News

Intervista a Giorgio Assumma Presidente della Siae

23 aprile 2009

23 aprile 2009

Intervista a Giorgio Assumma Presidente della Siae.
Quanti sono gli associati alla Siae? I dati rilevati al 31 dicembre 2008 sono i seguenti: Totale 83.517 (+ 6.202 = 8,02% rispetto all'anno precedente), di cui 81.082 Autori e 2.435 tra Editori, Concessionari, Cessionari e Produttori.

Quanti sono gli associati alla Siae?
I dati rilevati al 31 dicembre 2008 sono i seguenti:
Totale 83.517 (+ 6.202 = 8,02% rispetto all'anno precedente), di cui 81.082 Autori e 2.435 tra Editori, Concessionari, Cessionari e Produttori.

Quanto alle Sezioni di appartenenza degli Autori, i numeri sono i seguenti:
Musica 73.456; Dor (opere teatrali e radiotelevisive) 10.087; Cinema 2.042; Olaf (opere letterarie e arti visive) 1.688; Lirica 972, per un totale di 88.245 (questo totale è maggiore degli 83.157 detti prima, perché ci sono Autori iscritti a più sezioni).

Per ciò che riguarda invece le Sezioni di appartenenza di Editori, Concessionari, Cessionari e Produttori, ecco i numeri: Musica 2.341; Dor 180; Lirica 66; Olaf 35 e Cinema 20, per un totale di 2.642 (per lo stesso motivo sopra ricordato, questo totale è maggiore dei 2.435 detti sopra).

Qual è la percentuale dei soci che ogni anno incassano meno del costo della quota associativa?
Il dato dei proventi relativi alla sezione musica (la più significativa tra le cinque sezioni) oscilla di anno in anno ed anche di semestre in semestre: possiamo dire che la percentuale va dal 50 al 60%, come avviene anche nelle altre Società d'autori di tutto il mondo.

Perché la distribuzione dei diritti agli autori per le pubbliche esecuzioni e per le esecuzioni nelle sale da ballo viene stabilita soprattutto in base ai risultati delle ispezioni e in minima parte su una campione di "programmi musicali" compilati dai gestori dei locali?
  • Se il trattenimento è con musica eseguita dal vivo gli incassi vengono integralmente ripartiti in base ai programmi musicali.
  • Se il trattenimento avviene con musica registrata, gli incassi vengono ripartiti sulla base di un campione costituito:
    1. da rilevazioni effettuate da incaricati Siae (per un totale annuo minimo di 10.000 ore; per cautela viene tuttavia sempre utilizzato circa un 20% di ore rilevate oltre il tetto minimo);
    2. dai dati rilevati da 1/5 dei programmi musicali redatti a cura dei responsabili delle esecuzioni. Tale misura corrisponde a circa 80.000 programmi per un totale di circa 2.750.000 utilizzazioni.

In altre parole l'universo campionario è assolutamente rappresentativo del fenomeno delle esecuzioni in questione. Inoltre il sistema delle ispezioni e del relativo campionamento è di gran lunga quello attuato dalla maggioranza delle Società d'autori nel mondo.

A cosa serve che il locale compili il programma se poi non se ne tiene quasi conto?
I responsabili delle esecuzioni (e non i proprietari dei locali: quindi i dj e non gli organizzatori) sono tenuti comunque a compilare i programmi in quanto:

  • 1/5 dei programmi che rientrano nelle esecuzioni sono estratti secondo criteri di assoluta casualità (quindi potenzialmente il programma potrebbe rientrare nel campione);
  • la Siae ha comunque un compito di vigilanza e controllo sulla veridicità dei brani eseguiti rispetto a quelli dichiarati nei programmi musicali, veridicità che può essere constatata anche in presenza di trattenimenti il cui programma non rientri nel campione.

Se io sono un autore che non ha un contratto discografico perché mi conviene iscrivermi alla Siae? Che tutela mi dà la Siae in più rispetto a quella già prevista dalla legge sul diritto d'autore?
Un autore ha interesse ad aderire alla Siae, indipendentemente dalla circostanza che abbia o meno firmato un contratto discografico, affinché gli utilizzi dei brani da lui creati (anche quelli non discografici, incluse le esecuzioni dal vivo), siano autorizzati e remunerati. Senza lo sforzo organizzativo di una Società di autori sarebbe pressoché impossibile rilevare tutti i diversi tipi di utilizzo, assicurando una tutela economica agli aventi diritto. Inoltre una società di gestione collettiva consente a tutti gli autori un trattamento economico paritario.

