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Investimenti ecologici: ora anche la BCE si apre alla finanza sostenibile

Dal 1° gennaio la Banca centrale europea accetterà come garanzia sui prestiti anche obbligazioni legate alle performance ambientali. Maggiori saranno i risultati a favore dell’ambiente, minore sarà l’ammontare delle cedole pagate per queste obbligazioni. 

14 dicembre 2020

Il 2021 sarà un anno green anche dal punto di vista degli investimenti. Dal 1° gennaio del 2021, infatti, la Banca centrale europea inizierà ad accettare come garanzia ai propri prestiti erogati i cosiddetti “sustainability-linked bonds”. Di cosa si tratta? Sono obbligazioni con cedole legate a performance di sostenibilità ambientale.

Facciamo un esempio. Una società emette un’obbligazione per finanziare un progetto o un investimento con un impatto positivo dal punto di vista ambientale. Le cedole che saranno pagate da questa obbligazione dipenderanno da quanto la società riuscirà a raggiungere, in tutto o in parte, gli obiettivi prefissati in tema di sostenibilità ambientale. Maggiori saranno i risultati a favore dell’ambiente, minore sarà l’ammontare delle cedole pagate (e viceversa).

Bond sostenibili come garanzia

Al momento la Banca centrale europea accetterà queste obbligazioni come garanzia: quando le banche chiedono un prestito alla Bce per finanziare la propria attività, infatti, devono offrire una garanzia a copertura del loro prestito e normalmente queste garanzie sono rappresentate da obbligazioni (titoli di Stato…). Dal 1° gennaio potranno però essere usati anche questi bond legati alla sostenibilità ambientale

E non finisce qui, questi sustainability-linked bonds potenzialmente, in futuro, potranno essere inseriti anche nel piano di acquisti della Bce – il cosiddetto Quantitative easing. Tralasciando gli aspetti tecnici della questione, questa decisone della Bce è molto importante, perché rappresenta l’impegno che anche un’istituzione come la Bce ha deciso di profondere nella lotta al cambiamento climatico e dimostra la sempre maggiore importanza dei temi della sostenibilità anche in ambito economico e finanziario.

In linea con le nostre richieste 

La scelta di accettare obbligazioni con cedole legate al raggiungimento di specifici obiettivi di sostenibilità da parte della Bce è in linea e rafforza quanto da noi chiesto. Tra i punti che riteniamo fondamentali per uno sviluppo corretto e trasparente degli strumenti di finanza sostenibile, vi è infatti l’invito ad usare in maniera sempre più assidua i sustainability-linked bonds.

L’emissione da parte di un’azienda di un’obbligazione con un meccanismo di penalizzazione nel caso non raggiunga i propri obiettivi in termini di sostenibilità climatica, infatti, crea un incentivo a rispettare gli obiettivi comunicati agli investitori e al mercato da parte della società, riduce le possibilità di greenwashing finanziario e consente agli investitori di individuare più facilmente le società che realmente si impegnano in fatto di sostenibilità.

Non sempre per i piccoli risparmiatori

Questo però non è l’unico aspetto da incentivare per quanto riguarda la finanza sostenibile. In totale si stima che il mercato dei green bond ammonti a 650 miliardi di dollari, una cifra rilevante e che tende a crescere sempre di più. Non sempre, però, queste obbligazioni possono essere acquistate dai piccoli risparmiatori. Se infatti i bond green emessi dagli Stati e da enti sovranazionali come la Banca europea degli investimenti, la Banca mondiale… hanno un taglio minimo di investimento accessibile a tutti (sui 1.000 euro), spesso le obbligazioni green delle società hanno minimi elevati, da 100.000 euro, che di fatto impediscono ai piccoli risparmiatori di poter investire sulla sostenibilità. L’unica soluzione, in questi casi, è quello di passare dal risparmio gestito, che però a volte può anche offrire prodotti costosi. Secondo noi tutti i bond sostenibili dovrebbero avere un minimo di 1.000 e quindi poter essere comprati direttamente dai singoli risparmiatori.

Il ruolo di Altroconsumo

La presenza di un ritorno economico, infatti, è condizione necessaria allo sviluppo stesso dei progetti di sostenibilità, perché genera ulteriori risorse che possono a loro volta essere spese in nuovi investimenti sostenibili. Tutto ciò ha un impatto diretto sui consumatori/risparmiatori interessati a investire i loro risparmi in progetti sostenibili perché destinatari di offerte di investimento in prodotti finanziari che si presentano come “sostenibili”.

In questo contesto il ruolo di Altroconsumo è molteplice. In primo luogo, proteggere i risparmiatori da comportamenti opportunistici o speculativi da parte di soggetti dei mercati finanziari che offrono investimenti pubblicizzati come sostenibili quando, in realtà, possono non esserlo. Secondariamente, valutare e indicare ai risparmiatori i reali investimenti sostenibili e consigliare i migliori prodotti, in termini di convenienza, su cui puntare. Infine, avere un ruolo propositivo nei confronti del mercato e delle autorità per incentivare gli investimenti sostenibili attraverso la creazione di prodotti che possano veicolare direttamente i risparmi dei consumatori alle aziende impegnate in progetti di sostenibilità e attraverso incentivi di natura fiscale.

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