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Conto deposito: cos’è, come funziona e come scegliere quello più conveniente

Che differenza c'è tra un conto deposito libero e uno vincolato? Bisogna per forza aprire anche un conto corrente? E quanto si paga di imposta di bollo? Se vuoi far fruttare i tuoi risparmi un conto deposito è certamente meno rischioso di un investimento in azioni. Ecco però che cosa bisogna sapere per evitare brutte sorprese.

15 gennaio 2020
Tutto sui conti deposito

Con il termine conto deposito ci si riferisce a un prodotto finanziario creato per soddisfare le esigenze di investimento di chi vuole impiegare il proprio denaro rischiando poco, ma che nello stesso tempo non vuole rinunciare a ottenere un certo guadagno. Per capire come funziona un conto deposito puoi pensare a una sorta di salvadanaio, in cui versi il tuo denaro e lo lasci depositato per un periodo più o meno lungo. In cambio, la banca presso cui lo hai depositato ti ricompenserà pagandoti un interesse. Si tratta di uno dei prodotti più semplici con cui investire e anche tra i più sicuri. Non sei esposto all’andamento dei mercati come capita se investi in azioni, ma anche in obbligazioni, e inoltre il Fondo interbancario di tutela dei depositi ti assicura il rimborso della cifra investita fino a 100 mila euro per ogni correntista intestatario del conto deposito (al massimo due, per un totale di 200 mila euro) in caso di fallimento della banca.

Anche se è un prodotto semplice, da aprire, gestire, e il più tranquillo per chi vuole investire, bisogna comunque fare attenzione a una serie di cose prima di investire in un conto deposito.

Quanto rendono i conti deposito?

La prima cosa cui fare attenzione è il rendimento. I tassi offerti dalle banche sono al lordo della tassazione, non sarà dunque quello che poi ti ritrovi effettivamente in tasca. Per esempio, un conto deposito ti offre l’1,5% annuo lordo: se hai investito 10.000 euro, dopo un anno hai 150 euro. Attenzione, quei 150 euro sono lordi: bisogna pagarci le tasse, pari al 26%, e quei 150 euro diventano 111 euro. Spesso, ma non sempre, i conti depositi riportano calcolatori sui loro siti che ti dicono quanto avrai al netto della tassazione. Ma attenzione anche in questo caso: non tutti i conti ti offrono questa indicazione e anche chi te la offre, non è comunque completa.

Occhio all'imposta di bollo

Il fisco italiano non si limita a chiedere il 26% sugli interessi maturati sul tuo conto deposito, ma ti applica anche l’imposta di bollo, pari allo 0,2% di quanto hai investito. Dunque, tornando all’esempio, sui 10.000 euro investiti devi togliere altri 20 euro, e così, dopo un anno, ti ritrovi 91 euro. A conti fatti, il tuo rendimento netto finale è dello 0,91%, dall’1,5% di partenza. E tra i calcolatori dei conti deposito il costo del bollo non viene inserito nel calcolo degli interessi. Per cui bisogna fare sempre molta attenzione nel calcolo di quanto ci si ritroverà in tasca.

Promozioni sì, ma non per tutti

I conti deposito offrono spesso promozioni, per periodi limitati di tempo, con le quali il tasso offerto è a volte più alto. Anche in questo, però, possono esserci delle limitazioni che fanno in modo che la promozione non sia fruibili da tutti. Per esempio, l’offerta è limitata a nuovi clienti della banca, e non ai già clienti.

Altre volte l’offerta è solo sulla nuova liquidità. Cosa significa? Per esempio si ha già un conto deposito con 10.000 euro depositati. Per usufruire della promozione bisogna portare altri soldi su quel conto deposito e attenzione, il tasso promozionale sarà riconosciuto solo sui nuovi soldi portati sul conto, quelli che già c’erano non saranno considerati. Per cui, se si portano 5.000 euro sul conto deposito che si vanno ad aggiungere ai 10.000 che già c’erano, il tasso promozionale è riconosciuto solo sui 5.000 euro, non su tutti i 15.00 euro presenti sul conto.

