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Vendita e acquisto della casa: tasse e agevolazioni

31 luglio 2020
tasse per acquisto e vendita della casa

Scopri tutto ciò che devi sapere sulle tasse per l'acquisto di una casa, o per la vendita di un immobile e come richiedere agevolazioni.

Comprare casa, tasse e agevolazioni

Quando si compra casa le spese sono tantissime, ma facendo un po’ di attenzione è possibile ottenere notevoli riduzioni d'imposta, innanzitutto sfruttando il cosiddetto "beneficio prima casa". Facciamo chiarezza su quali sono le imposte da pagare nel caso in cui decidi di comprare o vendere casa e quali agevolazioni potresti ottenere.

Le tasse da versare per l'acquisto della casa

Quando si compra una casa le imposte da versare cambiano se, chi ci vende l'immobile, è un'impresa costruttrice o un privato. Le imposte da versare, a seconda dei casi sono l'Iva, l'imposta di registro, l'imposta ipotecaria e quella catastale, l'imposta di bollo e la tassa ipotecaria.

Calcolo dell'imposta di registro

Generalmente l’acquisto della casa è esente da Iva, ma soggetta all’imposta di registro al 9%, all’imposta ipotecaria e alla catastale, fisse entrambe a 50 euro l’una.

Al posto dell'imposta di registro si applica l'Iva se:

  • l'impresa costruttrice o che ha effettuato i lavori di ripristino dell'immobile sta vendendo entro cinque anni dal termine della costruzione o dell'intervento di recupero. Se è trascorso più tempo il venditore può chiedere di assoggettare a Iva la vendita inserendo questa scelta nell'atto notarile o nel preliminare d’acquisto;
  • si tratta di vendita di fabbricati abitativi destinati ad alloggi sociali e il venditore vuole applicare l'Iva, annotando la scelta nell'atto notarile o nel preliminare.

Ecco a quanto ammontano le imposte da versare:

Venditore

Iva

Imposta di
registro

Imposta
ipotecaria

Imposta
catastale

Privato o Impresa per vendite
esenti da Iva

-

9%

50 euro

50 euro

Impresa per vendite
soggette a Iva

10% (se l'immobile

è di lusso 22%)

200 euro

200 euro

200 euro

 

Calcolo delle imposte

A seconda dell'imposta che viene applicata, il metodo per calcolarla è differente. Se paghi l'Iva, devi applicare l'imposta al prezzo d'acquisto, se invece paghi l'imposta di registro, devi applicare l'imposta al valore catastale.

Inoltre, per vendite soggette a imposta di registro, l'importo minimo da versare è comunque di 1.000 euro. Fortunatamente però non sono dovute l'imposta di bollo, i tributi speciali catastali e le tasse ipotecarie. Viceversa, in caso di vendite soggette a Iva, salvo situazioni particolari, si devono versare anche l'imposta di bollo di 230 euro e la tassa ipotecaria di 90 euro.

Calcolo del valore catastale

Il valore catastale su cui applicare l’imposta di registro viene determinato moltiplicando la rendita catastale (rivalutata del 5%) per i seguenti coefficienti:

  • 120 per i fabbricati (non prima casa) appartenenti ai gruppi catastali A e C (escluse le categorie A/10 e C/1);
  • 110 per la prima casa e le relative pertinenze;

Il valore catastale per il calcolo dell'imposta di registro viene utilizzato anche per l'acquisto di pertinenze (come box, cantine, posti auto...) a patto che nel rogito venga specificato il "vincolo pertinenziale" all'abitazione, cioè deve essere ragionevolmente vicino per essere di servizio alla stessa e che siano dotate di una rendita catastale autonoma. Ma quando è considerato pertinenziale e quando non lo è? Se, ad esempio, compri la casa in un condominio e il box in quello vicino, può essere considerato pertinenziale. Se invece il box si trova particolarmente distante o addirittura in un altro Comune, rimane esclusa la pertinenzialità.

