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Novità sui buoni pasto: più facili da usare e con meno vincoli

30 agosto 2017
buoni pasto

30 agosto 2017

Dal 9 settembre se ne potranno usare fino a 8 tutti in una volta e li accetteranno anche tipologie di esercizi commerciali finora esclusi (come artigiani e agriturismo). Una vittoria per i lavoratori che li ricevono assieme alla busta paga, ottenuta anche grazie alle oltre 5000 firme della nostra petizione.

Tutte le novità

Dal 9 settembre di quest’anno entrano in vigore le nuove disposizioni in materia di buoni pasto introdotte dal decreto del Ministero dello sviluppo economico 122 del 2017. Le novità in parte vanno proprio nella direzione da noi auspicata con la petizione che avevamo lanciato un paio di anni fa. A fronte delle oltre 5.000 firme raccolte , chiedevamo che i ticket fossero cumulabili, che fossero accettati in più esercizi commerciali e che fosse introdotto un lettore unico, che permettesse di  superare i limiti di utilizzo imposti dal fatto che ogni circuito ha un proprio lettore. Se le prime due richieste sono state accolte, la mancata introduzione di un lettore unico rimane un grosso problema per consumatori e lavoratori. Ma vediamo nel dettaglio cosa cambia e come (e dove) si usano i buoni pasto. 

Via libera alla cumulabilità

Se è vero che molti esercizi commerciali, in questi anni, avevano avviato in autonomia iniziative volte a consentire ai clienti di utilizzare più buoni in una sola volta (ad esempio per fare la spesa), ora la legge stabilisce esplicitamente che i buoni sono cumulabili fino ad un massimo di 8. Un passo in avanti rispetto alla precedente formulazione in cui si diceva che non erano cumulabili. Forse sarebbe stato bene prevedere non solo un limite numerico ma anche un importo massimo per spesa perché altrimenti come ora accadrà sono penalizzati i lavoratori che hanno buoni di importo più basso.

Accettati in più posti

In secondo luogo viene aumentata la lista degli esercizi in cui è possibile usare i buoni pasto. Infatti oltre alla somministrazione di alimenti e bevande la legge ora parla anche esplicitamente di cessioni di prodotti alimentari pronti per il consumo e dunque anche prodotti alimentari acquistati al supermercato, da imprese artigiane (ad esempio un pasticciere), ed include anche la vendita di prodotti da parte di imprenditori agricoli e coltivatori diretti, agriturismo e ittiturismo, ma anche la vendita al dettaglio di prodotti alimentari da parte di aziende industriali (gli spacci aziendali).

Come si utilizzano

Il buono pasto o ticket è un titolo di pagamento dal valore predeterminato (stabilito dal datore di lavoro) che l'azienda consegna ai propri dipendenti come servizio sostitutivo della mensa. Può essere utilizzato sia durante la pausa pranzo, come effettivo pagamento del pasto, oppure come valuta di pagamento per l'acquisto di prodotti alimentari presso tutti gli esercizi convenzionati con le società che li emettono. Possono essere emessi sia sotto forma cartacea (il cosiddetto carnet) che, sotto forma di tessere elettroniche dotate di microchip, e vengono accettati da ristoranti, pizzerie, trattorie, bar, take away, fast food, gastronomie, supermercati e ipermercati convenzionati, e da ora in avanti anche dagli artigiani e dagli agriturismo. Attenzione alla data di scadenza riportata sul buono. Oltre quella data non saranno più accettati in pagamento nei negozi.

Posso fare la spesa con i buoni pasto?

Sì, lo puoi fare. Una delle notizie che si è diffusa negli ultimi mesi è che con i ticket elettronici non sarebbe stato più possibile pagare la spesa al supermercato o la cena in pizzeria. Non è vero: in realtà i buoni elettronici hanno gli stessi limiti di quelli cartacei. In questo senso la normativa non è cambiata come invece alcune notizie hanno fatto credere.

Cosa è davvero cambiato?

