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Al via Diem, la nuova moneta vituale di Facebook. E spunta anche l'euro digitale

Dopo aver abbandonato Libra, il suo progetto di criptovaluta nato per fare concorrenza a Bitcoin, ora Facebook ci riporova: questa volta con Diem, una moneta che permetterà a ogni utente Facebook di effettuare pagamenti o inviare denaro direttamente tramite le piattaforme Facebook e WhatsApp. Ecco cosa sappiamo finora di questo sistema. E nel frattempo anche la Banca centrale europea pensa a un euro digitale. 

  • contributo tecnico di
  • Anna Vizzari
  • di
  • Roberto Usai
08 gennaio 2021
  • contributo tecnico di
  • Anna Vizzari
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  • Roberto Usai
Diem

Dopo voci che si sono susseguite per mesi, Facebook sembra aver messo a punto il sistema per entrare con forza nel settore dell'ecommerce. Il social che conta 2,4 miliardi di utenti in tutto il mondo ha infatti ufficializzato l'arrivo, nei primi mesi del 2021, di Diem, una moneta virtuale destinata a diventare diretta concorrente degli strumenti di pagamento digitali online. Ma come funzionerà? Si tratta di un adeguamento al ribasso dell’idea di una criptovaluta targata Facebook di cui si era parlato tra la fine del 2019 e il 2020 e che si sarebbe dovuta chiamare Libra. Diem ora sarà invece una stablecoin cioè una moneta virtuale ancorata al valore di una valuta, il dollaro statunitense con un rapporto uno a uno (1 Diem varrà un dollaro statunitense). Stando alle informazioni a disposizione, il sistema consentirà agli utenti di scambiare la moneta virtuale su Facebook e tramite Messenger e di utilizzarla anche per fare acquisti direttamente sulla piattaforma o sui siti convenzionati. Si tratta di una forma di pagamento transnazionale, uno strumento al di fuori dei tradizionali canali bancari e finanziari.

Come avverranno i pagamenti e l'invio di denaro

La nuova divisione di Facebook chiamata inizialmente Calibra, ora Novi Financial, introdurrà un portafoglio digitale che consentirà di gestire le transazioni con Diem. Utilizzando il wallet integrato da Facebook per Messenger e WhatsApp, ogni utente potrà effettuare acquisti, inviare o ricevere denaro in ogni parte del mondo in maniera semplice e istantanea, esattamente come quando si invia un messaggio sulla piattaforma. I servizi peer to peer dovranno quindi fare i conti con un forte concorrente, anche perché dalle informazioni disponibili al momento sembra che non siano previste commissioni. Bisognerà attendere i contratti e le informazioni economiche per dare un giudizio più preciso sul prodotto.

Un consorzio che conta 27 partecipanti

Oltre alla divisione che si occuperà della gestione delle transazioni, Facebook ha creato anche un consorzio chiamato inizialmente Libra association, ora Diem association e che conta 27 partecipanti: rispetto a Libra association sono usciti Visa, Mastercard, PayPal, Booking, rimangono l’operatore telefonico Iliad, Uber, Spotify e alcuni siti di e-commerce. Ciascun socio del consorzio ha investito 10 milioni di dollari nel nuovo strumento ideato da Facebook. Sono quindi usciti dal consorzio i circuiti di pagamento. Ma Diem resta una forma di pagamento alternativa a disposizione dei negozi che decidono di convenzionarsi e che potrà essere proposta ai clienti.

Quanto varrà Diem? Rispetto al progetto iniziale in cui il valore di Libra sarebbe stato ancorato ad un paniere di valute internazionali, oggi Il valore di Diem sarà molto più stabile perché ancorato al dollaro statunitense con un valore uno a uno, aspetto questo che la rende una stable coin molto diversa da una criptovaluta come il Bitcoin.

Che impatto avrà Diem sugli utenti?

Non appena verranno rilasciati ulteriori dettagli sulle condizioni contrattuali ed economiche, lavoreremo con i nostri esperti finanziari e di privacy per capire che impatto avrà Diem sulla sicurezza degli utenti, sulla tutela dei dati e sulla legittimità di quella che è un'enorme novità nel settore dei pagamenti. In generale quello che si è notato rispetto agli annunci iniziali è che il progetto di Facebook si è notevolmente ridimensionato e soprattutto è stato sottoposto al vaglio delle Autorità di controllo che hanno chiesto delle tutele specifiche per evitare la sua volatilità e che di certo dovrà rispettare i requisiti di privacy e di tutela dei sistemi di pagamento previsti dalle norme europee. Quello che è certo è che l’annunciata moneta di Zuckerberg ha comunque smosso il mercato dei pagamenti ed ora si parla anche di un euro digitale.  

Che cos'è l'euro digitale?

Si tratta ancora di un progetto alle prime battute che potrebbe vedere la luce nel corso del 2021. Possiamo definire l’euro digitale una CBDC cioè una central bank digital currency, una valuta digitale emessa dalla BCE, la banca centrale europea, accessibile a tutti i cittadini e alle imprese come le banconote, ma in forma digitale. L’euro digitale non sarà una criptovaluta; i prezzi delle criptovalute sono volatili perché mancano di valore intrinseco e non esiste un'istituzione affidabile che le supporti. In questo caso invece l’euro digitale è valuta come l’euro fisico ed il suo valore è alla pari con il contante (1 euro è tale sia digitale che fisico). Inoltre, è emesso dalla Bce e questo gli dà un’enorme stabilità rispetto ai contraccolpi di mercato.

E’ stato proprio l’annunciato arrivo di Libra e quindi di Diem una delle ragioni che ha portato la Bce a ragionare su un euro digitale: se le Autorità statunitensi autorizzano Diem, potremmo assistere a un enorme sviluppo delle transazioni in dollari nel mondo con una possibile perdita di posizione dell’euro.  Al momento la banca centrale europea ha avviato una consultazione per definire le possibili caratteristiche dell’euro digitale. Altroconsumo vi ha partecipato insieme al Beuc, l’organizzazione che raggruppa le principali associazioni di consumatori europee.

Vogliamo che l’euro digitale non sostituisca l’euro ma conviva insieme al contante e che sia uno strumento utilizzabile sempre, 24 ore su 24 7 giorni su 7, anche in assenza di connessione internet (quindi che sia uno strumento al portatore utilizzabile non solo online ma anche sui pos fisici), sarà scambiato alla pari con l’euro fisico (1 euro sarà tale anche se digitale), non dovrà avere costi e dovrà garantire un alto livello di privacy per gli utenti. In ogni momento deve essere possibile la sua conversione in euro “fisici”. Inoltre, dovrà essere disponibile per tutti anche per chi non è incluso finanziariamente. Infine, la sua gestione: ovviamente sarà emesso direttamente dalla Bce e assai probabilmente ci saranno dei conti di pagamento in euro digitale aperti dai consumatori presso la Bce.

Una grande novità; la Bce potrebbe farsi aiutare nella gestione di questi conti da operatori di mercato autorizzati e specializzati solo in questa attività e dovrebbe essere garantito l’accesso a questi conti a tutti anche a chi non è incluso finanziariamente e non ha un conto corrente. Sono tante le richieste; il progetto è alle prime battute e noi lo seguiremo per far in modo che l’euro digitale possa essere un vero strumento a vantaggio del consumatore.