Per poter applicare l’imposta sul valore catastale, con il così detto sistema del “prezzo-valore” che è notevolmente più basso di quello d’acquisto, nel rogito deve essere indicato l'effettivo importo pattuito per la cessione. Deve inoltre trattarsi di immobili ad uso abitativo e delle relative pertinenze, effettuate nei confronti di persone fisiche che non agiscono nell'esercizio di attività commerciali, artistiche o professionali. L'occultamento, anche parziale, del corrispettivo o la dichiarazione nell'atto di compravendita di un importo inferiore a quello pattuito, determina la perdita del beneficio. Di conseguenza, dovrai versare le imposte di registro, ipotecaria e catastale sul prezzo d'acquisto, oltre a una sanzione che va dal 50% al 100% della maggior imposta dovuta.

Esempi di calcolo delle imposte

Per capire concretamente come calcolare le imposte, ecco alcuni esempi pratici. Anna e Marco comprano un immobile non di lusso con rendita catastale di 1.000 euro al prezzo di 250.000 euro.

  • Acquisto da privato:
    per calcolare il valore catastale dell'immobile, occorre rivalutare la rendita catastale del 5% e moltiplicare per 120: 1.000 x 1,05 x 120 = 126.000. Poi calcoliamo l'imposta di registro sul valore catastale (9%) e aggiungiamo le imposte ipotecaria e catastale di complessivi 100 euro (50 euro ciascuna): (126.000 x 9%) + 100 = 11.440 euro.
  • Acquisto da impresa con Iva:
    calcoliamo l'Iva sul prezzo di acquisto (10%), oltre alle imposte di registro, ipotecaria e catastale, imposta di bollo e tassa ipotecaria: (250.000 x 10%) + 600 + 230 + 90 = 25.920 euro.
  • Acquisto prima casa da privato:
    per calcolare il valore catastale dell'immobile, occorre rivalutare la rendita catastale del 5% e moltiplicare per 110: 1.000 x 1,05 x 110 = 115.500. Poi calcoliamo l'imposta di registro sul valore catastale (2%) e aggiungiamo le imposte ipotecaria e catastale di complessivi 100 euro (50 euro ciascuna): (115.500 x 2%) + 100 = 2.410 euro.
  • Acquisto prima casa da impresa con Iva:
    calcoliamo l'Iva sul prezzo d'acquisto (4%), oltre alle imposte di registro, ipotecaria e catastale, imposta di bollo e tassa ipotecaria: (250.000 x 4%) + 600 + 230 + 90 = 10.920 euro.

Agevolazioni "prima casa": cosa sono 

Le agevolazioni "prima casa" permettono di versare imposte ridotte, sia che si tratti di acquisti soggetti a Iva sia a imposta di registro. Nel prossimo paragrafo ti spieghiamo come calcolare le imposte con esempi pratici.

Ecco a quanto ammontano le imposte sull'acquisto di una prima casa:

Venditore

Iva

Imposta di Registro

Imposta Ipotecaria

Imposta catastale

Privato o Impresa
per vendite esenti da Iva

-

2%

50 euro

50 euro

Impresa per vendite
soggette a Iva

4%

200 euro

200 euro

200 euro

A chi spettano le agevolazioni per la prima casa

Per poter usufruire dei benefici prima casa devono ricorrere contemporaneamente tutte le seguenti condizioni:

  • l'abitazione non deve essere di lusso, cioè non deve essere accatastata come A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (abitazione in ville) o A9 (castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici);
  • l'immobile deve essere ubicato nel Comune in cui l'acquirente ha o stabilisce, entro 18 mesi dall'acquisto, la propria residenza. La dichiarazione di voler stabilire la residenza nel Comune dove è situato l'immobile acquistato deve essere dichiarata, a pena di decadenza, dall'acquirente nell'atto dell'acquisto. Oppure nel Comune in cui l'acquirente svolge la propria attività (comprese quelle svolte senza remunerazione, le attività di studio, di volontariato o sportive). Nel caso in cui ti sia trasferito all'estero per ragioni di lavoro, l'immobile deve trovarsi nel Comune in cui ha sede o esercita l'attività il tuo datore di lavoro; se invece sei iscritto all'AIRE come emigrato all'estero puoi comprare la prima casa in tutto il territorio italiano senza vincoli. Allo stesso modo, al personale delle Forze armate e delle Forze di polizia non è richiesta la condizione della residenza nel Comune di ubicazione dell'immobile.
  • Non devi essere titolare, esclusivo o in comunione col coniuge, di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione, su altra casa nel territorio del Comune dove si trova l'immobile oggetto dell'acquisto agevolato;
  • Non devi essere titolare, neppure per quote o in comunione legale, su tutto il territorio nazionale, di diritti di proprietà, uso, usufrutto, abitazione o nuda proprietà, su altro immobile acquistato, anche dal coniuge, usufruendo delle agevolazioni per l'acquisto della prima casa. Dal 2016 il requisito risulta soddisfatto anche se vendi questo immobile entro un anno dal rogito d'acquisto della nuova casa su cui vuoi usare i benefici. In pratica, con la formulazione di questo ultimo requisito, una famiglia che ha già una prima casa e che decide di venderla per esigenze ad esempio di spazio o in caso di trasferimento, può comprare pagando meno tasse, senza l'angoscia di dover prima vendere. Questo, ovviamente, non aiuta in caso di disponibilità economica all'acquisto, dipendente dalla vendita. Ricorda che in ogni caso non devi possedere un altro immobile abitativo nel Comune in cui vuoi acquistare la prima casa, nemmeno se ti assumi l’impegno di venderlo entro un anno.
  • Per ottenere le agevolazioni prima casa questi requisiti devono essere dichiarati nell'atto di acquisto. In particolare per l'ultimo punto, si deve dichiarare espressamente l'impegno a vendere l'immobile entro un anno dall'acquisto. Questo vale anche in caso di acquisto del secondo immobile a titolo gratuito tramite successione o donazione.

