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Attività sportiva e Covid: le regole per ogni zona

Con la divisione del Paese in zone rosse, arancioni e gialle, l'ultimo DPCM introduce anche nuove limitazioni per le attività sportive. Vediamo le principali differenze tra le Regioni, le linee guida del Ministero dello sport e le risposte ai dubbi su cosa si può fare e cosa no in questa fase. 

  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Roberto Usai
06 novembre 2020
  • contributo tecnico di
  • Tatiana Oneta
  • di
  • Roberto Usai
Sport e Covid, cosa si può fare e cosa no

Con l'ultimo DPCM dello scorso 3 novembre, il Governo ha diviso l'Italia in zone: verde (al momento senza nessuna regione), gialla, arancione e rossa. Questi colori vengono attribuiti settimanalmente dal Ministero della Salute alle regioni in base alla situazione epidemiologica e al livello di gravità in cui vertono. Per chi rientra nelle zone arancione o rossa, le limitazioni sono più stringenti e durano per almeno 15 giorni: questo vale anche per le attività sportive. Vediamo brevemente le ultime disposizioni per chi pratica attività fisica:

  • Zona rossa
    Le uniche attività sportive consentite sono quelle individuali, svolte all'aperto e mantenendo la distanza interpersonale di almeno due metri. È anche possibile svolgere attività motoria (come una passeggiata), ma solo in prossimità della propria abitazione, mantenendo la distanza di un metro dalle altre persone e indossando la mascherina. Sì a jogging e bicicletta quindi, anche senza mascherina e lontano da casa (come nei parchi) ma sempre da soli.
  • Zona arancione
    L'attività sportiva consentita deve essere svolta esclusivamente all'aperto, come previsto per la zona gialla. Non ci si può spostare dal territorio del proprio Comune. 
  • Zona gialla
    Anche in questo caso, le misure per il contenimento dei contagi prevedono lo svolgimento delle attività motorie e sportive esclusivamente all'aperto, mantenendo la distanza interpersonale di un metro per l'attività motoria e di due metri per quella sportiva. Non ci sono limitazioni territoriali, ci si può quindi spostare anche al di fuori del proprio Comune. Bisogna però tenere conto del coprifuoco dalle 22 alle 5: questo implica il rientro a casa entro questi orari. 

Le risposte alle domande più comuni

Sport di squadra e sport di contatto: quali allenamenti sono possibili?

Le attività motorie e di sport di base possono essere svolti presso centri sportivi e circoli all’aperto, mantenendo comunque il rispetto del distanziamento sociale e senza alcun assembramento. Pertanto, per questi tipi di sport (calcio, basket, rugby, volley, arti marziali, canottaggio, yoga, pilates, danza, pattinaggio, pallanuoto, nuoto sincronizzato…) sarà possibile solo svolgere allenamenti a livello individuale.

Più specificatamente per gli allenamenti degli sport di squadra è previsto che possano svolgersi solo in forma individuale e con rispetto del distanziamento di due metri. In ogni caso, i centri sportivi, i circoli e gli altri luoghi di allenamento devono garantire che l’attività venga svolta all’aperto. Sono sospese le attività svolte in piscina.

Cosa succede a chi pratica sport a livello agonistico?

Chi svolge attività sportiva di interesse nazionale (atleti ed operatori coinvolti in attività a livello federale) può continuare gli allenamenti, anche se a porte chiuse. Pertanto, le sessioni di allenamento e le competizioni degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra partecipanti alle competizioni di interesse nazionale, nei settori professionistici e dilettantistici, dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali, sono consentite a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva. Tra questi ricordiamo che sono compresi anche gli sport svolti in piscina. Il centro in cui si svolgono queste attività deve esser utilizzato esclusivamente per questo scopo.

I padiglioni tensostatici sono considerati luogo aperto?
No. Qualsiasi attività sportiva svolta all’interno di una il pallone tensostatico o campi con coperture pressostatiche sono da equipararsi ad un locale al chiuso, anche con aperture laterali, pertanto lo svolgimento dell’allenamento non è consentito. Ricordiamo che qualora venga rimossa la struttura gli allenamenti possono svolgersi esclusivamente in forma individuale, con rispetto del distanziamento e di tutti i protocolli di sicurezza anti Covid emanati dalla federazione sportiva di riferimento.
Possono proseguire le attività di personal training, rieducazione motoria o ginnastica medica?
Gli studi di personal training one to one, le attività di rieducazione motoria e la ginnastica medica possono continuare solo se siano attività che rientrano nei presidi sanitari obbligatori, come la fisioterapia e riabilitazione o nei livelli essenziali di assistenza. L’attività di personal training vera e propria può esser svolta solo all’aperto, mantenendo le distanze di sicurezza.
Gli impianti sciistici possono rimanere aperti?
Il DPCM ha chiuso gli impianti sciistici, a eccezione di quelli per manifestazioni sportive di interesse nazionali. Per poter riaprire agli sciatori amatorialiserve l’approvazione di apposite linee guida da parte della Conferenza delle Regioni e delle province autonome, approvate poi dal comitato tecnico scientifico (CTS).
Le palestre scolastiche possono essere utilizzate?
Le attività organizzate da associazioni sportive dilettantistiche (ASD) o società sportive dilettantistiche (SSD) in orario extrascolastico nelle palestre scolastiche sono assimilate a quelle realizzate in qualunque altra palestra e pertanto non possono continuare.

Una email per chiarire gli altri dubbi

Nel caso di ulteriori dubbi, è stata istituita anche una casella di posta elettronica cui inviare le proprie domande. È possibile scrivere una email all'indirizzo emergenzacovid.sport@governo.it.