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Acqua alla spina: è migliore di quella di casa?

23 maggio 2016
acqua

23 maggio 2016

Case dell'acqua, chioschi, fontanelli o semplicemente punti dell'acqua: davvero l'acqua alla spina è migliore di quella del rubinetto? La nostra inchiesta del 2013 in 10 Comuni del centro-Nord testimonia che non ci sono grandi differenze tra l’acqua di rete e quella delle casette. Grazie al nostro servizio, ora puoi far analizzare anche quella di casa tua.

Complice la crisi, oltre che una rinnovata sensibilità, molti italiani hanno riacquistato fiducia nell’acqua potabile. Oltre il 70% degli italiani si rivolge all’acqua di acquedotto per i consumi potabili, ma gli italiani rimangono tra i più assidui consumatori di acque minerali. Ecco allora che nascono le “case dell’acqua”, punti di trattamento e distribuzione di acqua di acquedotto che hanno l’ambizione di avvicinare i cittadini alla (buona) qualità dell’acqua del sindaco e offrire ai cittadini (non sempre gratis) acqua fresca e anche frizzante.

Dubbi sull'acqua? Analizzala con noi

Vorresti bere l'acqua che sgorga dal tuo rubinetto ma non sei sicuro della qualità e della purezza? Grazie a un servizio dedicato ai soci, ora puoi farla analizzare a prezzi vantaggiosi.


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L’acqua alla spina piace

Secondo il portale delle case dell’acqua l’erogazione media di ciascun impianto è di circa 2.500 litri giornalieri, il che significa un risparmio di circa 1.700 bottiglie di plastica da un litro e mezzo, 20 tonnellate di Pet all’anno in meno da produrre, trasportare su gomma e smaltire. Un dato che va moltiplicato per le oltre cinquecento case dell’acqua finora esistenti in Italia. Va detto che il fenomeno riguarda più il Nord che il Sud Italia, più i piccoli centri di provincia che le grandi città.

Il confronto con quella del rubinetto

Per realizzare l'inchiesta del 2013, abbiamo messo a confronto le analisi sui parametri di qualità di dieci campioni di acqua prelevati dalle cosiddette "case dell'acqua", in dieci Comuni distribuiti nel centro-Nord Italia, e quelle di altrettanti campioni prelevati dalle fontanelle pubbliche adiacenti. Scopri tutti i risultati completi dell'inchiesta. Che tipo di acqua trovano i cittadini in questi distributori dalle più svariate forme (dalla baita con il tetto a spiovente a costruzioni colorate dotate di erogatori hi-tech)? Si tratta in tutti i casi di acqua di acquedotto, che subisce solo blandi trattamenti di affinamento (leggero addolcimento o riduzione del cloro residuo) e viene offerta ai cittadini anche nelle versioni refrigerata e frizzante. Nelle casette che abbiamo visitato, l’acqua naturale è quasi sempre gratuita, mentre quella gassata (ottenuta con l’addizione di anidride carbonica a scopo alimentare), sempre refrigerata, in certi casi è a pagamento: il prezzo è comunque modico, non si superano i 5 centesimi al litro.

Qualche consiglio

Se si tratta della stessa acqua che arriva nelle nostre case, perché scomodarsi per andare a riempire le bottiglie nelle casette dell’acqua? Per quasi tutti gli utenti, l’attrattiva è nell’acqua frizzante, perché permette di rinunciare alle bottiglie usa-e-getta di minerale.

Attenzione però ad alcuni accorgimenti per un consumo ottimale dell’acqua alla spina delle casette:

  • evitare di fare grandi scorte perché i contenitori non sono sterili e l'acqua potrebbe deteriorarsi nel tempo;
  • meglio consumare l’acqua nel giro di 1-2 giorni e conservarla in frigorifero;
  • utilizzare preferibilmente bottiglie di vetro, da preferire a quelle di plastica usa-e-getta per diverse ragioni, avendo cura di lavarle periodicamente con acqua calda e sapone.

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