L'agevolazione prima casa spetta anche per le pertinenze dell'abitazione, anche se acquistate con un atto separato, ma successivo a quello dell'immobile che servono. Le agevolazioni spettano per le pertinenze classificate nelle categorie catastali C/2 (magazzini e locali di deposito), C/6 (per esempio, box e autorimesse) e C/7 (tettoie chiuse o aperte), limitatamente a una pertinenza per ciascuna categoria. Quindi se compri due box pertinenziali accatastati come C6 su uno dei due non puoi utilizzare le imposte ridotte.

Quando si perdono le agevolazioni "prima casa"?

Le agevolazioni ottenute quando si acquista un'abitazione usufruendo dei benefici prima casa possono essere perse, con la conseguenza che si dovranno versare le imposte "risparmiate", gli interessi e una sanzione del 30% dell'imposta stessa. Puoi perdere i benefici se:

  • dichiari falsamente di possedere i requisiti;
  • non trasferisci la residenza nel Comune entro 18 mesi dall'acquisto. Ricorda che se non sono ancora trascorsi i 18 mesi per il trasferimento della residenza, e sai che non puoi rispettare l'impegno assunto nel rogito, puoi revocare la dichiarazione presentando un'istanza all'ufficio presso il quale l'atto è stato registrato, chiedendo il ricalcolo dell'imposta. In questo modo eviterai di pagare la sanzione del 30% e pagherai invece solo gli interessi e la maggior imposta. Se invece sono scaduti i 18 mesi (senza che siano arrivati atti di accertamento in merito) puoi fare comunque istanza all'Agenzia delle Entrate: così pagherai con "ravvedimento operoso", cioè oltre a interessi e maggior imposta la sanzione ti verrà ridotta a seconda dei termini entro cui stai correggendo la tua situazione;
  • vendi o doni l'abitazione entro cinque anni dalla data di acquisto, a meno che, entro un anno, non riacquisti un altro immobile (anche a titolo gratuito), da adibire ad abitazione principale. A ridosso del termine di scadenza dell'anno se ti accorgi di non poter effettuare il nuovo acquisto, puoi sanare la situazione nel modo appena visto per il trasferimento della residenza. Ricorda che per abitazione principale si intende l’immobile in cui tu o la tua famiglia hanno la residenza, quindi non occorre rispettare tutte le condizioni necessarie affinché l’immobile sia anche prima casa.

Il credito d’imposta per il riacquisto della prima casa

Chi compra la prima casa, la vende e, prima che sia passato un anno, ne riacquista un'altra, (non a titolo gratuito) avente i requisiti prima casa ha diritto a un credito pari all'imposta di registro o all'Iva pagata per il primo acquisto agevolato.

