Macinacaffè elettrici: alla prova tre modelli e dove acquistarli
Vuoi passare dal caffè in polvere ai chicchi freschi macinati? Ottima scelta, ma ti serve lo strumento giusto. I macinacaffè nascono proprio per questo: rompere la struttura del chicco tostato preservandone gli oli essenziali volatili. In questa guida spieghiamo come funzionano questi apparecchi e come si comportano i modelli più venduti nelle diverse fasce di prezzo che si trovano sul mercato.
Per la maggior parte degli italiani il caffè è un rito irrinunciabile, ma c'è una differenza sostanziale tra una tazzina preparata con una polvere commerciale, aperta magari da settimane, e una ottenuta da chicchi macinati all’istante. La freschezza è infatti il primo parametro di qualità: non appena il chicco viene rotto, gli oli essenziali che custodiscono l'aroma iniziano a ossidarsi e disperdersi. Passare all'acquisto del caffè in grani è quindi la scelta migliore per chi cerca un gusto pieno e autentico, capace di restituire tutte le sfumature della torrefazione.
Per fare questo salto di qualità nella propria routine quotidiana, però, è necessario dotarsi dello strumento giusto. Non si tratta di un'operazione riservata ai baristi professionisti: oggi il mercato offre soluzioni domestiche semplici ed efficaci (più comode del classico macinino manuale) che permettono a chiunque di riscoprire il piacere della materia prima lavorata al momento.
Quando conviene comprare un macinacaffè e come funziona
I macinacaffè elettrici rappresentano l'evoluzione moderna dei tradizionali macinini manuali, quegli oggetti che oggi si ritrovano quasi esclusivamente nelle dispense dei nonni o come elementi d'arredo vintage. Nonostante le dimensioni ridotte, la capienza è adeguata all'uso domestico: permettono di macinare caffè per un massimo di 10-12 tazzine (considerando che per una singola tazza servono circa 7 grammi di prodotto, l'equivalente di un cucchiaio di grani).
Da un punto di vista tecnico, questi apparecchi funzionano in modo simile ai frullatori: sono dotati di una coppia di lame che sminuzzano i chicchi tostati trasformandoli in polvere. La variabile fondamentale è il tempo di utilizzo, che determina la granulometria finale:
- Una macinatura breve produce una polvere grossolana, ideale per il caffè filtro (all'americana).
- Una macinatura prolungata crea una polvere fine e compatta, necessaria per l'espresso.
- Una via di mezzo è invece perfetta per la moka, la regina della tradizione casalinga.
A chi serve un macinacaffè?
La risposta è semplice: a chi cerca un'esperienza superiore in tazzina. Questi apparecchi sono ideali per chi vuole riscoprire l'autentico aroma del caffè appena macinato e non si accontenta delle polveri commerciali che, nonostante il sottovuoto, tendono a perdere rapidamente le loro note aromatiche una volta aperte. Il chicco intero, infatti, funge da guscio protettivo naturale: conserva gli oli essenziali e le proprietà organolettiche molto più a lungo rispetto al caffè già macinato. Macinare i grani un attimo prima dell'estrazione - che sia per la moka o per l'espresso - è il passo decisivo per esaltare il gusto della bevanda.
Naturalmente esistono le macchine da caffè espresso automatiche, capaci di macinare i chicchi ed erogare il caffè premendo un solo tasto. Tuttavia, queste soluzioni presentano costi mediamente superiori rispetto all'accoppiata "macinacaffè + moka" o "macinacaffè + macchina manuale", oltre a essere decisamente più ingombranti.
Inoltre l'automaticità toglie spazio al "rito" della preparazione: chi ama sentirsi un po' barista apprezza la manualità e il controllo che solo un macinacaffè separato può offrire. Rispetto alle macchine tutto-in-uno, i macinacaffè elettrici analizzati nel nostro test vantano sicuramente costi inferiori e la possibilità di essere trasportati (per esempio in una seconda casa) dato l'ingombro contenuto.
I modelli testati
Per le nostre prove abbiamo scelto modelli delle più importanti marche di macchine del caffè del mercato italiano, appartenenti a diverse fasce di prezzo: entry level (25 euro), fascia media (58 euro) top di gamma (125-179 euro). Tutti i prodotti sono stati selezionati e poi acquistati online nella seconda metà del 2025.
