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Covid e vacanze: programmi saltati per il 63% degli italiani

Vacanze: l’emergenza Covid fa saltare i piani a più di sei italiani su 10. Più di uno su quattro non spenderà niente per le vacanze quest’anno. Il 16% sta a casa. La nostra inchiesta porta in luce anche altre conseguenze dell’emergenza Covid sulla nostra vita: rimandate le visite mediche, modificate le abitudini quotidiane, ridotti gli acquisti. E la preoccupazione per il rischio di contagio resta alta.

  • di
  • Natalia Milazzo
28 luglio 2020
  • di
  • Natalia Milazzo
Inchiesta vacanze e covid

Gli italiani quest’anno stringono la cinghia per quanto riguarda le vacanze: più della metà spenderà meno del previsto. Calano molto soprattutto i viaggi all’estero e il 16% resterà a casa.

  • Il 63% degli italiani ha dovuto cambiare progetti per le vacanze a causa della crisi legata al coronavirus.
  • Oltre un quarto ha rinunciato del tutto a spendere: se la spesa media per le vacanze è di 700 euro, il 26% - più di uno su quattro – semplicemente quest’anno prevede che non spenderà nulla.
  • Il 52% di chi aveva già fatto progetti prima della crisi spenderà meno di quanto previsto.
  • Il 40% aveva progettato un viaggio all’estero, ma alla fine lo ha fatto o lo farà solo il 18%: più della metà hanno rinunciato.

Il più temuto il pullman, la meno temuta la casa in affitto

Ma quali sono le situazioni percepite come a maggior rischio di contagio da Covid? Il grafico sotto parla chiaro:

  • quasi il 70% ritiene rischiosi o molto rischiosi pullman e stazioni dei pullman (a lungo raggio);
  • il 59% non si fida di ostelli e guest houses;
  • il 58% teme treni e stazioni; 
  • voli e aeroporti sono considerati a rischio o molto a rischio dal 56%;
  • tra le soluzioni considerate meno a rischio le case in affitto (solo il 12% le ritiene molto a rischio) e gli alberghi (molto a rischio per il 16%).

Grafico Inchiesta abitudini post covid

Visite mediche cancellate o rimandate

Ma non abbiamo chiesto l’esperienza delle persone soltanto per quanto riguarda le vacanze. Un altro tema importantissimo è quello della salute.

Dall’inizio della crisi legata al coronavirus, il 14% degli italiani ha subito almeno una cancellazione di prestazioni sanitarie (visite, esami, trattamenti), mentre il 63% almeno un rinvio.

In totale, la cancellazione o il rinvio di una visita o seduta prevista ha avuto un forte impatto sulla salute per il 12% degli italiani.

Dal punto di vista del rischio di contagio, sono molto temuti pronto soccorso e ospedali (rischiosi rispettivamente per il 58% e il 47%), mentre solo pochi (15%) ritengono rischiose le farmacie. 

Attività e servizi comuni: molti hanno smesso

Il ritorno alla “vita normale” è ancora lontano, gran parte delle persone ha smesso o ha ridotto la frequenza con cui faceva diverse attività e ha ancora paura a farle. 

  • Il 48% ha smesso di prendere taxi o car sharing;
  • il 42% ha smesso di andare in palestra;
  • il 33% ha smesso di usare i trasporti pubblici;
  • il 32% ha smesso di frequentare eventi culturali;
  • il 21% ha smesso di andare al ristorante;
  • il 17% ha smesso di frequentare centri commerciali.

Tra i luoghi più temuti i mezzi pubblici (rischiosi o molto rischiosi per il 63%), mentre i meno temuti sono i supermercati (rischiosi o molto rischiosi per il 21%).

Investimenti e acquisti rimandati

Tanti progetti importanti (acquisto casa, auto, ristrutturazione di casa, investimenti) sono stati cancellati o rinviati ai prossimi anni.

  • il 13% degli Italiani ha cancellato almeno un acquisto o investimento già programmato (per esempio tra chi l’aveva pianificato , il 25% ha cancellato l’acquisto della moto, il 20% della casa, il 7% ristrutturazioni in casa, il 6% l’acquisto dell’auto); 
  • il 41% ha rimandato un acquisto o investimento a dopo il 2020 (tra chi l’aveva pianificato, il 39% ha rimandato l’acquisto dell’auto, il 22% della casa);
  • il 48% ha rimandato un acquisto o investimento ma pensa di farlo entro l’anno. 

L’indagine è stata svolta tra il 16 e il 20 luglio 2020 su un campione di 1.235 italiani di età 18-74 anni distribuiti come la popolazione generale per sesso, età, livello educativo e area geografica.

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