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Riciclo dei pneumatici

11 maggio 2010

11 maggio 2010

Per produrre una gomma nuova sono necessari 27 litri di petrolio grezzo. Materia che può essere parzialmente recuperata se le gomme, una volta dismesse, vengono inviate ai centri di raccolta autorizzati in modo che, se è ancora possibile, siano ricostruite oppure recuperate come materie prime o per produrre energia.

Ogni anno in Italia si contano circa 435.000 tonnellate di pneumatici usati, di cui circa il 20% sono avviati alla ricostruzione perché ancora utilizzabili. Sono invece circa 350.000 i pneumatici a fine vita o fuori uso: la metà è destinato al recupero energetico; circa ¼ viene recuperato come materiale e il rimanente è disperso (dati Ecopneus).

I pneumatici non ricostruibili sono rifiuti speciali non pericolosi.
I tempi medi di decomposizione di un pneumatico superano i cento anni; occupa molto spazio inquina ed rappresenta un potenziale rischio di incendio.

Ricostruzione o vulcanizzazione
Un pneumatico con il battistrada usurato, ma con la struttura portante ancora in buono stato, può essere ricostruito. Questa operazione consiste nel sostituire il battistrada della gomma e talvolta anche le parti laterali, attraverso un processo di vulcanizzazione.

Molti dei pneumatici montati sui camion sono ricostruiti, mentre sono in numero davvero ridotto le automobili che li usano. Rispetto alla produzione di gomme nuove, la ricostruzione permette di risparmiare in media il 70% di energia più la materia prima.

Recupero dei materiali
Le gomme usate che non possono essere ricostruite possono comunque essere valorizzate grazie alle caratteristiche chimico-fisiche del materiale.
Dopo la separazione dagli altri materiali (acciaio e fibra tessile), la gomma con apposita frantumazione è trasformata in granulati di diverse dimensioni che possono avere diverse applicazioni: prato sintetico, materiali isolanti o pavimenti che assorbono i colpi nei parchi giochi dei bambini, tessuti, tappeti, dossi dissuasori di velocità, suole per le scarpe.

L'acciaio, invece, è avviato alle industrie siderurgiche, dove verrà incorporato in nuovi prodotti.
La parte tessile non è utilizzabile e viene interrata o incenerita.

Valorizzazione energetica
I pneumatici hanno un elevato potere calorifico e costituiscono un combustibile molto utile nell'industria, in particolare in settori industriali altamente "energivori", come ad esempio i cementifici. Poiché si tratta di un processo molto inquinante, è necessario che l'incenerimento sia effettuato in impianti dotati di sistemi efficaci per ridurre al minimo le emissioni.

Per i consumatori
Quando vi affidate a un gommista per il cambio delle gomme, non dovrete preoccuparvi dello smaltimento, è lui il responsabile per la stessa quantità e tipo delle gomme che vi vende.

Sconsigliamo per questioni di sicurezza di cambiare le gomme da soli, in questo caso si aggiunge anche il problema ambientale dello smaltimento, in teoria l'isola ecologica del vostro comune (a meno di rare eccezioni) non può ricevere i pneumatici e il rivenditore da cui acquistate i nuovi non è obbligato a ritirare i vecchi. La pratica di cambio dei pneumatici fai da te che, anche se sconsigliata non è vietata, ha un elevato rischio di abbandono nell'ambiente di rifiuti.

Il testo unico ambientale (decreto legislativo 152/06) prevede che i produttori e importatori di pneumatici provvedano alla gestione di quantitativi di pneumatici fuori uso pari a quelli dai medesimi immessi sul mercato. Inoltre deve essere indicato in fattura il contributo a carico degli utenti finali per far fronte agli oneri derivanti dalla corretta gestione a fine vita. Purtroppo mancando i decreti attuativi, al momento siamo ancora fermi.


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