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Iva sulla tassa rifiuti: la nostra class action

30 gennaio 2014

30 gennaio 2014

Come stabilito dalla Corte Costituzionale, l'Iva sulla Tia (la tassa rifiuti) non doveva essere applicata. Le nostre class action contro Ama Roma e Quadrifoglio Firenze sono concluse: ecco come è andata.

La Tia (Tariffa di igiene ambientale, in altre parole la tassa rifiuti) è un tributo, quindi non deve essere assoggettata ad Iva. A confermarlo sono anche due sentenze: una della Corte Costituzionale del 2009, l'altra della Cassazione nel 2012. Abbiamo consegnato al Governo le 35.000 adesioni alla petizione da noi lanciata per chiedere che fosse approvata una norma che sospendesse una volta per tutte l'applicazione dell'Iva sulla Tia, e che si mettessero i consumatori in condizione di poter ottenere automaticamente il rimborso di quanto illecitamente incassato dallo Stato nel corso degli ultimi anni. La risposta che abbiamo ricevuto è che lo Stato non rimborserà nulla. Abbiamo così deciso di avviare un’operazione molto impegnativa: otto class action su tutto il territorio nazionale contro diverse società municipalizzate che gestiscono la Tia; 67 diffide, delle quali 56 dirette alle principali municipalizzate e 11 dirette ai Comuni che gestiscono direttamente la Tia. Le prime class action contro Ama Roma e Quadrifoglio Firenze sono state notificate. A marzo 2014 il Tribunale di Firenze ha dichiarato inammissibile la class action contro Quadrifoglio. Alla fine del mese di ottobre 2014, invece, il Tribunale di Roma ha dichiarato inammissibile la class action presentata nei confronti di Ama Roma.


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