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Revisione auto: tutto quello che devi sapere

20 marzo 2022
Revisione auto

Ti garantisce un'auto sicura e ne riduce emissioni inquinanti e rumorosità: la revisione auto va fatta a quattro anni dall’immatricolazione, poi diventa un appuntamento biennale. Ti spieghiamo cosa è, quando farla, quanto costa e le sanzioni in cui incorri se non sei in regola coi controlli.

Si tratta di un obbligo ma anche di una necessità: la revisione periodica di automobili e moto è prescritta dal Codice della strada per garantirne la sicurezza e contenere le emissioni inquinanti e la rumorosità.

Vengono controllati:

  • pneumatici;
  • carrozzeria;
  • pianale;
  • fumi di scarico;
  • luci e frecce;
  • impianto elettrico;
  • freni;
  • clacson;
  • ammortizzatori;
  • equipaggiamenti.

Quando fare la revisione

Il primo tagliando va fatto dopo quattro anni dalla prima immatricolazione, entro la fine del mese di rilascio della carta di circolazione. Può essere effettuato in uno degli uffici della Motorizzazione civile o in una delle officine autorizzate dal ministero dei Trasporti. I controlli successivi vanno eseguiti con scadenza biennale e sempre entro il mese corrispondente a quello in cui è stato fatto l’ultimo tagliando. Cambiano però le scadenze in base al tipo di mezzo:

  • ogni due anni per automobili, caravan, furgoncini e furgoni sotto le 3,5 t e anche per moto e ciclomotori;
  • ogni anno per taxi, auto a noleggio con conducente, autocarri sopra le 3,5 t, autobus, ambulanze.

Facciamo un esempio: se la tua auto è stata immatricolata ad agosto, la prima revisione va svolta entro il 31 agosto di quattro anni dopo, mentre la seconda entro la fine agosto dei due anni successivi e così via. Attenzione, però: se un anno vado in vacanza ad agosto e faccio il tagliando il 29 luglio, le scadenze successive dovranno essere entro fine luglio.

Dove farla

La revisione va fatta in un’officina autorizzata dal ministero dei Trasporti o direttamente alla Motorizzazione civile. Le officine autorizzate, all’interno dei locali dove si svolgono i test, hanno un sistema di videosorveglianza collegato alla Motorizzazione, in modo tale che venga verificato che non si compiano frodi a discapito dei clienti: il sistema si chiama “Mctnet2” e consente agli addetti della Motorizzazione di controllare che la revisione venga effettuata secondo i canoni di legge e con i corretti macchinari.

I costi e il bonus

L’ultima legge di Bilancio ha modificato al rialzo l’importo della revisione, aumentato di 9,95 euro. Di fatto, quindi, il costo è passato da 45 a 54,95 euro per le revisioni effettuate direttamente alla Motorizzazione, mentre per quelle fatte nelle officine autorizzate, includendo l’Iva, il ritocco verso l’alto è di 12,14 euro, passando da 66,88 a 79,02 euro.Tuttavia, a fronte della crescita della spesa, viene riconosciuto un “buono veicoli sicuri” del valore di 9,95 euro (pari quindi all’aumento applicato dalla Motorizzazione), che deve essere richiesto da chi effettua la revisione con le nuove tariffe: il bonus è una tantum, cioè vale solo per un veicolo e per una sola volta (quindi chi possiede due auto e una moto, per esempio, può chiedere il bonus solamente per un veicolo). Da maggio scorso si può chiedere il contributo per i veicoli revisionati nel 2022. Sul sito del ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili è attiva una piattaforma a cui si accede con Spid, in cui vanno inserite la data in cui si è effettuata la revisione, la targa del veicolo, l’email e l’Iban per l’accredito del bonus direttamente sul proprio conto corrente. Il bonus funziona in base al criterio del “chi prima arriva meglio si accomoda”, nel senso che sarà concesso fino a esaurimento dei fondi stanziati: 4 milioni di euro per il triennio 2022-2024, che dovrebbero quindiriuscire a coprire poco più di 400mila bonus.

Promossi, ripetenti e sospesi

Se la revisione ha esito positivo, l’officina autorizzata o la Motorizzazione rilasciano un’etichetta adesiva che viene applicata sulla carta di circolazione. In caso di esito negativo, invece, ci sono due possibilità (in ogni caso, ovviamente, il costo della revisione sarà quantomeno doppio). Se il revisore applica il termine “Ripetere” significa che devono essere fatte le opportune riparazioni alle parti o agli impianti del veicolo indicati come non efficienti e in seguito deve essere effettuata una nuova revisione entro un mese presso la stessa officina o alla Motorizzazione. In questo caso le riparazioni non sono così gravi da compromettere l’utilizzo del veicolo, che può comunque circolare liberamente fino alla scadenza massima dei 30 giorni previsti per la nuova revisione. Situazione più complicata se invece viene indicato il termine “Sospeso”: in questo caso significa che sono stati riscontrati problemi gravi e che quindi il veicolo non può circolare. Se l’esito è stato stabilito dalla Motorizzazione si può solo portare la vettura, in giornata, fino all’officina che effettuerà le riparazioni necessarie. Una volta rimesso in sesto il veicolo, bisognerà poi procedere di nuovo all’esame di revisione.

