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Pirola: cosa sappiamo sulla nuova variante Covid sotto osservazione

La nuova variante del virus Ba.2.86, ribattezzata Pirola, è stata messa sotto osservazione dall’Organizzazione mondiale della sanità. La ragione di tale attenzione è l’elevato numero di mutazioni, superiore a 30, nella proteina Spike del virus. Ecco cosa sappiamo.

22 agosto 2023
Tamponi rapidi antigenici

Sembra finito l’entusiasmo per i nomi mitologici, come Cerberus e Kraken. Ora la nuova variante del virus Sars cov 2 è stata soprannominata Pirola (il suo nome vero è Ba.2.86) da una specie botanica della famiglia delle Ericacee. Ma non facciamoci ingannare dal suono all’apparenza scherzoso del suo nome: gli scienziati che l’hanno individuata – per ora solo in Israele, Danimarca, Stati Uniti e Regno Unito – la stanno tenendo sotto stretta osservazione. l'Organizzazione Mondiale della Sanità e Cdc americano l’hanno messa sotto monitoraggio, perché è una variante completamente nuova, che presenta più di trenta mutazioni sulla proteina Spike, che si trova sulle sue famose protuberanze a forma di chiodo del virus e che è il principale meccanismo che il virus utilizza per penetrare nelle nostre cellule.

Niente allarmismo, ma attenzione costante

Attualmente Pirola non è presente in Italia o, comunque, non è stata ancora individuata. Inoltre non si sa se questa nuova variante causi una malattia più grave rispetto alle varianti precedenti o sfugga ancora di più alle difese immunitarie che ci siamo costruiti in questi anni di convivenza forzata con il Covid. A livello mondiale attualmente le varianti più diffuse sono Arturo (Xbb.1.16) ed Eris (Eg.5); il numero di nuovi casi di Covid identificati e segnalati in Italia è stabilmente basso e in lieve diminuzione, così come i decessi causati dal virus. Tuttavia non bisogna sottovalutarne il possibile impatto: l’Oms ha precisato che “Ba.2.86 è stata messa sotto stretta osservazione ed è oggetto di una vigilanza costante e minuziosa”, sottolineando ancora una volta l’importanza della sorveglianza epidemiologica di sanità pubblica anche a pandemia finita.

Cosa fare se compaiono sintomi

La stanchezza e il calo dell’attenzione nei confronti del Covid sono ormai generalizzati ma non devono prendere il sopravvento: anche se è finita la fase dell’emergenza il virus del Covid continua a circolare e può mettere ancora a serio rischio la salute delle persone più fragili. Come per le altre malattie infettive, nonostante l’isolamento non sia più obbligatorio, sarebbe bene continuare ad avere riguardo per chi ci circonda, facendo il possibile per non contagiare gli altri. Per cui in caso di sintomi simil-influenzali (come febbre alta, disturbi gastrointestinali, malessere, sintomi respiratori…) resta sempre una buona regola quella di non uscire e di non avere contatti troppo ravvicinati con i propri membri della famiglia.

Variante Pirola: è necessario vaccinarsi?

Per quanto riguarda la vaccinazione, il ministero della Salute raccomanda una dose di vaccino di richiamo in autunno per anziani, persone fragili, donne in gravidanza e operatori sanitari. A tutte le categorie per cui è raccomandato, il vaccino sarà offerto in maniera attiva e gratuitamente. Una dose di richiamo, che sarà erogata anch’essa gratuitamente, viene consigliata anche ai familiari e ai conviventi di persone con grande fragilità. L'arrivo dei nuovi vaccini, adattati alle varianti maggiormente circolanti in questo periodo (ma non alla nuova variante Pirola) è previsto per fine settembre.