Il vero cambiamento riguarda la tassazione. Dal 1° luglio 2015, il valore esentasse dei ticket elettronici è passato da 5,29 euro a 7 euro. Per i buoni cartacei, invece, il tetto di esenzione è rimasto fissato a 5,29 euro. L'obiettivo è quello di avvicinare il valore dei ticket italiani alla media europea, ma anche di rendere più veloci e sicure le transazioni.

Di conseguenza, ai lavoratori che beneficiano dei ticket elettronici ogni mese entra in tasca qualche centesimo di euro in più. Ammesso che, ovviamente, li riescano ad utilizzare per i pagamenti. Al momento, infatti, l’accettazione dei buoni elettronici è davvero molto bassa. Ad esempio, pensando ai Ticket restaurant (tra i più diffusi), la card è accettata da poco più di 40.000 esercizi commerciali contro i 150.000 esercizi che accettano i buoni cartacei (appena il 27% degli esercizi convenzionati).

Se sei un lavoratore

Per i lavoratori il passaggio dal buono cartaceo alla card porta diversi vantaggi:

  • i buoni sono caricati sulla card senza dovere necessariamente passare al ritiro in azienda;
  • si riduce la possibilità di furto/smarrimento e di utilizzo da parte di malintenzionati, visto che ogni card prevede una specifica procedura per il furto/smarrimento con il blocco della stessa e l'emissione di una nuova carta con la valorizzazione dei buoni smarriti;
  • risparmio fiscale: come abbiamo già detto grazie alle nuove norme i lavoratori avranno qualche centesimo in più in busta paga.

Ci sono anche svantaggi legati alla bassa accettazione delle card al momento negli esercizi commerciali in Italia. Se guardiamo alla Ticket restaurant smart la diffusione è di appena il 27% degli esercizi convenzionati che accettano i buoni cartacei. E questo è un problema. Per il resto non cambia nulla: le regole di utilizzo sono identiche a quelle previste per i buoni cartacei.

Se sei un negoziante

Guardando agli esercizi commerciali ci sono vantaggi legati:

  • alla gestione più rapida della contabilizzazione, che avviene elettronicamente, e quindi alla possibilità di avere il pagamento dalla società emittente in minor tempo;
  • alla riduzione del rischio di furto/smarrimento dei buoni pasto.

Però ci sono per loro anche grossi svantaggi:

  • le commissioni di incasso, già altissime per i buoni cartacei, sono più alte;
  • dovrebbero avere dai 4 ai 6 lettori per garantire l’accettazione di tutte le possibili card.

A ognuno il suo Pos

Il problema principale è che non esiste un Pos unico. Il sistema dei buoni pasto elettronici, così come quello dei buoni pasto cartacei, è infatti frammentato con diversi operatori presenti sul mercato. Esistono diversi tipi di buoni pasto elettronici: Ticket restaurant smart e Ticket Restaurant Mobile di Edenred, Day TRonic di Day Ristoservice, Pellegrini card, Blu Ticket card, Pass Lunch Card e Lunch Tronic di Sodexo (che emette Pass Lunch, Lunch Time e Ristomat), Qui! Ticket card, E ticket di Gemeaz.

Ogni società emittente buoni ha il suo lettore POS. Per cui ogni esercizio commerciale, per poter garantire l’accettazione di tutti i buoni pasto elettronici, dovrebbe avere almeno 6 diversi lettori di card. Qui! Group, Sodexo e Day Ristoservice hanno annunciato a marzo di volere introdurre un Pos unico in grado di leggere le diverse loro carte (sono in attesa del parere delle Autorità competenti). Pellegrini ha deciso di usare per la sua card i lettori di carte di credito, ovviamente quelli di proprietà di operatori con cui ha stretto una convenzione (al momento Cartasì, Setefi, alcune BCC, consorzio Triveneto). Però alla fine sicuramente non c'è la possibilità di avere un POS unico per tutte le card.

Per ridurre gli svantaggi per esercenti e lavoratori, e rendere il passaggio al buono elettronico più semplice possibile, bisogna lavorare sulla riduzione delle commissione di sconto del buono pasto (pagare fino al 15% è inaccettabile) e sull’introduzione di un POS unico. 


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