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Bitcoin, pro e contro dei soldi digitali

31 maggio 2014
Bitcoin, pro e contro dei soldi digitali

31 maggio 2014

La moneta peer-to-peer piace al web ma lascia scettici gli economisti. Ti spieghiamo cos'è, come funziona, chi la crea, come utilizzarla. A fianco ad alcuni vantaggi, ci sono anche aspetti problematici da non sottovalutare come il suo valore, particolarmente ballerino.

Mai sentito parlare di Bitcoin? Si tratta di una moneta digitale che rivoluziona radicalmente il tradizionale sistema di compravendita: piace al web, ma lascia scettici gli economisti come puoi approfondire nel nostro speciale, in cui abbiamo raccolto le voci sia di Bitcoin Foundation Italia che dell'Istituto Einaudi per l'Economia e la Finanza.

Cosa sono e come funzionano

Nati nel 2008, i Bitcoin sono diventati una moneta utilizzata in più paesi, accettata già da diversi esercenti (anche in Italia) e non solo online.

  • Chi li gestisce? Non esiste un ente che li emette, né un organismo di controllo centrale e probabilmente è proprio questa sua vocazione anarchica a renderli così popolari in rete. 
  • Come si creano? Con computer molto potenti, grazie a persone o gruppi (i cosiddetti miner, cioè minatori) che ci lavorano a lungo per risolvere un problema matematico. Calcoli che permettono di verificare la legittimità di ogni singola transazione e per i quali i miner vengono pagati con nuovi bitocoin. 
  • Come procurarseli? Se, come probabile, non sei un miner, hai queste alternative: fornire un servizio o un prodotto e farti pagare in bitcoin; iscriverti a un exchange (un cambiavalute) e cambiare euro in bitcoin; si possono scambiare bitcoin con chi è disposto a venderli per ricevere in cambio moneta reale. Infine ci sono i bancomat (in Italia uno solo al momento) in cui si possono inserire euro e farsi caricare i bitcoin corrispondenti.
  • Come avviene lo scambio? Ogni operazione richiede due codici, l'indirizzo Bitcoin (o chiave pubblica) - che è come una sorta di codice Iban del nostro conto corrente - e una chiave privata che serve per autorizzare i pagamenti e quindi è conosciuta solo dal proprietario dei bitcoin.
  • Dove conservarli? Esistono tre tipi di portafogli: i software da scaricare sul pc, le app per smartphone e i servizi di salvadanaio online.
  • Quanto valgono? Il loro valore è molto volatile; in un anno ad esempio (tra aprile 2013 e aprile 2014), un bitcoin ha toccato picchi superiori agli 850 euro, ma è anche crollato a quota 400. La quotazione dipende dagli utenti, cioè varia sulla base di domanda e offerta di bitcoin.

Le due facce della medaglia

Da un lato Bitcoin soddisfa diverse esigenze: innanzitutto è un modo per usare una moneta elettronica, con tutti i benefici in termini di globalità e comodità dei pagamenti fatti, ad esempio con carta di credito, ma la transazione avviene direttamente tra gli utenti e quindi non si passa da intermediari che su ogni operazione si intascano sostanziose commissioni. D'altro canto, la privacy garantita da questo sistema potrebbe lasciare campo aperto agli affari illeciti secondo molti. L'estrema volatilità della sua quotazione può essere un altro ostacolo da non sottovalutare: se, ad esempio, un Paese come la Cina decidesse da un giorno all'altro di mettere un freno alle transazioni nella moneta digitale, il suo valore potrebbe dimezzarsi nel giro di un giorno. La stessa cosa, però, potrebbe accadere al contrario, con un aumento di valore repentino. Sullo stesso sito di Bitcoin si legge "Bitcoin dovrebbe essere considerato come una risorsa ad alto rischio, e non dovresti mai mettere da parte con Bitcoin del denaro che non puoi permetterti di perdere".