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Fisco: ora si detraggono anche gli alimenti per chi ha problemi di salute

La legge di stabilità 2018 ha inserito tra le spese mediche detraibili anche alcuni alimenti speciali, utilizzati da chi ha specifiche esigenze nutrizionali. Detraibili anche le spese del 2017: una beffa perché in pochi hanno tenuto scontrini e acquistato questi prodotti con la tessera sanitaria. Ecco cosa si può detrarre e quanto si recupera.

01 dicembre 2017
detrazioni alimenti

Fisco: ora si detraggono anche gli alimenti per chi ha problemi di salute

Con l’entrata in vigore del decreto fiscale collegato alla legge di stabilità, diventano detraibili per gli anni 2017 e 2018 le spese sostenute per l’acquisto di alimenti a fini medici speciali per pazienti con particolari necessità alimentari. Sono esclusi gli integratori alimentari anche se prescritti dal medico e i prodotti per i lattanti. Tuttavia per il prossimo 730, ben pochi saranno in grado di detrarre gli acquisti fatti nel 2017: difficilmente si sono tenuti gli scontrini e se anche fosse, in farmacia ben pochi hanno fatto mettere sullo scontrino il codice sanitario.  

Cosa si detrae 

Stiamo parlando di un elenco di prodotti  alimentari prescritti dal medico per l’alimentazione completa o parziale di pazienti con capacità limitata, disturbata o alterata di assumere, digerire, assorbire, metabolizzare o eliminare alimenti comuni o determinate sostanze nutrienti in essi contenute o metaboliti, oppure con altre esigenze nutrizionali determinate da condizioni cliniche e la cui gestione dietetica non può essere effettuata esclusivamente con la modifica della normale dieta. Ad esempio rientrano in questa tipologia di alimenti:

  • soluzioni a base di glucosio e sali minerali indicati per ristabilire l'equilibrio elettrolitico in soggetti affetti da sintomi diarroici;
  • creme al cioccolato e altri gusti indicati per persone con problemi di deglutizione;
  • pasta aproteica e prodotti da forno (frollini, pane, grissini) per i soggetti con insufficienza renale o epatica, malattie metaboliche (fenilchetonuria, tirosinemia) e malattia di Parkinson (in terapia con Levodopa);
  • altri prodotti da forno indicati nell’alimentazione di persone affette da insufficienza renale cronica, fenilchetonuria e altre aminoacidopatie;
  • creme dolci a i vari gusti per il trattamento alla malnutrizione;
  • sostituti aproteici di carne e formaggi spalmabili per i regimi dietetici che richiedono un ridotto apporto di proteine e un controllo sugli aminoacidi;
  • soluzioni per la nutrizione enterale totale o integrativa anche domiciliare di persone con diabete mellito di tipo I o II;
  • drink liquidi a i vari gusti per pazienti malnutriti in seguito a patologia neoplastica e per pazienti con insufficienza respiratoria.

L’elenco completo dei prodotti viene aggiornato mensilmente dal Ministero della Salute. Sono espressamente esclusi dall’agevolazione i prodotti con queste caratteristiche ma acquistati per i lattanti, così come rimangono senza agevolazione gli integratori alimentari anche se prescritti da un medico.

Quanto si recupera

La spesa sostenuta per questo tipo di acquisto è detraibile insieme alle spese mediche già dalla prossima dichiarazione dei redditi.  In pratica si recupera il 19% della spesa sostenuta che, sommata a tutte le altre spese mediche, supera complessivamente i 129,11 euro annui

La documentazione necessaria per poter inserire la spesa nel 730 è quella tipica delle spese mediche, cioè lo scontrino parlante che riporti oltre all’indicazione del prodotto acquistato anche il codice fiscale del destinatario. Purtroppo, la misura è stata introdotta alla fine dell’anno, quindi per documentare le spese sostenute nel 2017 sarà possibile fare affidamento solo sugli scontrini inviati dalle farmacie direttamente all’Agenzia delle Entrate ai fini della dichiarazione precompilata on line. Tuttavia, se è già impensabile che chi ha fatto questi acquisti abbia conservato gli scontrini senza aver il fine di inserirli in dichiarazione, il vero problema è che sicuramente non ha consegnato il codice fiscale del destinatario al momento del pagamento. Al momento attendiamo che il Ministero faccia chiarezza affinché questa agevolazione non resti inapplicabile nella pratica.