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Inps: stop al Pin, si passa a Spid. Ecco cosa fare

Da ottobre l’Istituto di previdenza inizia la transizione completa verso il Sistema Pubblico di Identità digitale (SPID), ma con un periodo di transizione. Ecco tutti i consigli per chi deve gestire le utenze di genitori, parenti o amici più anziani e meno abituati all’uso di telefoni e computer.

  • contributo tecnico di
  • Marco Bulfon, Tatiana Oneta
  • di
  • Stefania Villa
01 ottobre 2020
  • contributo tecnico di
  • Marco Bulfon, Tatiana Oneta
  • di
  • Stefania Villa
passaggio dal Pin a SPID

Dal 1° ottobre 2020 l’Inps non rilascia più nuovi Pin, cioè non emette più i codici personali che consentono di accedere ai suoi servizi online (es. 730 online, richiesta dell’Isee, documentazione pensionistica, richiesta di benefici…). Il Pin lascia il passo a Spid, il Sistema Pubblico di Identità Digitale che permette di accedere con un unico username e un’unica password a diversi servizi online della Pubblica Amministrazione (le credenziali Spid già oggi possono essere utilizzate per accedere al sito dell’Inps, ma come alternativa al Pin e insieme a Carta di identità elettronica e Carta nazionale dei servizi, che comunque restano opzioni valide per l’accesso al sito dell’Inps).

Dire addio al caro vecchio Pin potrebbe spaventare, soprattutto chi si trova a gestire le utenze di genitori, parenti, amici più anziani o meno “tecnologici”. Considerate che è previsto un periodo di transizione e che c’è il modo di gestire più utenze. Ecco le risposte ai dubbi che potrebbero essere più comuni. 

Dal primo ottobre non posso più usare il mio Pin dell’Inps?

Puoi ancora usare il Pin già in tuo possesso, ma per un periodo transitorio, in cui - appunto - non vengono rilasciati nuovi Pin, ma quelli in essere continuno a funzionare (puoi anche continuare a rinnovarlo in questa fase). Questo periodo di transizione non ha ancora un termine, la data verrà stabilità dall’Istituto quando riterrà che il graduale passaggio a Spid sia completo. Sarà dunque dalla data che stabilirà in futuro l’Inps (che comunque non potrà andare oltre il 30 settembre 2021) che il vecchio Pin non sarà più utilizzabile e si dovrà passare a Spid per accedere ai servizi online della previdenza.

Chi può usare ancora il Pin?

Il pin rimane valido per chi non ha diritto a ottenere Spid, cioè i minorenni, chi non ha documenti di identità italiana o le persone soggette a tutela, curatela o amministrazione di sostegno.

Cosa cambia per gli anziani in famiglia? Come continuare ad aiutarli?

Sostanzialmente si passa da un codice Pin di 8 cifre che poteva essere attivato anche di persona andando in una sede Inps a un nome utente e password (Spid appunto) che devono essere attivati in prima battuta per forza online sul sito di uno degli operatori abilitati (qui la lista degli operatori sempre aggiornata e come richiedere Spid).

Questa prima fase potrebbe creare qualche difficoltà ai più anziani e meno abituati all’uso di computer o cellulare, rendendo necessario l’aiuto di un figlio, un parente o un amico più avvezzo alla tecnologia, che potrà assisterlo nell’attivazione di Spid. Vi servirà un indirizzo e-mail, un numero di telefono cellulare, il documento di identità del parente o amico da aiutare (carta di identità o passaporto o patente), la sua tessera sanitaria con il codice fiscale.

Dopo la prima attivazione online ci sarà poi una fase di riconoscimento dell’intestatario di Spid che può, in base all’operatore con cui si decide di attivare Spid, avvenire in diversi modi: online (tramite webcam o Carta d’Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS) o Firma Digitale) o di persona.

Quindi, potrebbe eventualmente esserci la necessità di un aiuto anche in questa fase, sia che si decida di fare il riconoscimento del nuovo intestatario di Spid via web cam con un operatore addetto su apppuntamento (spesso questo servizio viene offerto a pagamento), sia che si decida di accompagnarlo fisicamente in uno degli uffici preposti.

I miei genitori non hanno un cellulare e un indirizzo mail: come fare?

Per attivare e usare Spid è necessario fornire un numero di telefono cellulare e un indirizzo mail che non possono essere associati a nessun altro SpidSul sito ufficiale è stato chiarito: "Spid è strettamente personale, pertanto per ogni identità Spid intestata a persona diversa bisogna utilizzare un numero di telefono e indirizzo e-mail differente. Non è necessario che l'indirizzo e-mail e il numero di cellulare siano intestati alla stessa persona richiedente Spid ma devono rappresentare, anche per le verifiche di sicurezza, strumenti di utilizzo personale", cioè non utilizzati da altri per il proprio di Spid.

Ciò significa che, se il vostro parente non ha una mail bisognerà creare un indirizzo di posta elettronica apposito e, se non ha un cellulare, si dovrà quantomeno acquistare una sim in più (anche intestata a voi e non al parente) da utilizzare per creare la sua identità Spid e per le varie operazioni da effettuare con le sue credenziali (a quel numero verranno inviati dei codici di sicurezza Otp, tramite sms o tramite app). 

Se avete un solo cellulare dovrete cambiare ogni volta la sim, se disponete di due telefoni con due sim diverse tutto è più semplice. Se utilizzate un telefonino dual sim e avete scelto un operatore che prevede una app per inviare i codici che serviranno poi per le varie operazioni, allora attenzione ad attivare lo Spid del parente con un operatore diverso dal vostro: all’interno di uno stesso telefonino, infatti, l'app di un operatore può gestire un solo Spid.

Come scegliere l’operatore giusto per i miei genitori?

Si dovranno valutare alcune caratteristiche, che cambiano in base all’operatore con cui si farà l’attivazione: come detto, innanzitutto, la modalità di riconoscimento consentita, online o fisica; l’eventuale vicinanza degli uffici per il riconoscimento fisico e gli eventuali costi, in particolare con il riconoscimento online.

Altro elemento da valutare sono i livelli di sicurezza che ogni operatore garantisce.

Spid, infatti, ne prevede tre:

  • il primo livello permette di accedere ai servizi online attraverso un nome utente e una password scelti dall’utente;
  • il secondo livello – necessario per servizi che richiedono un grado di sicurezza maggiore, come quelli dell’Agenzia delle Entrate e dell’Inps  - permette l’accesso attraverso un nome utente e una password scelti dall’utente, più la generazione di un codice temporaneo di accesso (one time password), fornito ad esempio attraverso un sms o una app del gestore di identità digitale (il modo in cui si ottiene questo secondo elemento di “sblocco” potrebbe cambiare in base al gestore, verificatelo quando lo scegliete per capire se servirà uno smartphone per usare l’app o se va bene anche un cellulare “vecchio stampo”, senza connessione internet);
  • il terzo livello di sicurezza Spid, oltre al nome utente e la password, richiede un supporto fisico particolare che gestisce delle chiavi crittografiche. Questo supporto può essere una smart card o un dispositivo per la firma digitale remota.

Tutti gli operatori forniscono i primi due livelli di sicurezza, mentre solo alcuni forniscono anche il terzo livello: se la necessità è accedere ai servizi online dell’Inps servirà almeno il secondo livello di sicurezza.