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Sale rosa dell'Himalaya e gli altri sali speciali, tra verità e false promesse

Effetti benefici su apparato digerente o sui dolori muscolari. Fonte di sali minerali e preziosi oligoelementi. Sono alcune delle proprietà vantate dal sale rosa dell'Himalaya e dagli altri speciali che spopolano tra gli scaffali dei supermercati. La verità è che le etichette promettono benefici nutrizionali e qualità salutistiche in maniera scorretta: lo abbiamo segnalato all'Antitrust.

21 novembre 2019
Sale rosa dell'Himalaya, tra verità e leggende

Lo conferma il moltiplicarsi di sali speciali sugli scaffali dei supermercati: l'esotico, specie a tavola, ha sempre un certo fascino sugli italiani. Il banale sale fino è affiancato ormai da tempo da alternative colorate: dal popolarissimo sale rosa dell'Himalaya al sale all'argilla rossa delle Hawaii, dal sale grigio bretone a quello viola. In questo arcobaleno di colori, però, è facile prendere un abbaglio. Oltre a strizzare l'occhio a un'alimentazione ricercata e alla possibilità di dare un tocco originale alla preparazione dei piatti, infatti, alcuni di questi prodotti vantano in etichetta effetti nutrizionali e salutistici in modo scorretto.

Oligoelementi e le altre promesse sulle etichette

Il sale non può vantare proprietà benefiche

I claim sulle confezioni di questi prodotti vantano proprietà nutrizionali ed effetti sulla salute soltanto per esigenze di marketing. In diversi casi, sulle etichette si segnala la presenza generica di oligoelementi e, in altri, i sali minerali presenti vengono esplicitati (calcio, potassio, iodio...), ma in nessun caso vengono specificate le quantità. Il regolamento relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari prevede infatti la presenza della tabella nutrizionale, proprio per aiutare i consumatori a compiere una scelta consapevole.  Ricordiamo inoltre che esiste un regolamento europeo riguardo i claim salutistici autorizzati che non riporta in nessun caso indicazioni sulle proprietà del sale: gli effetti nutrizionali e salutistici di questi prodotti, perciò, vengono vantati in maniera scorretta. Vale la pena ricordare, infine, che l'Organizzazione mondiale della sanità consiglia di ridurre il nostro consumo giornaliero di sale a 5 grammi: far passare il sale come una fonte di oligoelementi è quindi un concetto fuorviante e che rischia di incentivarne l'utilizzo.

Il sale rosa dell'Himalaya ha qualcosa in più?

A conferire al sale il caratteristico colore rosa non è la sua provenienza himalayana, quanto la presenza di ossido di ferro. Ma ha realmente qualcosa in più rispetto al comune sale da cucina? Al momento non esistono studi scientifici che supportino i benefici sulla salute vantati da questo tipo di prodotti. Consideriamo, inoltre, che i sali minerali del sale rosa sono presenti in quantità talmente minime da non essere considerate significative, specie se confrontate ad altre fonti alimentari. Così risulta piuttosto semplice affermare che il sale rosa è forse utile per colorare un piatto e per conferire alle preparazioni un tocco esotico, ma non ad altro. 

La nostra segnalazione all'Antitrust

Il processo decisionale del consumatore è falsato dalla mancanza di informazioni chiare e complete, così finisce per acquistare prodotti di questo tipo in maniera non del tutto consapevole. Per questo motivo abbiamo inviato una segnalazione all'Autorità garante della concorrenza e del mercato chiedendo che verifichi l'ingannevolezza dei claim segnalati e intervenga in maniera opportuna.