Altre volte ancora si ha diritto alla promozione solo e solamente se si rispettano condizioni più o meno stringenti. Per attirare nuova clientela, può capitare che l’offerta sul conto deposito sia vincolata all’apertura di un conto corrente con la banca e magari anche all’accredito, sul conto corrente appena aperto, dello stipendio e della pensione.

Conto deposito: quanto mi costi?

Ormai molti conti deposito si possono aprire online e non hanno spese di apertura, gestione e chiusura. Bisogna però fare attenzione lo stesso, in sede di apertura del conto, a possibili altri costi. Se per esempio una banca richiede l’apertura di un conto corrente presso di sé per poter avere anche il conto deposito, allora bisognerà tenere conto dei costi del conto corrente associato. Se quest’ultimo costa 50 euro all’anno e dal conto deposito otteniamo, come visto in precedenza, con un tasso dell’1,5%, 91 euro, allora alla fine si scende a 41 euro. Se per esempio avessimo aperto un conto deposito all’1% lordo, senza costi e senza la richiesta dell’apertura di un conto corrente, avremmo avuto 54 euro netti dopo un anno. Quindi, a causa dei costi il conto deposito più conveniente era quello con un tasso lordo di partenza più basso.

Libero o vincolato: che differenza c'è?

Esistono conti deposito liberi e conti deposito vincolati. Nel primo caso i soldi sono sempre a tua disposizione e puoi prelevarli quando vuoi. Nel secondo caso non è così. Come dice la parola stessa, il vincolato ti costringe a tenere fermi i soldi per un determinato periodo di tempo. Con alcuni conti deposito vincolati non è possibile riavere indietro i propri soldi: bisogna per forza aspettare il termine del vincolo. In altri casi puoi avere indietro i soldi depositati sul conto vincolato, pena la perdita degli interessi. Quando valuti di investire in un conto deposito devi allora considerare per quanto tempo potrai tenere i tuoi soldi bloccati – cioè pensi di non averne bisogno. Per cui, se pensi che non avrai bisogno di una certa cifra per un anno, puoi valutare di fare un conto deposito vincolato a 12 mesi – e così via. Se invece vuoi avere i soldi sempre disponibili, per far fronte a qualunque esigenza, devi optare per un conto deposito libero.

Se il conto deposito libero ti lascia la libertà di disporre sempre dei tuoi soldi, è anche vero che ti espone al rischio che la banca cambi il tasso d’interesse con cui remunera i soldi depositati. Con un conto deposito vincolato, invece, il tasso offerto in fase di sottoscrizione rimane fisso per tutta la durata del vincolo. Dunque, se si sottoscrive un vincolato che offre l’1,5% lordo annuo per 12 mesi, il tasso sarà l’1,5% per tutti i 12 mesi. Se invece si apre un conto deposito libero che offre l’1,5%, non è detto ti verrà riconosciuto quel tasso per 12 mesi. La banca può infatti cambiare il tasso sul conto deposito libero in ogni momento – rispettando il preavviso di legge di 60 giorni.

I conti deposito vincolati, inoltre, di solito ti pagano un interesse più alto, ricompensando così il tempo in cui tu hai garantito di lasciar depositato il denaro. Ovviamente questa maggior tasso non è un “regalo” dovuto a una maggiore generosità. L’impossibilità di non poter disporre del denaro è infatti un costo, una sorta di sacrificio, e come tale va ricompensato.

Quale aprire? Te lo diciamo noi

Come abbiamo visto, le cose da tenere a mente, anche con un prodotto relativamente semplice come un conto deposito, sono molte. Ecco perché abbiamo deciso di metterti a disposizione due calcolatori (uno per i conti liberi e l'altro per quelli vincolati) nei quali, rispondendo a poche domande, è possibile sapere quali sono i conti deposito più convenienti per te. Il risultato tiene conto già di tutti gli aspetti più problematici che abbiamo visto in questo articolo; i guadagni che ti ritroverai, infatti, tangono conto di tutto: tasse, bollo ed eventuali costi aggiuntivi, così da sapere, con certezza e senza sorprese, quanto avrai effettivamente se scegli un conto deposito oppure un altro.

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