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Pesce crudo: a cosa fare attenzione

12 maggio 2016
pesce

12 maggio 2016

Il pesce crudo, consumato a casa o al ristorante, può rappresentare un rischio. È opportuno quindi seguire semplici consigli per non rinunciare a sushi o carpacci, evitando di incorrere in rischi per la salute.

Il pesce crudo è sempre più di moda: lo consumiamo a casa o nei ristoranti giapponesi. È bene però osservare alcune semplici regole per evitare di incappare in brutte sorprese.

Gli accorgimenti che è bene seguire

Non solo sushi e sashimi, ma anche carpacci e pesce azzurro marinato, infatti, possono rappresentare un rischio per la nostra salute. Se decidiamo di prepararlo in casa, il prodotto deve essere innanzitutto fresco. Per imparare a riconoscere il pesce fresco e portarti a casa un prodotto genuino, puoi utilizzare la nostra guida. Inoltre il pesce deve essere preventivamente congelato per almeno 96 ore a una temperatura di -18° C, nel congelatore di casa contrassegnato con almeno tre stelle. 

Se invece consumiamo sushi, sashimi, carpaccio o pesce marinato nei ristoranti dobbiamo sapere che la legge già prevede che i ristoratori debbano preventivamente congelare il pesce a una temperatura inferiore a -20° per almeno 24 ore prima di somministrarlo crudo. Per esserne sicuri, chiediamo sempre che questa procedura sia stata eseguita. Da qualche anno infatti chi vende pesci e cefalopodi freschi (ovvero seppie, calamari e polpi), ha l'obbligo di esporre un cartello che informa il consumatore sul corretto utilizzo di questi prodotti ittici, se destinati al consumo a crudo.

Quali rischi comporta il pesce crudo?

Il pesce crudo può essere pericoloso a causa della possibile infestazione da Anisakis. Ma di cosa si tratta? L'Anisakis è un parassita che si sviluppa, allo stadio adulto, nei mammiferi marini e, a completamento del suo ciclo biologico, può arrivare ad annidarsi nella cavità addominale dei comuni pesci da banco. Se i prodotti infestati vengono consumati crudi o poco cotti, i parassiti possono trasmettersi all'uomo. L'infestazione causa problemi gastroenterici come dolori addominali, diarrea, nausea, vomito e, in casi particolarmente gravi, perforazioni dello stomaco e dell'intestino.


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