I macinacaffè testati si distinguono per le dimensioni contenute: anche il più voluminoso del test (il modello De'Longhi) non supera i 12 cm di larghezza e i 22 cm di altezza. La loro compattezza li rende adatti anche al trasporto in viaggio, versatilità confermata dal modello KitchenAid 5KBGR111BM, che funziona grazie a una batteria estraibile e ricaricabile separatamente. Vediamo i risultati del test dal modello più economico a quello più costoso.
Krups F20342 Macinacaffè a doppia lama

Pro
- Costo molto basso e dimensioni contenute.
Contro
- Abbastanza rumoroso con fastidiosa frequenza acuta all'accensione.
- Non ha un serbatoio che si stacca dal corpo motore per agevolare lo svuotamento dal caffè macinato.
- Non dispone di alcun segnale che avvisi quando fermare la macina al grado di macinatura desiderato.
De'Longhi KG210

Pro
- Il modello più comodo testato. La spia che indica il livello di macinatura raggiunto e il numero di caffè impostati rende molto facile capire quando si è raggiunta la giusta granulosità, in base al tipo di erogazione che si vuole.
Contro
- Abbastanza rumoroso.
- Una volta rilasciato il coperchio, anche solo per qualche istante, l'apparecchio si resetta e riconsidera l'inizio macinatura come se all'interno ci fossero chicchi interi.
KitchenAid Go 5KBGR111BM Macinacaffè senza fili con batteria

È un macinacaffè senza fili con batteria: fa parte del sistema "KitchenAid Go" senza cavo, con batteria rimovibile e compatibile con altri elettrodomestici della medesima linea. È possibile acquistare questo piccolo elettrodomestico anche senza batteria, se la si possiede già, visto che è la stessa per l'intera linea "KitchenAid Go", risparmiando 20-30 euro. il prezzo rimane comunque più alto rispetto a modelli cablati.
Pro
- La batteria (30 euro in più) permette l'utilizzo agevole in viaggio. Ma attenzione che non ha adattatore presa corrente: solo USB (va bene quello del cellulare, previa verifica di compatibilità tensione e corrente).
- Il serbatoio e il coperchio possono essere lavati in lavastoviglie.
- Abbastanza silenzioso.
Contro
- Non dispone di alcun segnale che avvisi quando fermare la macchina al grado di macinatura desiderato.
- Il manuale utente avvisa di non azionare il macinacaffè per più di 30 secondi continuativamente e nelle nostre prove sono occorsi 35 secondi per una adeguata macinatura del caffè per l'espresso.
- Prezzo alto considerando la mancanza di funzioni per monitorare il grado di macinatura raggiunto.
Come funzionano i modelli testati
Abbiamo confrontato vari aspetti dei modelli testati: informazioni fornite nel manuale utente, facilità di montaggio e di utilizzo e pulizia, fino anche al rumore generato durante il funzionamento. I modelli di macinacaffè elettrico da noi provati sono tutti sostanzialmente molto facili da montare: basta inserire il serbatoio sul corpo motore, o solamente il coperchio, come nel caso di Krups F203, e la macchina è pronta all'uso.
Azionamento
Per macinare il caffè in grani basta semplicemente azionare le lame, tenendo premuto quindi sul coperchio o sul tasto, fino a che il grado di macina non è appropriato all'uso che se ne vuole fare. La macina infatti rimane in funzione fintanto che coperchio o levetta rimangono premuti, e si ferma appena la pressione si interrompe.
I modelli Krups e De'Longhi si azionano semplicemente tenendo premuto il coperchio o una levetta posta sopra di esso, in questo modo non è possibile che le lame si azionino senza che il coperchio non sia chiuso correttamente: un buon sistema di sicurezza. Il modello a batteria KitchenAid ha invece una levetta sul corpo motore da tenere premuta per azionare le lame. Anche in questo caso, però, abbiamo verificato che se il coperchio non è bloccato in modo corretto, il motore non si aziona premendo la leva.
Regolazione
Come faccio a sapere quando la granulosità del caffè è adeguata per il tipo di estrazione del caffè che desidero? Ricordiamo che, se voglio un caffè filtrato per percolazione, la macina deve essere abbastanza grossolana, mentre per l'espresso occorre sia più compatta e sottile.
