Richiesta di valutazione per possibile pratica commerciale scorretta – Università Telematica eCampus
Spett.le Associazione,
mi chiamo Matteo Carmignoli, nato il 20/10/1994, residente a Rosignano Solvay (LI).
Con la presente sottopongo alla Vostra attenzione la mia esperienza con l’Università Telematica eCampus, chiedendo una valutazione sotto il profilo della tutela del consumatore e della correttezza delle informazioni precontrattuali.
1. Premessa e investimento economico
Nel corso del 2025 mi sono iscritto all’Università Telematica eCampus, sostenendo un investimento economico complessivo di circa 9.000 euro, oltre a ulteriori costi per tasse ed esami (circa 50 euro per ogni prova).
La decisione di iscrivermi è stata presa sulla base di numerose informazioni ricevute telefonicamente, da diversi soggetti riconducibili all’Ateneo (anche operanti in sedi non centrali, ma presentati come referenti ufficiali). Tali informazioni sono state determinanti per la mia scelta.
2. Informazioni pre-iscrizione risultate inesatte o incomplete
Solo dopo l’immatricolazione e il pagamento sono emerse significative discrepanze rispetto a quanto prospettato:
– mi è stato riferito che gli esami di Letteratura latina richiedessero solo una conoscenza molto superficiale del latino e fossero affrontabili prevalentemente in italiano; in realtà è richiesta una padronanza della lingua latina, che non possiedo, avendola studiata solo due anni alle scuole superiori molti anni fa;
– mi è stato indicato che i 12 CFU a libera scelta potessero essere utilizzati per sostenere un secondo esame di Geografia, necessario per l’accesso alle classi di concorso A12 e A23; successivamente ho appreso che ciò non è possibile, rendendo tali CFU di fatto inutili rispetto ai miei obiettivi professionali;
– mi è stato prospettato che, pagando due anni anticipatamente, un terzo anno fosse compreso in caso di ritardi; in realtà si tratta di una formula di secondo anno part-time, con dimezzamento dei CFU annuali, circostanza decisiva per me e mai chiarita in modo esplicito;
– mi è stato comunicato che le date degli esami, inclusi gli orali, sarebbero state note con congruo anticipo; nella pratica, per gli orali è noto solo il periodo di inizio, senza possibilità di conoscere giorno e orario, rendendo impossibile una programmazione lavorativa.
Tali informazioni sono risultate inesatte o incomplete solo dopo il pagamento, quando il diritto di recesso non era più esercitabile in modo effettivo.
3. Conseguenze concrete
Le suddette criticità hanno prodotto effetti oggettivi e verificabili:
– rinuncia a opportunità lavorative per impossibilità di programmare gli impegni;
– necessità di rivedere il piano di studi e sostenere esami singoli aggiuntivi a pagamento;
– prospettiva concreta di dover sostenere ulteriori migliaia di euro a causa dell’allungamento forzato del percorso;
– blocco della crescita professionale per più anni.
4. Criticità delle modalità d’esame online e rischio economico sproporzionato
Desidero inoltre evidenziare una criticità che ritengo particolarmente grave.
Le modalità di esame online previste dall’Ateneo espongono lo studente a un rischio economico sproporzionato e non ragionevolmente controllabile, poiché l’esito di un esame – e la conseguente perdita della quota versata (circa 50 euro per singolo appello) – può dipendere da eventi tecnici imprevedibili e indipendenti dalla volontà dello studente, quali:
– improvvisa interruzione dell’energia elettrica;
– temporanea perdita di connessione internet;
– malfunzionamenti del computer o della rete di zona;
– blackout non legati a condizioni meteorologiche preannunciabili.
Il regolamento prevede l’obbligo di segnalare tali problematiche con anticipo; tuttavia tale previsione risulta irrealistica, poiché eventi come un blackout, un guasto di rete o un arresto improvviso del computer non sono prevedibili né evitabili, e non possono essere comunicati prima del loro verificarsi.
Ritengo inaccettabile che un singolo evento tecnico della durata di pochi istanti possa determinare:
– la perdita automatica dell’esame;
– la perdita della quota versata per sostenerlo;
– e, in prospettiva, il rischio di dover sostenere ulteriori migliaia di euro (circa 5.000) qualora anche un solo esame non superato nei tempi previsti comporti l’uscita dal corso regolare.
In un Ateneo telematico, dove l’intera esperienza formativa e valutativa si basa su strumenti tecnologici, il rischio tecnico dovrebbe essere adeguatamente tutelato e non gravare interamente sullo studente, che non ha alcun controllo su molte delle variabili in gioco.
5. Tentativi di risoluzione
Ho tentato più volte una risoluzione collaborativa con il Servizio Studenti, chiedendo una valutazione complessiva del mio caso.
Le risposte ricevute si sono limitate a richiami automatici al regolamento, senza entrare nel merito delle informazioni fornite prima dell’iscrizione.
Mi è stato comunicato che:
– la rinuncia agli studi è possibile solo in una finestra temporale limitata;
– non è previsto alcun rimborso per annualità in corso o passate, indipendentemente dalle circostanze.
6. Richiesta all’Associazione
Alla luce di quanto esposto, chiedo cortesemente di valutare se la condotta descritta possa integrare:
– pratica commerciale scorretta;
– informazione precontrattuale incompleta o fuorviante;
– squilibrio contrattuale a danno del consumatore.
Resto a disposizione per fornire contratti, ricevute di pagamento, comunicazioni email e ogni ulteriore documentazione utile.
Ringrazio per l’attenzione e per il supporto che vorrete eventualmente fornirmi.
Cordiali saluti
Matteo Carmignoli
Matricola 005808048
C.F. CRMMTT94R20G843B