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Certificato medico: tutto quello c'è da sapere

09 settembre 2016
certificato medico

09 settembre 2016

È obbligatorio per ogni sport? A chi rivolgersi per ottenerlo? Bisogna sostenere degli esami particolari? Anche se il Ministero ha specificato che non è necessario per attività non agonistiche, le palestre continuano a richiederlo. Facciamo chiarezza.

Con settembre è arrivato il momento di riprendere le attività sportive. Il certificato medico, dall'anno scorso, non è più un obbligo di legge se fai sport a livello amatoriale. Allora perché le palestre continuano a richiederlo? Hanno ragione o puoi rifiutarti? Ecco tutto quello che devi sapere.

Quando serve e a chi richiederlo

Secondo la legge è ancora necessario per l'attività non agonistica, ovvero nei casi in cui lo sport è praticato con una certa regolarità, anche se non ancora a livello agonistico. Ma solo in alcuni casi:

  • per le attività sportive organizzate dalle scuole (come per i giochi studenteschi);
  • per chi fa sport in luoghi affiliati a federazioni o enti di promozione sportiva (per esempio nei centri CONI). Anche in questo caso però il certificato non è sempre obbligatorio. Ad esempio non serve per chi svolge discipline che non contemplano attività fisica (come Biliardo, Bocce, Bowling, Bridge, Dama o Scacchi), oppure per i tesserati che non svolgono alcuna attività sportiva (non praticanti).

Per le attività ludico motorie, invece, il certificato non è più necessario. Anche se non c’è l’obbligo di legge, è diritto della palestra o del centro sportivo richiederlo: nella maggior parte dei  casi rientra nelle condizioni per “iscriversi”, spesso legate anche a ragioni assicurative. Infatti è quello che continua a succedere.

Il certificato, di durata annuale, viene rilasciato:

  • dal medico di medicina generale;
  • dal pediatra;
  • dai medici della federazione medico-sportiva italiana del CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano).

Quali esami clinici sono necessari?

Per ottenere il rilascio del certificato sono necessari:

  • l'anamnesi e l'esame obiettivo con misurazione della pressione e di un elettrocardiogramma a riposo effettuato almeno una volta nella vita;
  • per chi ha superato i 60 anni di età, o ha patologie che comportano un aumento del rischio cardiovascolare, è necessario un elettrocardiogramma basale debitamente refertato annualmente;
  • il medico può prescrivere altri esami che ritiene necessari o il consulto di uno specialista.

I dubbi dei medici

A un anno dalla stesura delle linee guida, in ambito medico e parlamentare, sono sorti alcuni dubbi. Innanzitutto, in alcuni casi, il costo del certificato può costituire un freno all'attività sportiva. L'elettrocardiogramma, fatto solamente una volta nella vita, ha scarsa efficacia preventiva e non è di nessuna utilità, data l'assenza di programmi strutturati, supportati da rigorosi studi propedeutici e da un continuo monitoraggio dei risultati.

Al di là dell'adempimento burocratico parla con il tuo medico di base delle attività sportive che vuoi intraprendere: solo chi ti conosce bene può valutare la tua condizione e consigliarti, eventualmente l'attività, più adeguata alle tue condizioni fisiche.


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