Purtroppo non è semplice valutare bene a vista la granulosità della macina, e senza un'indicazione data dal macinacaffè, occorrerà prendere confidenza ed esperienza con qualche prova, per capire quando il livello di macina è adatto alle nostre esigenze (in base al tipo di erogazione che siamo soliti usare: moka, caraffa filtrata, espresso). Dei modelli testati solo uno dà un aiuto in questo senso: è il modello De'Longhi, che ha un sistema per selezionare il grado di macina. Delle spie luminose si accendono in sequenza indicando approssimativamente il grado di macina raggiunto: prima si accenderà la spia per il caffè all'americana (livello grossolano), poi quello per la moka (livello medio) ed infine quello per macchine espresso (livello fine).
Ovviamente occorre anche che la macchina sappia quanto caffè abbiamo inserito al suo interno, per capire quanto a lungo continuare a macinare affinché tutto il caffè in chicchi sia stato macinato. Il modello De'Longhi è ancora una volta l'unico ad avere un apposito comando per impostare il numero dei caffè che si vogliono produrre: per logica, più il numero è elevato e più chicchi andranno inseriti nel macinacaffè, e più secondi occorreranno per macinarlo. Se il modello non dispone di questa funzione, si dovrà andare a occhio e a tentativi.
Queste funzionalità, non presenti in tutti i modelli, a nostro avviso sono molto utili per l'utente poichè permette di avere un indea molto buona sul momento in cui fermare la macina per il giusto livello di granulosità e compattezza.
Nelle nostre prove abbiamo constatato che per macinare l'eqiuvalente di 5-6 caffè occorrono circa 20 secondi per un adeguato livello di macinatura media per moka, e circa 30 secondi (35 per il modello KitchenAid a batteria) per un adeguato livello di macinatura per macchina espresso.
Quanto caffè macinare
Una volta macinato il nostro caffè a dovere, occorre spostarlo in un barattolo per la conservazione, o meglio ancora direttamente nella moka o nel filtro del manicotto della macchina espresso. Occorre tenere presente che non avrebbe molto senso macinare una grande quantità di caffè e poi conservarlo per settimane in polvere: anche se nelle migliori condizioni, le caratteristiche del caffè degradano molto più velocemente nel caffè macinato che in forma di chicchi.
L'ideale è macinare solo la quantità necessaria per l'immediato consumo, o al massimo per conservarlo in un contenitore ermetico per qualche giorno. Per effettuare l'operazione di svuotamento del macina caffè, su alcuni modelli viene comoda l'estrazione dal corpo motore del serbatoio con la lama che contiene il prodotto macinato.
Nei modelli base a basso prezzo, come quello di Krups, questo non è possibile. È comunque quasi indispensabile aiutarsi sempre con un cucchiaino e con una piccola spatola di setola o pennellino (che abbiamo trovato in dotazione purtroppo solo nel modello De'Longhi) per poter rimuovere la polvere più agevolmente dai punti attorno alla lama.
Rumorosità
Un aspetto da tenere a mente quando si utilizzano questi è certamente il rumore. Il rumore del caffè macinato da questi piccoli apparecchi può essere molto fastidioso, sopratutto la mattina se stiamo preparando il caffè ancora assonnati (e con altre persone che dormono in casa). Solo il modello a batteria KitchenAid, tra quelli che abbiamo testato, ha un livello di rumore abbastanza basso: un semplice ronzio a basso volume che non dà fastidio.
Pulizia
La parte più svantaggiosa di utilizzare un macina caffè è che avremo un apparecchio in più da lavare. Tra i modelli testati, solo il serbatoio con lame e coperchio del modello KitchenAid viene indicato nel manuale utente per poter essere inserito in lavastoviglie o lavato mano al rubinetto. Per gli altri invece è suggerita una pulizia manuale con pennellino o spatola di setola all'interno, e al massimo un panno umido per l'esterno. Personalmente sconsigliamo di utilizzare detergenti di qualunque tipo per lavare questo tipo di apparecchi. Anche dove è indicata la lavastoviglie come possibilità, meglio non utilizzarla frequentemente e con poco detergente, perché il prodotto potrebbe non essere risciacquato a dovere in alcuni punti, e modificare poi il sapore del caffè macinato.
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