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Dolcificanti, impariamo a conoscerli

10 marzo 2012
dolcificanti

10 marzo 2012

Gli edulcoranti hanno davvero poche calorie? Servono a perdere peso? E infine: sono sicuri? Fughiamo i dubbi.

Le sostanze dolcificanti usate nell'industria alimentare sono alcune decine e possono essere divise in dolcificanti naturali e dolcificanti artificiali.

Le diverse sostanze dolcificanti hanno potere dolcificante e apporto calorico molto vari, più o meno intenso. Questo spiega perché soltanto alcune possono essere considerate la versione light dello zucchero (saccarosio).

L'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione ne sconsiglia l'uso fino al terzo anno di età e durante la gravidanza e l'allattamento. Particolare attenzione va riservata ai bambini di età superiore ai tre anni: l'eventuale somministrazione di prodotti contenenti dolcificanti deve avvenire con cautela.

I dolcificanti naturali o polialcoli
Si trovano in natura in frutta e verdura (quelli usati industrialmente, però, sono ottenuti a partire dal mais: si estrae l'amido, si ottiene lo zucchero e per idrogenazione e inversione si ottiene l'edulcorante desiderato). Il loro potere edulcorante è, in genere, solo leggermente più basso rispetto allo zucchero da tavola (saccarosio) e contengono poco più della metà delle sue calorie. I più comuni nella nostra alimentazione sono quelli che finiscono in "olo" (sorbitolo, mannitolo, xilitolo…). Questi dolcificanti danno consistenza ai cibi e hanno un effetto rinfrescante che spiega anche il loro diffuso impiego nelle gomme da masticare, nella confetteria e nelle caramelle. Tra questi edulcoranti, si differenzia lo xilitolo per il fatto di non provocare carie. Tutti, se consumati in grande quantità, possono causare flatulenza, mal di pancia e dissenteria.

Non è fissata una dose giornaliera raccomandata ma viene comunque dato un valore di riferimento pari a 20 grammi al giorno per gli adulti e 10 grammi per i bambini per non incorrere in effetti indesiderati.

I dolcificanti artificiali o intensivi
Sono sostanze di sintesi, cioè che nascono in laboratorio. Questi dolcificanti sono caratterizzati da un elevato potere edulcorante (da 30 a 500 volte quello dello zucchero comune), dall'assenza di valore calorico (in pratica non hanno calorie) e da una dose giornaliera massima che varia a seconda dei dolcificanti e che si calcola in base al peso corporeo.

Dolcificanti intensivi sono: aspartame, acesulfame, saccarina, ciclammati e sucralosio (il più recente). Negli Stati Uniti l'uso dei ciclammati è proibito, dopo che sono emersi studi sugli animali che ne mettono in dubbio la completa innocuità. In Europa, il loro uso è stato autorizzato, ma sono state riviste al ribasso le dosi massime consentite.

Ad eccezione dell'aspartame, i dolcificanti intensivi possono avere un retrogusto sgradevole: ad esempio, la saccarina è amara. L'aspartame può dare raramente effetti indesiderati in persone particolarmente sensibili: mal di testa, nausea, vomito, dolori addominali. Inoltre, poiché è una fonte di fenilalanina non può essere assunto da chi è affetto da fenilchetonuria (avviso che è obbligatorio in etichetta). Questo dolcificante, inoltre, non deve essere usato per cibi da cuocere, perché il calore fa svanire l suo effetto dolcificante.

La dose giornaliera massima consentita varia a seconda del dolcificante ed è calcolata in base al peso.

A CONFRONTO CON LO ZUCCHERO
Nome Potere dolcificante Quantità necessaria per sostituire un cucchiaino di zucchero (6g) Calorie (kcal) (1) Dose Giornaliera Massima (mg/kg di peso corporeo)
Saccarosio (zucchero da tavola) 1 6 g 24  /
Fruttosio 1.5 4 g 16  /
Docilficanti artificiali
Ciclamato (E952) 30 0.2 g 0 7
Aspartame (E951) 180 0.03 g 0 40
Acesulfame K (E950) 200 0.03 g 0 9
Saccarina (E954) 300-500 0.01-0.02 g 0 5
Sucralosio (E955) 600   0 15
Dolcificanti naturali
Sorbitolo (E420) 0.7 8.6 g 21  / (2)
Mannitolo (E421) 0.5 12 g 29  / (2)
Maltitolo (E965) 0.75 8 g 19  / (2)
Xilitolo (E967) 0.9 6.6 g 16  / (2)
Isomalto (E953) 0.6 10 g 24  / (2)
Fonte: INRAN

(1): i dolcificanti possono avere azione sinergica, cioè usati in combinazione il loro singolo potere edulcorante aumenta. Per questo motivo la quantità necessaria per sostituire un cucchiaino di saccarosio è spesso più bassa di quella riportata in tabella.
(2): per i dolcificanti naturali non esiste una dose giornaliera massima raccomandata, ma è fissato un valore di riferimento pari 20 g al giorno per un adulto e 10 g per un bambino.


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