Come testiamo

Sgrassatori: come testiamo


La cucina è il loro regno, per rimuovere l’unto da piani di lavoro e lavelli o per staccare lo sporco incrostato dai fornelli e forni. Sono proprio queste due prove che abbiamo riprodotto in laboratorio.

Rimozione dello sporco

Per simulare lo sporco unto, si applica l’olio di arachidi ai provini e lo si fa invecchiare in stufa per un’ora a 140°. Si procede al lavaggio distribuendo 3g di prodotto puro su di un panno spugna inumidito e nuovo per ogni replica. Dopo essere state lavate con il detergente, le lastrine in acciaio vengono sciacquate con acqua prima della valutazione visiva via panel. Lo sporco incrostato, invece, è ottenuto con un brodo commerciale viene fatto bollire con l'aggiunta di diversi amidi (farina, fecola di patate), e grasso di carne. Questo sporco, dopo essere stato filtrato, viene spruzzato sulle lastrine con una pistola a spruzzo da circa 20 cm di distanza. Le lastrine vengono quindi poste in posizione orizzontale in stufa a 200 °C per un'ora. Si procede al lavaggio distribuendo 3 g di prodotto puro sulla lastrina in acciaio, dopo 1 minuto di attesa la lastrina viene lavata con un panno umido. Dopo essere state sciacquate con acqua di rubinetto prima della valutazione visiva da quattro panelisti formati. Abbiamo riprodotto in laboratorio uno sporco che simula la miscela acqua + sapone + calcare che si trova su porta saponette, piatti doccia, vasche da bagno, piastrelle del bagno. Il risultato del test è valutare se, e dopo quanto tempo, un prodotto sia in grado di sollevare questo tipo di sporco perché sia facilmente rimovibile con un risciacquo. Valutiamo quindi sia il tempo necessario a rimuovere lo sporco che la quantità di sporco rimossa dal prodotto.

Superfici delicate

Per valutare la compatibilità con i materiali, sono state esaminati gli effetti su diversi tipi di superfici. Da notare che tuttavia questi materiali sono spesso protetti da uno strato di sigillatura/vernice, e vengono attaccati solo laddove questo strato protettivo è rovinato. Tieni conto anche che li abbiamo lasciati immersi per giorni, quindi non stiamo dicendo che se li utilizzi al primo passaggio attaccheranno le superfici e le danneggeranno, ma vogliamo dare un’idea della diversa pericolosità di questi prodotti anche per le superfici. Un chiodo senza testa in acciaio inossidabile (secondo metodo DIN 53449) viene inserito in un campione di plastica. Il campione viene immerso brevemente nel prodotto tal quale, l'immersione viene ripetuta dopo 24 ore. Ogni 24 ore il processo di immersione viene ripetuto per 5 giorni, per un totale di 5 immersioni totali. Il verificarsi di crepe viene valutato dopo periodi di tempo definiti: 4 ore, 24 ore, dopo di che ogni 24 ore per 14 giorni.

Sicurezza

Tutti i prodotti sono a norma per quanto riguarda le frasi di rischio, ma alcuni aspetti migliorano secondo noi la sicurezza di questi prodotti (attribuiamo un punteggio maggiore a chi li possiede):

  • presenza della chiusura on/off: ricordarsi sempre di chiuderlo dopo l’uso, uno spruzzo accidentale negli occhi potrebbe provocare gravi danni. L’unico prodotto senza è Almacabio;
  • presenza dei pittogrammi cioè dei disegni che illustrano i diversi pericoli, oltre alla spiegazione a parole: sono molto più immediati e comprensibili. Circa la metà dei prodotti sceglie di utilizzarli;
  • presenza del numero di telefono del centro antiveleni: mi auguro che sia anche per merito nostro ma negli ultimi anni sempre più produttori lo scrivono. Il riferimento in Italia è il centro antiveleni di Niguarda (02.66101029);
  • Bitrex: è una sostanza amara che evita l’ingestione accidentale del prodotto da parte dei bambini. Solo coop lo aggiunge alla formulazione. Ci piacerebbe trovarla più spesso.

Impatto ambientale

Abbiamo analizzato diversi aspetti:

  • imballaggio, valutazione basata su: quantità reale di prodotto presente e quella di prodotto perso (cioè quello che rimane nel flacone perché inutilizzabile cioè la cannuccia non pesca in fondo); rapporto peso del flacone vuoto/contenuto reale (maggiore produzione di rifiuti, anche se il flacone è riciclabile nella plastica); presenza della ricarica (si acquista il flacone senza spruzzino, in questo modo si riduce la produzione di rifiuti); 
  • ingredienti: abbiamo penalizzato i prodotti per la presenza di ingredienti particolarmente inquinanti, come i fosfati (già vietati nei detersivi per lavatrice e a breve anche lavastoviglie), conservanti come il methylisotiazolinone, allergeni del profumo (che hanno anche un pessimo impatto ambientale come citral e linalool), additivi come edta, mea, tea e dea. Penalizzati anche i prodotti disinfettanti: i biocidi oltre a non essere necessari (non serve igienizzare tutto e comunque l’igiene assoluta dura pochissimo), una volta nell’ambiente distruggono i microorganismi, anche quelli “buoni”.