I ritardatari

Che succede a chi si dimentica di fare la revisione entro la scadenza stabilita? Solo i veicoli soggetti a revisione annuale possono circolare ugualmente dopo la scadenza, purché si sia già fatta la prenotazione della loro revisione entro quel termine. Per tutti gli altri veicoli, quindi per la maggior parte del parco auto e moto circolante, la prenotazione per una data successiva alla scadenza autorizza la circolazione solamente per il giorno in cui si deve effettuare la revisione. In pratica, in questo caso, una volta superata la data della revisione, macchine e moto possono circolare solamente nel giorno in cui vengono portate in officina oppure in Motorizzazione per l’esame.

Le multe

Chi viene pescato a circolare con un veicolo non in regola con la revisione rischia una multa da 173 a 694 euro. La sanzione può raddoppiare in caso di revisione omessa per più di una volta. Per l’auto o la moto fuorilegge scattano inoltre il divieto di circolare fino all’effettuazione della revisione stessa: si può utilizzare il veicolo solo per andare a fare la revisione. Per chi viene beccato comunque in strada è prevista una multa da 1.998 a 7.993 euro, oltre al fermo amministrativo della vettura per 90 giorni. Per i recidivi scatta la confisca amministrativa del veicolo. Punizioni anche per i furbi che tentano di contraffare l’etichetta adesiva della revisione posta sulla carta di circolazione: in caso di controlli, chi mostra revisioni falsificate viene punito con una multa da 430 a 1.731 euro, oltre al ritiro della carta di circolazione stessa.

Il tagliando

Il tagliando auto è un controllo che ogni veicolo circolante dovrebbe sostenere periodicamente: si ispezionano le parti principali soggette a usura, preservando lo stato di salute dell’auto e garantendo il mantenimento di tutti gli standard di sicurezza. Lo scopo è quello di intervenire sul veicolo prima che si manifestino problemi meccanici o malfunzionamenti vari. Tutte le varie case automobilistiche, a seconda del modello, danno indicazioni precise sui tempi e i modi in cui devono essere fatti i controlli. Occorre anche tenere presente che spesso il secondo o il terzo tagliando di una vettura prevedono un check up più approfonditi dei precedenti. Ecco cosa viene controllato durante il tagliando:

  • cinghie di trasmissione;
  • climatizzatore;
  • pressione degli pneumatici e stato di usura (anche della ruota di scorta);
  • stato di usura delle pastiglie dei freni;
  • sospensioni;
  • funzionamento delle luci interne ed esterne;
  • livelli dei fluidi dell’auto (in particolare olio, liquido refrigerante, liquido freni e detergente lavavetri);
  • verifica di eventuali perdite nel motore;
  • mancanza di acqua nel filtro del gasolio;
  • marmitta.

La differenza principale tra tagliando e revisione sta nell'obbligo a effettuare il controllo: se la revisione è sempre obbligatoria, il tagliano per una vettura ormai fuori garanzia non lo è (anche se altamente consigliato). Cambia però anche il controllo che viene effettutato sulla vettura: la revisione attesta che la vettura risponda a tutti i criteri di sicurezza per circolare in strada, mentre il tagliando applica un controllo più approfondito sui componenti.

Ogni quanto si deve fare il tagliando?

Non ci sono intervalli che si adattano a tutte le vetture e a tutte le case automobilistiche, anche se per tutte le automobili le scadenze sono stabilite in base a due parametri: il numero di chilometri percorsi e il tempo (in anni). Ma gli intervalli tra un controllo e l’altro possono variare anceh in funzione dello stile di guida e delle condizioni del mezzo. In alcuni casi la centralina di bordo, anche grazie ad alcuni sensori, è in grado di valutare automaticamente quando è necessario fare il tagliando. In assenza della centralina di bordo, il tagliando auto va fatto al raggiungimento di uno dei due limiti fissati dalla casa madre e ci sono varie fasce:

  • auto con tagliando ogni 15.000/20.000 km o 1-2 anni;
  • auto con cambio olio ogni 15.000 km e tagliando ogni 30.000;
  • auto con tagliandi cosiddetti longlife ogni 30.000/50.000 km o 2 anni.

Dove si fa il tagliando auto?

A partire dal 2002 in seguito al Decreto Monti (oggi Regolamento UE n. 461/2000) è possibile rivolgersi presso qualunque officina indipendente purché regolarmente autorizzata. In questo modo l’eventuale garanzia in corso non decade, a patto però che vengano rispettati gli intervalli di manutenzione programmata fissati dalla casa madre.

Quanto costa?

Il tagliando è più dispendioso della revisione: anche in questo caso però è impossibile dare indicazioni precise. Un intervento in un'officina ufficiale in media è più costoso e il prezzo finale può variare molto in base agli eventuali componenti sostituiti, al modello e al marchio dell’auto. In generale si parte dai 200 euro e si può arrivare oltre i 1.000 euro.