Guida all'acquisto

Come scegliere la passata di pomodoro

24 marzo 2017
passata di pomodoro

24 marzo 2017
Come dire di no a un classico piatto di pasta al sugo? Certo, fatto di pomodori freschi è tutta un'altra storia, ma scegliendo la passata di pomodoro giusta, non sarai deluso dal risultato. Ecco come scegliere il prodotto giusto e i risultati del nostro test fatto su 24 passate.

La passata di pomodoro è un prodotto che permette di preparare velocemente la classica pasta al sugo, indiscutibile piatto della nostra tradizione culinaria. Per alcuni è un sacrilegio non usare il pomodoro fresco, ma la passata, soprattutto se comprata con attenzione, può essere una valida alternativa.  

Abbiamo portato in laboratorio 24 prodotti, per capire quale fosse la migliore.

consulta il test sulle passate di pomodoro

Che cos'è 

La passata appartiene alla categoria delle conserve vegetali: si tratta cioè di un prodotto confezionato che ha subito un trattamento termico che permette che si mantenga nel tempo stabile a temperatura ambiente.

Come si produce?

Secondo quanto indicato dalla normativa vigente, la passata di pomodoro può essere prodotta solo direttamente da pomodoro fresco, sano e maturo che viene spremuto (con o senza separazione delle bucce e dei semi) e da cui viene poi eliminata parte dell’acqua naturalmente presente tramite evaporazione. La legge parla chiaro: per produrre la passata è vietato l'utilizzo di concentrato di pomodoro, diluito con acqua. Al di là del pomodoro, gli unici ingredienti che si possono utilizzare sono: sale, correttore di acidità (acido citrico) e piante aromatiche (estratti, spezie, erbe), ma sempre a discrezione del produttore. Nella maggior parte delle passate in commercio troverai indicato nella lista degli ingredienti presenti in etichetta: pomodoro, sale.

Da dove arriva il pomodoro con cui è fatta la passata?

È semplice saperlo, perché la legge obbliga i produttori a dichiarare sulla confezione l’origine dei pomodori (intesa come zona di coltivazione). L’Italia è uno dei principali produttori di pomodoro e non è una sorpresa notare che tutte le passate in commercio (o quasi tutte) dichiarano l’origine italiana della materia prima. Sia chiaro se fosse straniera non sarebbe un problema: la normativa obbliga a indicare la provenienza, ma non c’è una regola su quale questa debba essere. Ad ogni modo, come spesso diciamo, quello che importa al di là dell’origine, è la qualità che deve essere sempre garantita.

Qualche consiglio per l’acquisto

Al supermercato c’è solo l’imbarazzo della scelta. Il nostro test non ha evidenziato problemi sulle principali passate di pomodoro in commercio, anzi la qualità generale sembra essere migliorata rispetto ai precedenti test: non abbiamo scovato frodi (ovvero passate prodotte con concentrato di pomodoro allungato con acqua) né problemi di pulizia (niente residui insetti o altre impurità) o di troppo sale aggiunto (che spesso viene utilizzato nelle produzioni industriale anche in quantità elevate per mascherare un sapore di partenza della materia prima non così buono). Il prezzo, inoltre, non è significativo in termini di qualità: la passata non è un prodotto in generale costoso, ma vi sono alcune marche molto più care della media che non hanno ottenuto risultati migliori rispetto a quelle meno costose. La nostra esperienza con questo test ci permette di dire che nella pratica è il gusto della passata a determinare delle reali differenze tra i prodotti, ma questo non lo si può sapere prima dell’acquisto. Infine un piccolo trucchetto utile per capire quando il prodotto è stato confezionato consiste nel controllare in numero di lotto della passata: la lettera “P” indica che il prodotto è stato confezionato nel 2016 (“S” indica il 2015) e il numero a tre cifre posto prima o dopo la lettera indica il giorno dell’anno in cui è avvenuto il confezionamento (ovvero l’imbottigliamento) della passata.


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