Mia moglie e' perseguitata dal servizio riscossioni dell'agenzia delle entrate per una contravvenzione (codice della strada) gia' pagata. Vi allego lo scambio avuto con l'Agenzia che termina con la loro richiesta di rivolgermi al Comune di Roma (cosa che abbiamo fatto, tramite PEC, il 18/12/2023).
Come possiamo tutelarci da ulteriori pressioni?
Allego anche i documenti menzionati.
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Il 18 di Aprile del 2019, al rientro da un viaggio all'estero (sono certa della data perche' ero obbligata a tenere traccia dei miei spostamenti per motivi fiscali) trovo un avviso di giacenza che ritiro e pago immediatamente. L'avviso era relativo al verbale:
Contrav.cod.strada l.689/81 - SANZ. VERB. 15190010014 DEL 160219
Allego evidenza del pagamento della sanzione in forma ridotta effettuata il 18/04/2019
In data 5/10/2022 ricevo una PEC che allega la Cartella di Pagamento 097 2022 00017179 26 000 che ri-allego, e che faceva riferimento alla contravvenzione del 2019.
A quel punto, per far valere le mie ragioni, decido di utilizzare una delle procedure di Autotulela Amministrativa indicatemi, in particolare opto per la "RICHIESTA DI DISCARICO IN BASE ALLA LEGGE 228/2012" e sottometto, attraverso il portale dell'Agenzia, la richiesta (allego evidenza anche di questa).
A distanza di oltre 1 anno, nell'Ottobre del 2023, trovo nella buca delle lettere (quindi non via raccomandata) un sollecito datato 22/09/2023 (documento n. 09720239097762134000), che allego.
Riscrivo all'agenzia, anche sottolineando la decorrenza del 220 giorni che la legge 228/2012 dava come termine per una risposta, e la risposta è, come potete vedere dalla pec allegata,
"La sospensione è stata revocata su indicazione dell'Ente impositore al quale La invitiamo a rivolgersi."