Il credito non può essere superiore all'imposta dovuta per il secondo acquisto e può essere utilizzato per pagare proprio la nuova imposta di registro, per diminuire l'Irpef nella prima dichiarazione successiva al nuovo acquisto, per diminuire le imposte di registro, ipotecaria e catastale dovute su denunce o atti successivi all'acquisizione del credito e per compensare altri tributi da pagare con l'F24 come le ritenute d'acconto o i contributi previdenziali. Se però non usi tutto il credito per pagare la nuova imposta di registro, il residuo lo devi usare solo in diminuzione dell'Irpef sulla prima dichiarazione dei redditi utile. 
Ricorda che se sul secondo acquisto versi l'Iva, non puoi utilizzare il credito d'imposta in sede di rogito notarile, ma dovrai per forza optare per uno degli utilizzi appena visti.
Per usufruire del beneficio al momento del secondo acquisto, occorre indicare gli estremi dell'atto di acquisto della casa su cui si erano ottenute le agevolazioni dell'atto di vendita, l'ammontare dell'imposta e, se si è versata l'Iva, occorre allegare le relative fatture.

Il credito d'imposta spetta anche se non si è ancora venduto il primo immobile, a patto che lo si venda entro un anno dal nuovo acquisto.

L’acquisto di immobili ristrutturati

Se acquisti un immobile ristrutturato, puoi ottenere una detrazione del 50% calcolato sul 25% del prezzo di vendita o assegnazione dell’immobile, risultante dall’atto di acquisto o di assegnazione. L’importo massimo detraibile rimane in ogni caso di 96.000 euro. A partire dal 1° gennaio 2021 la detrazione diventa del 36% sul 25% del prezzo, per una spesa massima detraibile di 48.000 euro.

Quali spese

L’agevolazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio spetta anche nel caso di interventi di restauro e risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che provvedono successivamente alla vendita delle unità immobiliari.

La detrazione spetta a condizione che la vendita o l’assegnazione dell’immobile sia effettuata entro 18 mesi dalla data del termine dei lavori. Per questo tipo di detrazione non è necessario pagare con bonifico bancario.

La detrazione è riconosciuta agli acquirenti in relazione alla quota di proprietà dell’immobile entro un massimo complessivo di 96.000 euro. L’agevolazione è relativa all’acquisto dell’immobile residenziale e non alla sola pertinenza: tuttavia, nel caso di atto unico di acquisto relativo ad appartamento e pertinenza, si potrà beneficiare della detrazione sul costo complessivo entro il limite di 96.000 euro. Nel caso in cui con lo stesso atto vengano acquistate due unità immobiliari di tipo residenziale, il limite massimo di spesa va riferito a ogni singolo immobile.

È possibile beneficiare della detrazione anche per gli importi versati in acconto, a condizione che venga stipulato un preliminare di vendita registrato presso l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente. Se gli acconti sono pagati in un anno diverso da quello in cui viene stipulato il rogito, si può far valere la detrazione degli importi versati in acconto o per il periodo di imposta in cui sono stati pagati o per il periodo di imposta in cui ha stipulato il rogito.

Hanno diritto alla detrazione anche il nudo proprietario e il titolare di un diritto reali di godimento sull’immobile (uso, usufrutto, abitazione).

Acquisto o costruzione di box pertinenziali

L’agevolazione è riconosciuta per interventi di realizzazione o per l’acquisto (per le sole spese imputabili alla realizzazione come documentate dal venditore) di parcheggi, autorimesse, posti auto o box.

È una detrazione, quindi recuperi il 50% del costo di realizzazione o di acquisto di box o posti auto già realizzati. L’importo massimo detraibile rimane in ogni caso di 96.000 euro. A partire dal 1° gennaio 2021 la detrazione diventa del 36%, per una spesa massima detraibile di 48.000 euro. 

La condizione imprescindibile per la detraibilità è che esista un vincolo pertinenziale con un immobile a uso abitativo, cioè il box o il posto auto siano a suo servizio.  In caso di costruzione, l’esistenza del vincolo pertinenziale deve risultare dalla concessione edilizia.  Per fruire della detrazione, il pagamento deve avvenire mediante bonifico, anche in caso di versamenti in acconto.

Acquistando contemporaneamente casa e box, da una cooperativa o da una immobiliare, con unico atto notarile indicante il vincolo di pertinenza del box con la casa, può essere operata la detrazione relativamente alle spese di realizzazione del box pertinenziale, il cui ammontare deve essere specificamente documentato.

