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Covid-19: passaporto vaccinale europeo in arrivo?

Nel giro di qualche mese dovrebbe essere disponibile in tutti gli Stati membri dell’Unione Europea il passaporto vaccinale: un “lasciapassare” che permetterà una maggiore libertà di movimento durante la pandemia a chi ha ottenuto la vaccinazione contro il Covid-19, ha già avuto in passato l’infezione ed è guarito o risulta negativo al tampone. Ecco come dovrebbe funzionare e quali sono i possibili rischi (soprattutto quelli legati alla privacy).

  • di
  • Michela Di Mario
30 marzo 2021
  • di
  • Michela Di Mario
passaporto vaccinale

Un passaporto vaccinale per chi è già stato vaccinato contro il Covid-19, ha già avuto l’infezione ed è guarito o risulta negativo al tampone. È questa la proposta della Commissione Europea per permettere ai cittadini degli Stati membri di tornare a circolare all’interno dell’Unione con più libertà e sicurezza durante la pandemia.

Passaporto vaccinale: cos’è e come dovrebbe funzionare

Il “certificato verde”, che dovrebbe essere disponibile a partire da giugno 2021, sarà in formato cartaceo o digitale e in entrambi i casi funzionerà tramite un codice QR (più sicuro dal punto di vista delle possibili falsificazioni). Il documento indicherà lo stato dei singoli soggetti dal punto di vista pandemico:

  • se una persona è vaccinata e con quale tipo di vaccino;
  • se una persona non è vaccinata, il risultato dell’ultimo tampone effettuato che attesta la sua negatività;
  • se una persona ha anticorpi dovuti a un’infezione passata.

Il passaporto potrà essere richiesto dalle compagnie per prendere un aereo, dagli organizzatori di eventi o manifestazioni oppure per accedere a luoghi pubblici. Ma non sarà obbligatorio: potrà averlo solo chi ne farà esplicita richiesta. In assenza del certificato potrà essere richiesto un test negativo.

A cosa serve

L’obiettivo (secondo la Commissione Europea) è quello di ripristinare la circolazione in modo sicuro e responsabile e risollevare un settore come quello del turismo, fortemente colpito dalla pandemia. Il passaporto consentirà una maggiore libertà di movimento negli Stati membri ai cittadini dell’Unione, che non verrebbero più “classificati” come contagiosi in considerazione della situazione presente nel loro Paese di origine ma in base al proprio reale stato di salute correlato al Covid-19: vaccinati, guariti dall’infezione o negativi al test.

Una sorta di reciproco riconoscimento della validità dei tamponi e soprattutto delle vaccinazioni effettuate nei vari Paesi dell’Unione Europea alla stregua di quanto viene già fatto per il riconoscimento e l’equivalenza dei titoli universitari rilasciati da ciascun stato membro.

Non si tratta di un via libera

Avere il passaporto, però, non significherà muoversi da un Paese all’altro dell’Unione senza alcun tipo di limitazione. I possessori del green certificate non avranno più l’obbligo di sottoporsi alla quarantena all’arrivo o al rientro da un viaggio, ma all'estero saranno comunque sottoposti alle restrizioni di spostamento in quel momento in vigore per i cittadini del Paese visitato.

Nell’intenzione della Commissione Europea il certificato dovrebbe servire a evitare chiusure precauzionali delle frontiere valide per tutti, come accaduto lo scorso anno, permettendo la circolazione tra Paesi membri dell’Unione Europea anche se la situazione infettiva dei singoli stati presenta livelli diversi di contenimento e controllo (ferme restando le restrizioni possibili, valide per tutti e non solo per i turisti).

Passaporto vaccinale e privacy

La questione del passaporto vaccinale europeo pone alcuni quesiti importanti in materia di privacy riguardo al trattamento dei dati sulla vaccinazione. Proprio per arginare questi rischi, l’Unione Europea ha adottato dei proveddimenti che riducono al minimo la condivisione dei dati sensibili.

Il QR code, infatti, conterrà solo i dati relativi all’autenticazione del certificato, non ci sarà bisogno di creare una banca dati centralizzata sulle vaccinazioni o sugli esiti dei tamponi o dei test, i Paesi membri potranno solo consultare i dati del passaporto, ma non archiviarli e neppure tracciarli, consentendo loro “la verifica decentrata dei certificati interoperabili firmati digitalmente”.

Ricordiamo, inoltre, che il certificato verde è un atto volontario e non un documento obbligatorio, proprio per evitare discriminazioni tra persone vaccinate e non e nel rispetto del principio della libertà di cura vigente in tutta l’Unione Europea.

Come fare per richiede il passaporto?

Mentre scriviamo, non si sa nulla sulle modalità di richiesta del green certificate. La proposta dell’Unione Europea sembra buona, ma molti dettagli (come le modalità attuative) sono lasciati alla definizione delle autorità nazionali. Questa è una zona grigia dove una buona proposta rischia di impantanarsi e fallire a seconda di quanto bene (o male) funzioni l’apparato statale che deve attuarla. Occorrerà quindi vigilare per evitare il rischio che chi richiede il passaporto non lo riceva in tempo utile o abbia complicazioni burocratiche per ottenerlo. Inoltre, per non correre il rischio di ulteriori ritardi, è opportuno accelerare con il piano vaccini mettendoli a disposizione rapidamente per tutte le fasce di popolazione.