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Banche fallite: prorogato il termine per la presentazione delle domande al Fondo indennizzo risparmiatori

La Finanziaria 2020 ha prolungato il termine per la presentazione delle domande di rimborso dei risparmiatori truffati dalle banche fallite. C'è tempo quindi fino al 18 aprile 2020. Le richieste possono essere presentate online sul portale gestito da Consap. Per chi ha un reddito sotto i 35 mila euro o un patrimonio mobiliare sotto i 100 mila euro, invece, l'indennizzo sarà automatico.

14 gennaio 2020
banche affidabili

Da settembre 2019, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del ministero dell'Economia, i risparmiatori truffati dalle banche fallite hanno diritto a presentare le domande per richiedere il rimborso di quanto gli spetta. Per tutelare i risparmiatori in possesso di titoli azionari o obbligazionari subordinati di banche liquidate, infatti, è stato istituito il FIR, fondo di indennizzo risparmiatori: sono stati stanziati in totale 1,575 miliardi di euro, cioè 525 milioni di euro per ogni anno del triennio 2019-2021. Con il decreto attuativo del Mef pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso l'11 giugno sono state modificate e dettagliate le modalità di rimborso. Il 9 agosto è arrivato il terzo e ultimo decreto che ha fissato i termini per la presentazione delle domande al FIR e, con la pubblicazione del decreto del MEF in Gazzetta ufficiale, è iniziato l'invio delle domande, allegando la documentazione necessaria e utilizzando la piattaforma online gestita da Consap. Con la Finanziaria 2020 è stato fissato il termine ultimo per la presentazione delle domande: 18 aprile 2020.

Indennizzo automatico ma non per tutti 

Ricordiamo che è previsto un doppio binario nell’indennizzo: il rimborso automatico è riservato ai possessori di azioni e obbligazioni subordinate delle banche interessate che dimostrano, però, di avere avuto un reddito complessivo Irpef (al netto delle rendite da previdenza complementare) nel 2018 inferiore ai 35 mila euro o di avere un patrimonio mobiliare inferiore a 100 mila euro, elevabile a 200 mila se la Commissione Europea darà il suo assenso. Quest'ultima, infatti, sul risarcimento automatico a pioggia su tutti i risparmiatori truffati, aveva già espresso delle riserve, paventando l'ipotesi che si tratti di una sorta di aiuto di Stato, in violazione delle leggi sul bail-in.

Per tutti gli altri risparmiatori, invece, è previsto un rimborso semi-automatico, ovvero dovranno registrarsi sul portale online fondoindennizzorisparmiatori.consap.itpresentare una domanda a una Commissione tecnica di esperti creata ad hoc allegando tutte le prove di avere subito una vendita scorretta di titoli senza rispettare le norme del TUF (testo unico in materia finanziaria). A questo proposito ora la Finanziaria 2020 precisa che su richiesta dei risparmiatori, la Commissione tecnica acquisisce le eventuali decisioni, giudiziali ed extragiudiziali, utili all'esame delle domande.

Vuoi sapere se hai diritto al rimborso automatico? Abbiamo preparato per te un vademecum per scoprirlo in pochi e semplici passaggi.

 

E se hai bisogno di aiuto oppure hai scoperto di essere tra coloro che non saranno rimborsati automaticamente e vuoi sapere come accedere al Fondo Indennizo Risparmiatori, puoi chiamare la nostra consulenza giuridica al numero 02.6961550.

Quali sono le banche in liquidazione

Il Fondo eroga un indennizzo ai risparmiatori che hanno subito un pregiudizio da parte di banche o loro controllate poste in liquidazione coatta amministrativa nel periodo 17 novembre 2015 - 31 dicembre 2017. Si tratta di Banca Etruria, Banca delle Marche, Carichieti, Cariferrara, le banche venete, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e le loro controllate. Oltre a queste, nel periodo considerato sono andate in liquidazione coatta amministrativa altre banche di cui si è parlato in misura minore : Banca Padovana, BCC di Pelaco, Banca Popolare delle Province Calabre, BCC Banca Brutia e Credito cooperativo Interprovinciale Veneto.

Chi può accedere al FIR

Possono accedere al FIR i risparmiatori persone fisiche, piccoli imprenditori e microimprese in possesso di azioni o di obbligazioni subordinate delle banche alla data del provvedimento di liquidazione o i loro eredi legittimi.

Quanto spetta ai risparmiatori?

Per chi è in possesso di azioni l’indennizzo sarà pari al massimo al 30% del costo di acquisto delle azioni con un limite massimo di 100.000 euro per risparmiatore. Per gli obbligazionisti subordinati la percentuale sale al 95% del costo di acquisto entro il limite massimo di 100.000 euro per ciascun risparmiatore. L’indennizzo però sarà erogato al netto di altre somme ricevute dai risparmiatori per transazioni con le banche o per altre forme di ristoro, per le obbligazioni inoltre si tiene anche conto di quanto incassato come cedole in più rispetto alle cedole pagate dai Titoli di Stato di pari durata. Potranno, però, inserire nella base di calcolo gli oneri fiscali pagati nel corso del possesso dei titoli. Inoltre, nel caso di più acquisti nel corso del tempo, il costo di acquisto sarà definito in base al prezzo medio dei titoli. 

Integrazione per i rimborsi FITD

Chi ha già avuto un rimborso dal FITD (fondo interbancario tutela dei depositi) per le sue obbligazioni subordinate, che per le norme in vigore è stato pari al massimo all’80% del loro costo di acquisto, ha diritto ad un’integrazione del rimborso in modo da arrivare al 95% del costo di acquisto. Però non è un’integrazione automatica, deve fare richiesta. C’è tempo fino al 28 gennaio 2020.

Cosa fare: i prossimi passi

Sulla piattaforma Consap si deve autocertificare di rientrare nei parametri per ottenere il rimborso automatico. Dunque è importante che il consumatore verifichi benese rientra nei parametri per ottenre il rimborso automatico(un reddito Irpef inferiore a 35.000 euro o un patrimonio mobiliare entro i 100.000 euro). Leggi i nostri consigli sul vademecum.

Se i titoli sono stati donati dopo il 31 dicembre 2018 i nuovi titolari possono avere diritto all'indennizzo forfettario solo se l'iniziale possessore ha rispettato i limiti indicati prima. In caso contrario deve presentare tramite la piattaforma online gestita da Consap la domanda di rimborso allegando prove documentali che dimostrino che la vendita dei titoli è avvenuta senza rispettare le indicazioni di correttezza e trasparenza del TUF (testo unico in materia finanziaria). Nel decreto attuativo sono anche indicati casi in cui è palese questomancato rispetto delle regole del TUF: la mancanza del profilo Mifid, o un profilo Mifid non adeguato rispetto alla rischiosità delle azioni o ancora la vendita di azioni e obbligazioni per poter avere accesso a un mutuo o un finanziamento,sono considerati comportamenti non adeguati rispetto alle disposizioni.

Per poter usare la piattaforma occorre prima registrarsi. In seguito la richiesta sarà fatta seguendo le istruzioni online. Si dovranno caricare in formato pdf il codice fiscale e un documento di riconoscimento. Bisogna poi descrivere le caratteristiche dei titoli per i quali si chiede l'indennizzo. Si può allegare un'attestazione rilasciata dalla banca (qui il facsimile da usare) oppure allegare il dossier titoli da cui risulta il possesso dei titoli da indennizzare.

Per problemi sul portale FIR è possibile contattare l'assistenza al numero 02.49525830. Il servizio è attivo nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì, con orario continuato dalle ore 09:00 alle ore 17:00