In presenza dei requisiti richiesti, la detrazione spetta anche al coniuge convivente con il futuro proprietario del box. È ammissibile la fruizione della detrazione da parte del coniuge convivente per la costruzione di un box pertinenziale di proprietà dell’altro coniuge, a carico del primo.

Allo stesso modo è ammissibile la detrazione in capo al familiare convivente che abbia effettivamente sostenuto la spesa, mediante attestazione sulla fattura (intestata all’altro familiare) che le spese per gli interventi agevolabili sono dallo stesso sostenute ed effettivamente rimaste a suo carico.

Attenzione

  • Se hai pagato con bonifici bancari le spese relative alla realizzazione dei box auto pertinenziali prima ancora dell’atto notarile e in assenza di un preliminare d’acquisto registrato, perdi l’agevolazione.
  • Non si perde l’agevolazione, se si acquista il garage pertinenziale con un bonifico emesso nello stesso giorno del rogito, ma prima della stipula dell’atto, dal quale, naturalmente, deve emergere che il box comperato è una pertinenza al servizio dell’abitazione. Pertanto, se si tratta di un semplice “sfasamento” orario tra l’emissione del bonifico e la stipula del rogito, cioè se le due operazioni comunque avvengono nel corso della stessa giornata, il diritto allo sconto fiscale non è compromesso.

 Le spese di intermediazione immobiliare

Sono detraibili i compensi pagati ai soggetti che si sono occupati dell’intermediazione immobiliare (iscritti all’albo dei mediatori immobiliari, sono esclusi i mediatori creditizi) in occasione dell’acquisto (anche per l’acquisto del solo usufrutto) dell’abitazione principale (link sezione interessi mutuo per definizione).

È una detrazione, quindi recuperi il 19% della spesa, per una spesa massima di 1.000 euro annui, in un’unica soluzione.

La detrazione spetta esclusivamente all’acquirente dell’immobile. Il venditore dell’immobile, anche se ha venduto la propria abitazione principale pagando la provvigione all’intermediario, non può beneficiare dell’agevolazione.

Se l’acquisto è effettuato da più proprietari, la detrazione, sempre nel limite massimo di mille euro totali, deve essere ripartita tra i comproprietari in ragione delle percentuali di proprietà, anche se la fattura è intestata ad un solo comproprietario. Attenzione: se la fattura è:

  • intestata a un solo proprietario, ma l’immobile è in comproprietà, devi integrare la fattura con i dati anagrafici del comproprietario mancante;
  • cointestata al proprietario e a un altro soggetto, ma l’immobile è intestato a un solo proprietario, in fattura deve essere specificato che l’onere è stato sostenuto solo dal proprietario;

 Le tasse da versare per la vendita della casa

Se vendi un immobile si può generare una plusvalenza, cioè una differenza positiva tra l'incasso della vendita e il prezzo di acquisto o il costo di costruzione dell'immobile stesso. La plusvalenza viene tassata solo se deriva da una cessione a titolo oneroso di immobili acquistati o costruiti da non più di cinque anni. Questo tipo di reddito è inserito nella dichiarazione dei redditi tra i "redditi diversi" e viene tassato con le normali aliquote Irpef. In pratica per la tassazione si somma agli altri redditi che hai percepito nell'anno.

In alternativa alla tassazione ordinaria puoi optare per un'imposta sostitutiva del 26% (fino al 2019 era del 20%). Generalmente questo tipo di tassazione è più conveniente e per ottenerla devi fare una dichiarazione dal notaio che l'annoterà sull'atto di vendita. Sarà il notaio a occuparsi del versamento dell'imposta che dovrai anticipare, oltre a comunicare all'Agenzia delle Entrate i dati relativi alla compravendita.

Quali sono gli immobili non soggetti a tassazione?

Non sono tassati, né con l'imposta ordinaria né con la sostitutiva, gli immobili:

  • derivanti da successione o usucapione;
  • ricevuti in donazione, se, con riferimento alla persona che ha donato l'immobile, sono trascorsi cinque anni dall'acquisto o costruzione dello stesso (in questo caso, il costo d'acquisto o di costruzione è quello sostenuto dal donante);
  • che, per la maggior parte del periodo trascorso tra l'acquisto (o la costruzione) e la cessione, sono state adibite ad abitazione principale del cedente o dei suoi familiari.
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27 Risposte

