Guida all'acquisto

Capsule per il caffè: guida all'acquisto


Pratico, veloce, pulito e buono (come al bar). Il vantaggio principale è di potere preparare l’espresso in casa, senza faticare troppo, basta inserire il “bussolotto” nella macchina da caffè, e il risultato è comunque garantito. Per scegliere però la capsula giusta bisogna tenere conto di diversi parametri. Ecco una piccola guida per orientarsi nella scelta.

Sistemi aperti o sistemi chiusi?

Molti sistemi non permettono di cambiare marca, per cui prestate at­tenzione ai sistemi chiusi: per alcune macchine si è obbligati a utilizzare solo una marca di capsule. Un altro vantaggio delle capsule compatibili è che sono più facilmente reperibili sul mercato (molte di queste si possono comprare al supermercato). Quindi, meglio pensarci prima: mai partire dall’acquisto della macchina da caffè, ma dalla capsula giusta. Leggi sempre bene in ogni caso, a riguardo, le indicazioni presenti sulle etichette delle capsule.

Capsule e costi

Il caffè ottenuto dalle capsule riscuote quindi molto successo, non importa che sia quattro-cinque volte più caro di quello preparato con la classica moka. In effetti i vantaggi del caffè in capsule fanno passare in secondo piano i costi, non certo allettanti: una famiglia che consuma quattro capsule al giorno (1.400 caffè all’anno), deve essere disposta a spendere dai 266 ai 574 euro, a seconda della marca scelta; somma cui si deve aggiungere la quota di ammortamento della macchina. Sicuramente gli entusiasti della capsula vedranno la tazzina mezza piena e porranno l’accento sui 60 centesimi risparmiati rispetto all’espresso del bar. Ne sottolineerà la poca convenienza chi invece si è tenuto stretta la sua gorgogliante moka: una scelta che gli consentirà di vantare risparmi per centinaia di euro e innegabili vantaggi per l’ambiente.

Un piacere insostenibile

Quando si parla di capsule, il tema della sostenibilità diventa scottante, e per questo molto sentito. Il motivo principale sta nella sua “multimaterialità”. Le capsule sono spesso composte da un mix di plastiche e alluminio, che, combinato con residui organici, il “fondo” del caffè, rende difficile il loro riciclo, e comunque non possibile con procedure standard. C’è poi l’aspetto quantitativo: per ogni capsula di caffè di circa 6 grammi si contano fino a 4 grammi di imballaggi, sommando anche tutto ciò che sta intorno al “bussolotto”, cioè la confezione di plastica e cartone. Il packaging, spesso di lusso, serve a presentarlo come prodotto più esclusivo e a giustificarne il prezzo più alto. Ogni anno dieci miliardi di capsule venduti nel mondo - la stima è per difetto perché risale al 2010 -producono centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti. Questo tipo di caffè sarebbe quindi un piacere insostenibile per l’ambiente. La maggior parte dei produttori di capsule del nostro test si beve le critiche in un sorso solo e continua a tirare dritto. Il che significa non impegnarsi a favore dell’economia circolare, usare materiali che impediscono il riciclo delle capsule e condannare montagne di rifiuti all’amaro destino della discarica o dell’inceneritore. Sono soltanto quattro le marche coinvolte nel nostro test che hanno applicato su base volontaria il concetto di responsabilità estesa del produttore, preoccupandosi anche del fine vita dei loro prodotti: Nespresso, Lavazza, Vergnano e Coop.

Arabica o robusta?

In entrambi i test d’assaggio che abbiamo realizzato (test con consumatori e con giudici esperti) la piacevolezza del caffè è risultata indipendente dal tipo di miscela utilizzata. Per cui scegliere un caffè pura arabica o una miscela arabica/robusta è una questione legata puramente al gusto personale, dato che la qualità sensoriale del caffè è indipendente dalla specie di caffè.


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