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Fillerina, sanzione dell'Antitrust

29 luglio 2014
fillerina

29 luglio 2014

Applicatore a forma di siringa, nome che richiama un trattamento di chirurgia estetica e slogan ingannevoli. Così il 4 giugno 2014 l’Antitrust ha dichiarato scorretta, ai sensi del Codice del consumo, la  promozione e la diffusione della gamma dei prodotti cosmetici “Fillerina”, dell'azienda LABO.

Si chiama  “Fillerina” ed è un cosmetico, per uso esterno, dell’azienda LABO. Si tratta di una miscela di acido ialuronico a diverso peso molecolare, che, a differenza del filler, non va iniettata, bensì applicata sulla superficie della pelle. Dunque un normale prodotto ad uso topico, come una crema o un gel. 

L'autorità garante ha ritenuto scorretta la pratica commerciale del prodotto, per l'evidente accostamento del cosmetico "Fillerina" ai trattamenti medicali, volta a falsare il comportamento dei consumatori che, attratti da una rappresentazione errata del prodotto, sono spinti ad un acquisto che altrimenti non avrebbero fatto.

Il nome, infatti, non è l'unico aspetto poco chiaro della vicenda. Per la linea Fillerina, anzichè solo classici tubetti o vasetti, l’azienda ha preferito inserire nella confezione anche uno speciale "dosatore",  in tutto e per tutto simile a una siringa,  dispositivo ad uso medico, con la quale normalmente viene iniettato uno dei trattamenti per  la giovinezza più diffusi. Il filler, appunto.

E non è finita qui

I prodotti  sono stati poi pubblicizzati attraverso una comunicazione atta a rendere ancora più evidente e voluta l’associazione del cosmetico all’iniezione di filler, eseguita dal chirurgo estetico o dal dermatologo.

Immagine della pubblicità di “Fillerina” tratta da una rivista femminile e utilizzata per l’articolo di AC di Maggio 2014

Ecco lo slogan riportato a chiare lettere: "Filler da fare a casa: oggi si può con Fillerina".  Le immagini sottostanti raffigurano una grande siringa al cui interno è contenuta la miscela, insieme ad altre fotografie equivoche, quali un seno prosperoso e labbra carnose.

E poi, tutta una serie di informazioni "mediche", fornite inserendo anche dei dati molto tecnici con l'obiettivo di aumentare rigore e scientificità del prodotto reclamizzato.

La delibera del garante

La comunicazione esercitata dall’azienda, oltre ad essere scorretta, è stata definita complicata e di difficile comprensione per il consumatore medio. La raffigurazione dell’applicatore che rassomiglia ad una siringa "contribuisce in maniera consistente ad ingannare quest'ultimo, con l’aggravante, di riferirsi ad uno specifico target di utenti che, per età e condizionamento sociale, sono particolarmente sensibili a tali sollecitazioni commerciali".

Con queste motivazioni la delibera ha chiesto la cessazione della pubblicità e il pagamento da parte della LABO International S.r.l. di una sanzione pecuniaria di 150 mila euro.

Conclusioni e consigli

Non è la prima volta che un prodotto cosmetico viene multato per gli accostamenti spinti dei risultati ottenibili a quelli derivanti dalla chirurgia estetica e altri trattamenti medicali. E' successo recentemente con la crema di Clinique Repairwear Laser, di cui abbiamo dato notizia sul sito. Per non incorrere in banali fregature è sufficiente:

  • leggere la lista degli ingredienti (come nel caso dei cosmetici che vantano sostanze vegetali o un ingrediente particolare)
  • affidarsi al buon senso (come nel caso dei cosmetici medici) ricordando che un prodotto cosmetico può avere effetti solo superficialmente e non è in grado di sostituirsi a un farmaco o a una seduta di un trattamento medico.

Prima del procedimento e della sanzione dell’autorità garante, avevamo già parlato di Fillerina nell’articolo sugli inganni dei cosmetici del numero di Maggio Altroconsumo e avevamo trovato la comunicazione (immagini, testi, claims) altamente aggressiva, fuoriviante e ingannevole.

Riceviamo da LABO la seguente richiesta di precisazione

Ci preme chiarire che tutte le frasi estrapolate dal messaggio pubblicitario di Fillerina delle quali l’AGCM ha chiesto a Labo di dare prova della veridicità sono risultate tutte vere e documentate; nessuna critica è stata rivolta ai metodi di conduzione ed ai risultati dei test ex vivo ed in vivo; i brevetti citati sono risultati prodotti e validi; la serietà della ricerca scientifica che ha portato a Fillerina è stata confermata e gli effetti dermocosmetici di efficacia attribuiti sono apparsi appropriati alla natura cosmetica del preparato.

Il fatto è che, malgrado le prove di efficacia fornite e non contestate e l’apprezzamento delle consumatrici che, consultate da Labo, hanno dichiarato nel 98% dei casi di essere soddisfatte degli effetti di Fillerina, l’AGCM ha ritenuto di fare un rilievo a Labo ritenendo che dal contesto dei messaggi, mediante una ricostruzione che non si condivide e che si sottoporrà al vaglio del competente giudice amministrativo (Tar), emergesse un indebito accostamento degli effetti dermocosmetici del prodotto a quelli ottenibili con trattamenti di medicina estetica.

Questa e solo questa è la censura rivolta alla presentazione di Fillerina, dunque un profilo di pretesa decettività non soltanto discutibile ma tale da non coinvolgere l’efficacia del prodotto né da smentire la veridicità delle prove su cui si fonda.

La nostra risposta

Condividiamo appieno nel merito la decisione dell’Autorità che ha correttamente ritenuto scorretta la pratica commerciale in esame a causa dell'evidente ingannevole e subdolo accostamento del cosmetico "Fillerina" ai trattamenti medicali, volto a falsare il comportamento dei consumatori che, attratti da una rappresentazione errata del prodotto, possono essere stati spinti ad un acquisto che altrimenti non avrebbero intrapreso.
 
D’altra parte, come si legge nella decisione “Anche gli studi sui prodotti depositati da LABO circoscrivono l'azione di Fillerina a un effetto puramente estetico e le metodiche seguite sono quelle comunemente utilizzate in ambito cosmetico e che in tale ambito sono ritenute adeguate”. Ogni eventuale considerazione sull’efficacia o meno del prodotto in ambito cosmetico risulta pertanto a nostro avviso ultronea. Il punto non è infatti se e quanto il prodotto sia o meno efficace a tale scopo, quanto il fatto che, attraverso un messaggio pubblicitario ambiguo, il cosmetico “Fillerina” è stato volontariamente presentato e promosso come un trattamento medicale, quale l’iniezione di filler.


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