coloriamo e Flying Tiger Markers) non hanno superato le prove di sicurezza chimica. Li abbiamo segnalati al Ministero.

06 settembre 2019
Test pennarelli

 

Aggiornamento del 6 settembre 2019 ore 10:30 - Le informazioni contenute in questa pagina e nell'articolo pdf linkato sono state aggiornate in seguito all'identificazione di alcune imprecisioni: a causa di una interpretazione sbagliata dei risultati comunicati dal laboratorio, avevamo pubblicato una serie di giudizi errati sulle prove di lavabilità e resistenza. Ora i contenuti sono corretti.

Aggiornamento del 3 settembre 2019 ore 16:30 - Tiger ci ha appena informato di aver provveduto a ritirare dal mercato il prodotto che avevamo inserito nel test e che non aveva superato le prove di sicurezza chimica. Stiamo facendo alcune verifiche, in particolare sul da farsi per chi nel frattempo avesse acquistato i prodotti. È positivo quando i produttori si attivano in questo senso. Altroconsumo continua a esercitare il suo ruolo di sorveglianza del mercato, attraverso le analisi e le opportune segnalazioni ad aziende e autorità.

 

Non tutti i pennarelli in commercio rispettano pienamente gli standard di sicurezza richiesti dalla normativa di riferimento. È quanto abbiamo scoperto attraverso le nostre prove di laboratorio, effettuate su 18 campioni di pennarelli colorati. Tra di essi, Kidea Coloriamo e Flying Tiger Markers non hanno superato i nostri rigorosi test sulla sicurezza chimica: li abbiamo subito segnalati al Ministero dello Sviluppo Economico e al Ministero della Salute.

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La sicurezza prima di tutto

Secondo le linee guida della Commissione Europea, anche i pennarelli colorati sono soggetti alla direttiva europea 2009/48/CE sui giocattoli e non dovrebbero contenere sostanze chimiche in grado di danneggiare la salute dei bambini. Eppure, come confermato dai nostri test, il marchio CE non è evidentemente sufficiente a garantire la perfetta sicurezza chimica di un pennarello.

I due prodotti bocciati, infatti, contengono sostanze non a norma o in quantità elevate o superiori rispetto ai limiti consentiti. In particolare, l’inchiostro blu dei Markers di Flying Tiger contiene toluene (un solvente tossico) mentre in quello verde sono presenti oltre i limiti di legge methylisothiazolinone e chloromethylisothiazolinone, conservanti pericolosi e inquinanti.

Non va meglio con i pennarelli “Coloriamo” di Kidea, che non superano le nostre severe prove nonostante rispettino la normativa. Nello specifico, l'inchiostro verde contiene quantità elevate di octylisothiazolinone, un conservante che non è regolamentato dalla normativa europea: noi riteniamo inaccettabile che non sia regolamentato e abbiamo chiesto al ministero di farsene carico.

Bene le prove di scrittura, sorprese sulla lavabilità

Abbiamo sottoposto i 18 campioni di pennarelli a prove diverse, per valutare la qualità della scrittura (da nuovi e da usati), la durata dell’inchiostro, la resistenza dell’involucro e tanti altri aspetti. Buone notizie: tranne qualche eccezione, la qualità è generalmente ottima o almeno buona. Le differenze più importanti sono emerse sul consumo d’inchiostro

Ci siamo anche chiesti quanto siano vere le promesse di “lavabilità” dell’inchiostro presenti su molte confezioni. Li abbiamo provati su una maglietta bianca di cotone, per poi lavarla sia a 30 che a 60°C. In effetti, la maggior parte dei pennarelli sono lavabili a 30°C. Meglio evitare, invece, le temperature più elevate, che ci hanno dato i risultati peggiori: è probabile che il calore abbia “fissato” l’inchiostro.

Poco eco-friendly

I pennarelli non sono certo amici dell’ambiente: si consumano in fretta, l’inchiostro non può essere ricaricato e, a fine vita, una certa quantità di plastica finisce nell’indifferenziata. L’alternativa ecologica è rappresentata dalle matite colorate, che tuttavia non sono in grado di offrire le stesse prestazioni di disegno.

È comunque possibile prendere qualche accorgimento per un uso più sostenibile dei pennarelli. Ad esempio, ricordare di chiudere sempre il tappo dopo l’uso, scegliere una confezione in carta invece che in plastica (o in un mix di questi due materiali) e ricomprare i singoli colori una volta finiti (diverse marche vendono i colori singoli, così da non dover acquistare l’intera confezione).

 

Se vuoi leggere l'articolo completo e scoprire tutti i retroscena e i risultati del nostro test, puoi scaricare l'articolo in formato pdf pubblicato sul numero di settembre di Altroconsumo Inchieste.