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22/08/2020

Buonasera,
due anni fa (2018) ho acquistato un appartamento di ampia metratura con i benefici prima casa, intestato solo al sottoscritto.
Subito dopo il Rogito di acquisto 1^casa, ho stabilito la residenza anagrafica presso l’immobile acquistato (e dove tuttora ancora risulto residente), attivando e pagando da subito le utenze domiciliate sul mio c/c (gas, luce, acqua, TARI, No Telefono…e pagando regolarmente quote condominiali e riscaldamenti), comunicando la nuova residenza a datore di lavoro, Enti dei servizi utenze, ordine professionale, trascrivendolo nel mod. 730, e ricevendo le comunicazioni/corrispondenze alla abitazione di residenza in parola.

Inoltre, per l’immobile in parola:
• nel mod. 730 è stato dichiarato “abitazione principale”, Codice 1;
• godo degli sgravi fiscali per gli interessi sul mutuo;
• non pago l’IMU nè TASI.

Il sottoscritto, in qualità di militare in servizio permanente effettivo, al fine di usufruire dei benefici di cui sopra, non aveva e non ha l’obbligo di trasferirvi né la residenza anagrafica e ne che l’appartamento fosse abitazione principale o dimora abituale.

Tuttavia, per nuove esigenze famigliari (prematuramente sopravvenute) è stato necessario decidere di rivendere l’immobile acquistato con i benefici prima per riacquistarne un altro di metratura inferiore, più aderente alle nuove esigenze (sempre con benefici 1^ casa) entro 12 mesi dal rogito di rivendita.

Evidenzio che la decisione di rivendita (entro il quinquennio), non ha pertanto carattere o intento speculativo. Nei prossimi mesi l’appartamento sarà rogitato per un importo convenuto (corrispettivo concordato) che supera il costo di acquisto da parte mia di circa € 35.000 (al netto di spese di: intermediazione immobiliare, spese notarili, imposte di registro, spese erogazione mutuo, perizia e istruttorie, attivazione utenze, che ammontarono a circa € 25.000).

Alla luce di quanto sopra rappresentato, e considerando che ho “risieduto” nell’appartamento in parola per quasi il 100% del tempo che intercorre tra la data di acquisto e la data della rivendita, e che, come militare non avevo l’obbligo di traferirvi la dimora e/o abitazione principale, chiedo:
• se la somma di plusvalenza di € 35.000 è soggetta a tassazione (26% dal 1° gennaio 2020, nel caso venisse liquidata dal Notaio rogante)?!! Considerando la NON volontà speculativa e che senzaltro procederò a riacquistare un'altra abitazione come 1^ casa entro un anno;
• Eventualmente, per non pagare tassa sulla plusvalenza cosa occorrerebbe o sarebbe necessario dimostrare all’ADE, in caso di controllo?!
• nel caso la plusvalenza fosse soggetta a tassazione, l’importo da tassare al 26% (la mia aliquota IRPEF è quasi del 38%) è dato dalla differenza tra importo di vendita e importo di acquisto originario (al netto delle spese necessarie all’operazione di acquisto), nel mio caso, circa € 25.000)?
(*) Sono coniugato in regime di separazione dei beni. Mia moglie e mia figlia hanno continuato ad essere residenti in altra abitazione (prima casa di proprietà di mia moglie), nello stesso comune.
Ringrazio per l'attenzione.

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21/07/2020

Salve, molto utile questa pagina Vendo ed Acquisto Casa. Cercavo informazioni ancora più specifiche relativamente all'acquisto di casa ereditata ove un erede proceda con proposta acquisto e quindi liquidazione eredi quando uno accetta proposta e l'altro no. Esiste legge aimè troppo articolata per il cittadino comune da comprendere.Grazie Daniela

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08/07/2020

esaustivo interessante

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05/07/2020

Buongiorno, ho acquistato un appartamento al 1 Ottobre 2019 e( l'utenze delle luce,gas sono intestate a me da Gennaio 2020) ma sono residente(ho cambiato la residenze al comune ) nella quale dal 1 Luglio 2020, se la vendo entro Ottobre 2020 perdo l'agevolazione prima casa pagando la plusvelenza ?se si quando posso venderla ? Grazie