In forza della rete di rapporti di rappresentanza con le Società di autori di tutto il mondo è inoltre possibile estendere l'azione di tutela al di fuori dell'Italia.

Quindi la SIAE, proprio perché rappresenta la quasi totalità del repertorio musicale mondiale, possiede una notevole capacità contrattuale nei confronti di tutti quegli utilizzatori (emittenza, telecomunicazioni ecc.) che usano le opere tutelate, con conseguente vantaggio per i propri associati. Allo stesso tempo, la Siae si propone agli utenti come sportello unico per i diritti, facilitando chi li richiede e rendendo più semplice l'utilizzo delle opere, eliminando così gli inconvenienti di ricerca e reperimento di migliaia e migliaia di titolari dei diritti.

Per esempio in caso di sospetto plagio intervenite? E come?
Il plagio costituisce un illecito sia civile che penale, quindi l'accertamento della sua effettiva sussistenza non può che competere alla Autorità Giudiziaria.

La Siae, qualora abbia la notizia che un determinato brano è oggetto di una causa per plagio, ha facoltà di sospendere la corresponsione dei proventi derivanti dal brano in questione, fino all'accertamento della effettiva titolarità dei diritti.

Peraltro la Siae attua un servizio molto utile nell'ipotesi di plagio: il deposito di opere inedite, che permette a un autore di precostituire una prova certa di paternità della propria opera.

Oggi gli utenti hanno la facoltà di farsi una copia privata delle opere. A quanto ammonta complessivamente l'entità dei diritti che dovrebbero essere distribuiti agli autori per il complesso delle copie private fatte?
Sulla base di quali dati viene calcolata questa cifra?

La legge affida alla Siae il compito di riscuotere presso i fabbricanti o importatori di apparecchi di registrazione e supporti il compenso per copia privata. Tale compenso per legge spetta agli autori e loro aventi causa, ai produttori e agli artisti interpreti ed esecutori.

In particolare agli autori e loro aventi causa spetta il 50% degli incassi per copia privata audio ed il 30% degli incassi per copia privata video.
Il dato complessivo (che include tutte le categorie dei beneficiari individuati dalla legge) per l'anno 2007 è pari a 70.985.484,00 euro.
Bisogna ricordare che la copia privata offre il vantaggio di riprodurre un'opera a prezzi modici rispetto al costo degli originali. La copia privata c'è in tutta Europa, con la vistosa eccezione della Gran Bretagna, in cui, per esempio, la riproduzione d'un film o d'una raccolta di canzoni a scopo privato non è permessa ed è considerata passibile di sanzioni penali.

Sulla base di quali dati viene redistribuito ciò che la Siae incassa per la copia privata?
Per la Musica il compenso di copia privata audio viene distribuito agli aventi diritto secondo parametri proporzionali, che si riferiscono sia agli incassi realizzati nel corrispondente periodo per la vendita di supporti audio, emissioni radiofoniche, utilizzazioni su internet e telefonia, sia agli incassi generali.

Il compenso per copia privata video viene distribuito agli aventi diritto secondo parametri proporzionali che si riferiscono agli incassi realizzati nel corrispondente periodo per la vendita di supporti video, emittenza televisiva e agli incassi generali.

E il danno della pirateria a quanto ammonta?
La pirateria è di per sé un fenomeno incalcolabile. Si può dire quanti sono i supporti sequestrati e i dati più attendibili sono quelli forniti dal Ministero dell'Interno che riunisce le operazioni di tutte le Forze di Polizia, con le quali la SIAE collabora attivamente con i suoi Servizi di Antipirateria. Nel 2007 sono stati sequestrati oltre un milione e mezzo di cd musicali e oltre due milioni di dvd, denunciate 9.838 persone e arrestate 1.130. Contrariamente a quanto si pensa, la pirateria dei supporti non è stata totalmente eliminata dallo scaricamento illegale, ogni giorno vengono fatti dei sequestri, non ultimo quello delle compilation del Festival di Sanremo, avvenuto in una operazione che ha coinvolto la GdF di Napoli e quella di Roma Fiumicino, per la quale è stato determinante l'apporto dei nostri ispettori antipirateria. Per quanto riguarda i danni, la Siae concorda con quelli forniti dal professor Masi (5 miliardi di euro) comprensivi di tutti prodotti contraffatti, inclusi quelli della moda ecc.

Attualmente l'apposizione del bollino sui libri copre circa il 20% del mercato. E per i prodotti multimediali (cd, cd-rom, dvd) quale è la percentuale?
Il contrassegno librario, previsto dagli artt. 123 e ss. della legge sul diritto d'autore, è frutto della libera negoziazione tra i due protagonisti del contratto di edizione, l'autore e l'editore, e la Siae lo applica su specifica richiesta di uno dei due.

