Come testiamo

Sgrassatori: come testiamo

01 settembre 2020
sgrassatori

Abbiamo testato gli sgrassatori valutando l'efficacia nel rimuovere lo sporco da diverse superfici e valutando il potere di rimozione, la sicurezza, l’impatto ambientale, considerando l’imballaggio e gli ingredienti e l'etichetta.

La cucina è il loro regno, per rimuovere l’unto da piani di lavoro e lavelli o per staccare lo sporco incrostato dai fornelli e forni. Sono proprio queste due prove che abbiamo riprodotto in laboratorio.

Rimozione dello sporco

Applichiamo su delle piastrelle in gres smaltato una miscela di olio di arachidi, calino e colorante a formare un rettangolo nero di dimensioni standard. Lo sporco viene invecchiato in stufa per 24 ore per renderlo difficile da rimuovere a 3 diverse temperature (105°C, 110°C e 115°) per simulare 3 diversi gradi di sporco: blando, normale ed ostinato. Un gruppo di giudici esperti valuta l’aspetto visivo della piastrella dopo 10 passate di sgrassatore.
Per simulare un tipo di sporco più ostinato, ricopriamo completamente delle lastrine di acciaio con la stessa quantità di olio motore esausto e le immergiamo nello sgrassatore, senza alcuna azione meccanica. dopo 10 minuti, le lastrine vengono estratte e passate in stufa per l’asciugatura. Confrontiamo il peso della lastrina prima e dopo l’immersione che quindi permette di misurare la quantità di sporco. 

Sicurezza

Dietro l’elevata efficacia degli sgrassatori si nascondono ingredienti nocivi, che possono provocare gravi lesioni oculari o irritazione cutanea. Per la valutazione della sicurezza, verifichiamo la presenza di simboli e avvertenze di pericolo sulle confezioni. Penalizziamo i prodotti che non hanno la chiusura on/off sullo spurzzino per evitare spruzzi accindetali negli occhi.

Premiamo i prodotti che aggiungono:

  • pittogrammi cioè dei disegni che illustrano i diversi pericoli, oltre alla spiegazione a parole: sono molto più immediati e comprensibili;
  • numero di telefono del centro antiveleni. Il riferimento in Italia è il centro antiveleni di Niguarda (02.66101029);
  • Bitrex: è una sostanza amara che evita l’ingestione accidentale del prodotto da parte dei bambini.

Impatto ambientale

Gli sgrassatori utilizzano ingredienti che possono essere nocivi agli organismi acquatici. Come per gli altri test sui detergenti e detersivi, analizziamo due aspetti:

  • imballaggio; rapporto peso del flacone vuoto/contenuto (maggiore produzione di rifiuti, anche se il flacone è riciclabile nella plastica); presenza della ricarica (si acquista il flacone senza spruzzino, in questo modo si riduce la produzione di rifiuti); percentuale di plastica riciclata utilizzata per l'imballaggio;
  • ingredienti: abbiamo penalizzato i prodotti per la presenza di ingredienti particolarmente inquinanti, come i fosfati (già vietati nei detersivi per lavatrice e lavastoviglie), conservanti come il methylisotiazolinone, allergeni del profumo (che hanno anche un pessimo impatto ambientale come citral e linalool), additivi come edta, mea, tea e dea. Penalizzati anche i prodotti disinfettanti: i biocidi oltre a non essere necessari (non serve igienizzare tutto e comunque l’igiene assoluta dura pochissimo), una volta nell’ambiente distruggono i microorganismi, anche quelli “buoni”.

Etichetta

Analizziamo le etichette dei prodotti epr vedere sia la chiarezza che la completezza delle informazioni. Riteniamo fondamnetale che siano riportate le modalità d'uso, l'indicazione di chiudre lo spruzzino dopo ogni utilizzo, le superfici su cui si può e non si può utilizzare,le informazioni per il corretto smaltimento, il consiglio di acquistare la ricarica oltre alle informazioni obbliatorie per legge come ad esempio la lista degli ingredienti.