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25/05/2020

Buonasera,
ho un quesito da porre. Ho un'abitazione al 50% con la mia exmoglie, assegnata a lei e i miei figli, quindi questo immobile non è più idoneo a soddisfare le mie esigenze abitative. Vorrei poter acquistare un'altro immobile per dare un'alloggio anche ai miei figli quando sono con me, come devo comportarmi per l'acquisto? Posso usufruire delle agevolazioni prima casa? devo acquistare per forza in un comune diverso dall'abitazione citata per usufruirne? oppure non ne ho diritto, quindi posso acquistare nello stesso comune? come comportarsi con il pagamento delle tasse relative poi?
Grazie a chi può darmi delle piccole indicazioni da seguire

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25/05/2020

Buonasera,
ho un quesito da porre. Ho un'abitazione al 50% con la mia exmoglie, assegnata a lei e i miei figli, quindi questo immobile non è più idoneo a soddisfare le mie esigenze abitative. Vorrei poter acquistare un'altro immobile per dare un'alloggio anche ai miei figli quando sono con me, come devo comportarmi per l'acquisto? Posso usufruire delle agevolazioni prima casa? devo acquistare per forza in un comune diverso dall'abitazione citata per usufruirne? oppure non ne ho diritto, quindi posso acquistare nello stesso comune? come comportarsi con il pagamento delle tasse relative poi?
Grazie a chi può darmi delle piccole indicazioni da seguire

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17/05/2020

Buonasera, vorrei acquistate un immobile di categoria A/7 ma di grandi dimensioni. Ho letto di una possibile sentenza della corte costituzionale che andrebbe a minare il concetto di bene di lusso legato esclusivamente alla categoria catastale. Mi sapreste dire di più? In particolar modo, per la mia situazione, posso usufruire delle agevolazioni prima casa? Grazie anticipatamente. Pietro

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23/02/2020

Buongiorno
Sto valutando di acquistare una prima casa per mia figlia, ho letto la vs. pubblicazione, mi potete spiegare come faccio a sapere se la ditta e' esente iva? E come faccio a sapere le spese che avro' oltre al prezzo d acquisto? Grazie

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12/02/2020

buongiorno, devo acquistare un garage. ne possiedo gia' uno che mi e' pervenuto per successione di miopadre che ho sempre dichiarato come 1^ casa. ne devo acquistare un altro sempre nello stesso palazzo dove per altro sono proprietaria di un secondo immobile oltre a quello prima casa su cui pago le tasse come immobile a disposizione.
mi chiedevo se posso intestare questo secondo garage a mio marito che non possiede nulla ma e' a mio carico in quanto non percettore di alcun reddito.
oppure se puo' essere considerato pertinenza di questo secondo immobile non prima casa.
preciso che questo garage lo paghero' 19000,00 euro ma il valore catastale e' di 7528.50. chiedo quindi come verra' calcolata l imposta di registro.
grazie

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12/02/2020

Buongiorno.dovrei comprare un secondo garage. Io sono in separazione di beni.mio marito non possiede alcuna proprietà ma parimenti non ha reddito e risulta a mio carico .se lo intestasse lui avrei qualche agevolazione ai fini delle imposte?oppure potrei renderlo pertinenziale ad un mio secondo immobile ? In questo caso avrei delle agevolazioni? Il garage lo pago 20000 il suo valore catastale e' circa 13000.grazie

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26/01/2020

Buongiorno,

Sto vendendo un appartamento acquistata come prima casa e allo stesso tempo sto acquistando un appartamento sempre con la medesime agevolazioni ma in un altro comune. È possibile acquistare e poi vendere entro un anno solare?

Considerando che la casa che sto vendendo è sempre stata utilizzata come principale ovvero per la maggior parte del periodo trascorso tra l'acquisto e la cessione, devo pagare la plusvalenza? Quale articolo potrebbe aiutarmi a chiarire la situazione?

Grazie

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22/01/2020

Acquistare la seconda casa in asta giudiziaria comporta la medesima tassazione al 9% dell'imposta di registro come per i privati normali?

