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Evidenziatori: alla prova nove prodotti, sei bocciati

Abbiamo portato in laboratorio nove evidenziatori per capire se contengono sostanze chimiche critiche per i bambini: sei bocciati. Vediamo quali e perché.

  • di
  • Manuela Cervilli
28 dicembre 2020
  • di
  • Manuela Cervilli
evidenziatori

Abbiamo sottoposto al test nove evidenziatori, nei colori giallo, verde e rosa, con la classica punta a scalpello, selezionando la tipologia più diffusa per le principali marche.Tutti sono stati analizzati in un laboratorio specializzato per cercare l’eventuale presenza e la concentrazione di un centinaio di sostanze chimiche: coloranti azoici,  solventi e metalli nell’inchiostro e idrocarburi policiclici aromatici nella scocca. Siamo andati anche alla ricerca di una famiglia di conservanti (tiazolinoni), che è sotto osservazione da alcuni anni perché causa frequente di allergie e sensibilizzazione (oltre che avere un pessimo impatto ambientale): due di questi (MIT e CIT) sono limitati sia nei giocattoli sia nei cosmetici: in questi ultimi sono addirittura vietati nei prodotti, come le creme, che non si risciacquano. Un altro conservante della stessa famiglia è totalmente vietato nei giocattoli: si chiama benzisotiazolinone (BIT). In ultimo, abbiamo cercato un altro conservante (OIT), non regolamentato dalla normativa giocattoli, per il quale abbiamo scelto di applicare i limiti previsti per le sostanze simili. Gli evidenziatori che abbiamo bocciato non sono fuori legge, perché non violano i limiti previsti dalla normativa generale che devono rispettare. Ma riteniamo per precauzione che non dovrebbero essere utilizzati né dai bambini né dai ragazzini. Ecco perché da molto tempo crediamo e chiediamo che la cancelleria - con tutti i suoi articoli - sia assimilata ai giocattoli e che utilizzi, come riferimento di legge, la normativa già esistente e valida per questi prodotti.

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Evidenziatori bocciati: ecco perché

Gli evidenziatori, così come altri articoli di cancelleria per esempio le matite grafite e le penne, devono rispettare la direttiva relativa alla sicurezza generale dei prodotti e il regolamento europeo che registra, valuta e autorizza le sostanze chimiche (REACH): non hanno una regolamentazione specifica di riferimento. Altri articoli di cancelleria, invece, come i pennarelli e le matite colorate, essendo destinati principalmente ai bambini (legalmente considerati tali fino ai 14 anni), vengono assimilati per legge ai giocattoli: devono riportare il marchio CE e sottostare ai limiti di sicurezza previsti dalla direttiva sui giocattoli, in particolare per quanto riguarda la presenza e la concentrazione di sostanze chimiche considerate pericolose. Per noi, è chiaro che anche gli evidenziatori sono, come dice la legge, “prodotti progettati o destinati, in modo esclusivo o meno, a essere utilizzati per fini di gioco da bambini di età inferiore a 14 anni”. Per il nostro test, quindi, abbiamo deciso di testare gli evidenziatori secondo la normativa sui giocattoli, anche se per legge oggi non sono tenuti a sottostarvi.

Se vuoi leggere l'articolo completo e scoprire tutti i retroscena e i risultati del nostro test, puoi scaricare l'articolo in formato pdf pubblicato sul numero di gennaio di Altroconsumo Inchieste.