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Divorzio: si andrà dal sindaco anche senza l’avvocato

26 aprile 2015
divorzio dal sindaco

26 aprile 2015

A partire dall’11 dicembre 2014 si può divorziare anche davanti al Sindaco e l’assistenza dell’avvocato diventa facoltativa. Ecco tutte le novità introdotte dalla legge sulla semplificazione delle procedure di divorzio e separazione.

Dall'11 dicembre 2014 chi vuole divorziare, separarsi o modificare le condizioni di provvedimenti precedenti può presentarsi davanti al Sindaco del comune di residenza di uno dei due coniugi, oppure di quello presso cui è trascritto l’atto di matrimonio. Inoltre, l’assistenza dell’avvocato diventa facoltativa. Non mancano i vincoli: la legge (n. 132 del 2014), che ha come obiettivo quello di semplificare la procedura di divorzio e separazione tra due persone, può essere applicata solo a determinate condizioni.

  • Non ci sono figli minori, portatori di handicap grave o economicamente non autosufficienti.
  • L'accordo non deve contenere atti con cui si dispone il trasferimento di diritti patrimoniali.

Due procedimenti distinti

La legge fa riferimento a due procedimenti distinti: la negoziazione assistita da avvocati e il procedimento davanti al Sindaco. Il primo è realizzabile quando i coniugi non hanno sottoscritto alcun accordo, il secondo quando questo accordo è raggiunto. Entrambe le procedure valgono quando la separazione o il divorzio sono consensuali.

Negoziazione assistita da avvocati

L’accordo sulla separazione o sul divorzio deve essere scritto dall’avvocato che, dopo averlo fatto firmare ai coniugi, autentica le loro sottoscrizioni e lo deposita presso il procuratore della Repubblica del Tribunale competente che, se riconosce che l’accordo non contiene irregolarità, comunica al legale il via libera al procedimento. Il nullaosta deve essere inviato entro 10 giorni dall’avvocato al Sindaco del comune in cui il matrimonio (civile o religioso) è stato celebrato. Il primo cittadino, a distanza di trenta giorni dal ricevimento dell’accordo, invita i coniugi per la conferma definitiva degli accordi. Se l’ultimo termine non viene rispettato, l’avvocato è sanzionato da 2.000 euro a 10.000 euro.

Attenzione però. La legge non fissa un termine entro cui il PM deve esprimere il suo parere sull’accordo: data la loro mole di lavoro è quindi possibile che i tempi non siano così brevi.

Se ci sono figli minori, figli maggiorenni incapaci, portatori di handicap grave o economicamente non autosufficienti, l’accordo raggiunto dopo la negoziazione assistita deve essere trasmesso, entro dieci giorni, al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale competente che, quando ritiene che l’accordo risponde all’interesse dei figli, lo autorizza. In caso contrario lo trasmette, entro cinque giorni, al Presidente del Tribunale che fissa, entro trenta giorni, la comparizione dei coniugi. L’accordo autorizzato viene comunicato all’avvocato. La differenza è, nel caso di presenza di figli, della previsione di termini a carico del PM.

Procedimento davanti al sindaco

I coniugi possono concludere davanti al Sindaco, o del comune di residenza di uno di loro o di quello presso cui è stato celebrato il matrimonio, un accordo di separazione, divorzio o modifica delle condizioni dei provvedimenti precedenti. Tutto anche senza l’aiuto di avvocati. Il valore di questi accordi è uguale a quello dei provvedimenti giudiziali.  In caso di separazione o divorzio, il sindaco, una volta ricevuto l’accordo e, non prima di 30 giorni dalla ricezione, invita i coniugi a comparire davanti a lui per la conferma definitiva. L’art. 12, secondo comma della legge n. 162/2014 stabilisce che gli accordi depositati non possono contenere alcun patto di natura patrimoniale. La circolare n. 6/2015, ha però precisato che l’accordo concluso può contenere la previsione di un assegno periodico.

Il divorzio breve riduce il tempo della separazione

Con l’entrata in vigore del divorzio breve i termini per proporlo sono stati ridotti a sei mesi, nel caso in cui sia consensuale, e a un anno in caso di giudiziale. In caso di separazione consensuale, con negoziazione assistita, il termine parte dal giorno in cui viene depositato l’accordo o nel giorno in è stato firmato davanti all’ufficiale di stato civile. Invece, in caso di separazione consensuale o giudiziale davanti al giudice, il termine parte dal momento in cui i coniugi si sono presentati davanti al Presidente del Tribunale o al suo delegato.


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