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17/01/2020

Buongiorno,
mio figlio vuole comprare un appartamento in costruzione che verrà consegnato a settembre/ottobre di quest'anno.
L'impresa immobiliare gliel'ha fatto visionare e sta facendo da tramite tra il costruttore e il cliente per gestire l'acquisto.
Nel conteggio delle spese per l'acquisto ha inserito il proprio compenso e anche l'imposta al 4% dovuta al costruttore quando si acquista direttamente da lui.
Così facendo mio figlio pagherebbe 2 volte, come se acquistasse da privato e come se acquistasse direttamente dal costruttore.
Volevo sapere se queste richieste sono legittime.
Grazie

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13/01/2020

buongiorno. ho letto il vostro articolo sull'acquisto di un immobile e delle tasse e imposte gravanti su di esso. volevo un chiarimento sulle agevolazione sulla prima casa. nell'articolo scrivete che tra i requisiti per poterle avere c'e' anche il lavorare nel comune dove si desidera acquistare l'immobile. io sono in questa situazione: abito in provincia di milano, ma lavoro a milano. riportt parte del testo dell'articolo: "Oppure nel Comune in cui l'acquirente svolge la propria attività ". letta cosi parrebbe che io possa beneficiare delle agevolazione prima casa ( avendo tutti gli altri requisiti richiesti). puo' per favore chiarirmi questo aspetto ? graziei

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10/01/2020

Buongiorno, avrei bisogno di un calcolo di imposte complessivo. In pratica, all' asta, vendita senza incanto, in un lotto unico ho comprato immobile industriale D1 + casa A4 + terreno a pascolo + bosco + frutteto + depuratore E9, ad un prezzo complessivo unico. Il soggetto venditore ( fallimento ) era una società industriale e noi acquirente società industriale con sede all' estero, ed io amministratore della soc sono residente all' estero. Sei in grado di aiutarmi per il calcolo dell' imposte ( tutte ) ? Grazie

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08/01/2020

come si fa ?, con queste banche che ti portano all'esasperazione !!!!!!!!

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02/01/2020

Buonasera, un chiarimento per favore sul credito d’imposta per il riacquisto della prima casa.
Sono unico possessore della prima casa su cui è maturato tale credito, acquistero la nuova “prima casa” in comproprietà al 50%.

Posso sfruttare il credito per coprire il solo 50% dell’imposta di registro su nuova casa?
Posso inserire la rimanenza nella prossima dichiarazione dei redditi per ottenere una diminuzione irpef?
È comunque mio diritto l’intero credito?

Grazie e saluti.

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28/12/2019

Buongiorno,
Leggevo che se acquisto una casa con agevolazioni per prima nel comune dove ho già una casa non rientrano anche se vendo entro un anno!
Ho capito bene?
Se così fosse, posso cedere la mia parte al mio coniuge e poi acquistare quella nuova?
Grazie

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18/12/2019

VORREI COMPRARE CASA MA NESSUNO FINANZIA SE NON CE UNICO O 740

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18/12/2019

Buongiorno, avrei bisogno di una informazione.
Si tratta di questo. Mi sono recentemente aggiudicato due piccoli immobili ad una asta giudiziaria. Essi hanno una rendita catastale di 158,81 euro ciascuno. Il prezzo di aggiudicazione é di 10.959 euro per uno e 30.700 euro per l altro.Mi é stato consegnato un modulo per chiedere che l imposta di registro sia calcolata sulla rendita catastale invece che sul prezzo di aggiudicazione. Se ho fatto bene i calcoli , e se questo non viola qualche legge, credo che mi convenga far applicare l imposta di registro calcolata sulla rendita catastale per uno, quello da 30.700 euro, e farla applicare sul prezzo di aggiudicazione per l altro da 10.959 euro.
Questo il calcolo da me effettuato.
Lotto 4 rendita catastale 158,81 euro
prezzo di aggiudicazione 10.969 euro
Valore considerando r.c. (r.c. x 126) 20.010 euro
Tassazione imposta di registro considerando r.c 1.800 euro
Tassazione considerando prezzo di aggiudicazione 987,21 euro arrotondato a 1000 euro per la tassazione minima
Mi potete dire se il mio calcolo é corretto e se posso, senza che questo scateni qualche recriminazione da parte dell Agenzia delle Entrate, chiedere di calcolare l imposta sul prezzo di aggiudicazione per il lotto da 10.959 euro?
Per la cronaca, la perizia di stima degli immobili riportava un valore molto piú alto ma non credo che questo (mi confermi se é cosí ) influisca sulla questione.
Grazie infinite per l attenzione!

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13/01/2020
, ha risposto:

corretto il tuo calcolo.non ti conviene applicare il valore catastale sull'immobile pagato poco piu di 10.900 euro