L'apposizione del bollino sui prodotti fonovideografici e multimediali è invece obbligatoria in base al combinato disposto dell'art. 181bis della medesima legge e del regolamento di esecuzione. Dall'operatività del regolamento dipende l'efficacia dell'obbligo.

Le percentuali sfiorano il 100% dei prodotti legittimi, nonostante la confusione indotta dalla sentenza Schwibbert.

Comunque, una delle funzioni del bollino è proprio la tutela del consumatore; infatti, la presenza del regolare bollino dà la certezza che si sta acquistando un prodotto lecito.

Nelle pubbliche esecuzioni (trattenimenti privati) il pagamento delle cifre che troviamo nei tabellari da voi pubblicati è dovuto anche nel caso in cui si eseguano solo brani che non fanno parte del repertorio Siae?
Il compenso è dovuto per l'utilizzo di repertorio tutelato, che comprende quello conferito alla Siae dai suoi aderenti e quello assegnatole attraverso i contratti di rappresentanza stipulati con le altre Società d'autore del mondo.

Qual è il ruolo della Siae in un sistema di creazione, comunicazione, diffusione e riproduzione digitale delle opere artistiche?
Il ruolo della Siae, analogamente a quello di tutte le Società d'autori nel mondo, nel settore della diffusione digitale delle opere dell'ingegno, come in ogni altro settore di utilizzazione, è quello di assicurare agli Autori la tutela dei diritti loro riconosciuti dalla legge. Va ricordato che il diritto d'autore non è una tassa ma un compenso per il lavoro svolto. Se si tiene conto di questo elemento, i ragionamenti sul "costo" del diritto d'autore verrebbero temperati. Spesso si vuole negare il giusto compenso all'autore, ma non si fa la stessa cosa nei confronti di altri lavoratori.

Perché non si può aprire in Italia come in altri Paesi alla concorrenza anche nel campo dell'intermediazione dei diritti d'autore?
In primo luogo occorre chiarire che, ad eccezione di alcune realtà, tra cui il Brasile o gli Stati Uniti, le Società di autori nel mondo agiscono in ambito nazionale in regime di monopolio di fatto se non di diritto. Ad esempio in Francia per tutelare la musica c'è la sola Sacem, in Spagna la Sgae, in Germania la Gema e così via. E una ragione specifica c'è: se così non fosse, se ci fossero "n" Società gli utenti avrebbero molta difficoltà a fare "n" contratti: per esempio una discoteca dovrebbe fare 10, 20 contratti a tariffe diverse con altrettante Società e quindi affrontare 20 contabilità diverse con tutto quello che ne consegue. Lo stesso dovrebbe fare un'emittente.

E comunque la concorrenza c'è già: ogni autore può scegliere la Società alla quale conferire mandato, non necessariamente quella del proprio Paese, sulla base di considerazioni che attengono alla efficienza operativa, al livello di capillarità della struttura ecc.

La ragione della gestione collettiva ed unitaria consiste nel fatto che una società che opera per conto di tutti gli aventi diritto può garantire nei rapporti con gli utilizzatori un trattamento economico paritario, sia per i repertori di grande successo che per quelli di nicchia o locali, che verrebbero fortemente penalizzati da un diverso tipo di organizzazione a vantaggio dei repertori multinazionali.

Cosa ne pensa delle licenze Creative Commons?
Le licenze Creative Commons sono un fenomeno per la Siae sicuramente molto interessante, sulle quali la Società si sta confrontando concretamente, con significative aperture rispetto ad altre Società d'autori. Ho incontrato e dialogato a lungo con il CEO dei Creative Commons, Joichi Ito e ho fortemente voluto che nascesse un Gruppo di lavoro misto SIAE-Creative Commons che tiene proprio in Siae incontri periodici. Il problema è complesso perché le licenze Creative Commons sono assai differenziate tra loro e offrono una tutela molto flessibile. Per esempio, un'opera andrebbe tutelata dalla Siae solo in caso di sfruttamento commerciale e in altri casi no. Ma definire uno sfruttamento commerciale (diretto o indiretto) è molto difficile e sarebbe molto problematico che fosse la sola Siae a stabilirlo nei confronti degli utenti.

Intanto vorrei ricordare che i nostri associati sono liberi di non affidare alla Siae la tutela delle proprie opere per la diffusione on line. Chi vuole può tutelarsele da solo, pur restando iscritto.


Stampa Invia