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Carburanti: dove il pieno costa meno

Abbiamo monitorato per un anno i prezzi delle grandi insegne su strade e autostrade, per sapere in quali conviene davvero fare rifornimento di benzina, gasolio e gpl. Convenienti i prezzi applicati negli impianti legati alla grande distribuzione, mentre alle "pompe bianche" il pieno resta in media più caro che nei distributori dalle grandi compagnie. Ecco dove davvero si risparmia. 

  • di
  • Marzio Tosi
21 giugno 2022
  • di
  • Marzio Tosi
prezzi carburante

In questi ultimi mesi gli automobilisti italiani  hanno visto crescere costantemente il prezzo dei carburanti alla pompa: dapprima in maniera più contenuta (2% a settimana da gennaio a fine febbraio), poi, in concomitanza con l’inizio della guerra tra Russia e Ucraina, in modo quasi esponenziale (solo nella prima settimana di marzo il prezzo alla pompa ha subìto un balzo dell’8,94%). In questi ultimi giorni poi, il prezzo della benzina anche in modalità "self" sta facendo registrare un altro balzo in alto che l'ha riportata abbondantemente sopra quota 2 euro al litro, vanificando di fatto il taglio delle accise di 25 centesimi voluto da Governo (provvedimento che comunque scadrà a inizio di luglio e che occorrerà capire se e come verrà rinnovato).

L'aumento dei carburanti alla pompa è un fenomeno non così facile da interpretare, perché nello stesso periodo gli aumenti del prezzo del greggio sono stati decisamente più contenuti rispetto a quelli finali dei carburanti. In questa situazione diventa quindi ancor più importante scegliere il distributore dove il pieno costa meno. Noi lo abbiamo fatto, confrontando l’andamento dei prezzi dei carburanti delle principali insegne presenti lungo le strade e le autostrade italiane.

Prezzi carburanti su strade e autostrade

Per monitorare l’andamento dei prezzi dei carburanti applicati dalle singole compagnie abbiamo elaborato i dati di un anno (dal 29 marzo 2021 al 12 aprile 2022) forniti dal sito Osservatorio prezzi e tariffe del ministero dello Sviluppo economico, che aggiorna periodicamente i dati in base alle informazioni fornite dalle stesse compagnie di distribuzione del carburante. La nostra indagine ha coinvolto tutte le insegne di rilevanza nazionale: per quelle presenti nei centri urbani e lungo le arterie extraurbane abbiamo considerato le compagnie che hanno almeno mille impianti a livello nazionale presenti almeno in cento province; per quanto riguarda la rete autostradale, la nostra indagine ha compreso le insegne che hanno almeno 40 distributori presenti almeno in 11 Regioni. Nel complesso, abbiamo monitorato i prezzi dei carburanti di 14.506 distributori della rete urbana ed extraurbana e di 455 distributori della rete autostradale.

Va specificato che i risultati danno un quadro globale di un mercato che rimane comunque fortemente legato alla dimensione territoriale, i cui meccanismi di concorrenza tra insegne risentono della situazione locale, per esempio, rispetto alla presenza e vicinanza di stazioni di servizio gestite da piccole compagnie o di impianti dei centri commerciali della grande distribuzione. 

Centri commerciali e “pompe bianche”: la benzina costa meno?

Una fotografia di come si è mosso il mercato nostrano dei carburanti in questi ultimi dodici mesi si ha estendendo la visuale oltre alle principali insegne e comprendendo nell’analisi dell’andamento dei prezzi anche le cosiddette “pompe bianche”, cioè gli oltre 4mila piccoli distributori indipendenti sparsi sul territorio nazionale, e gli impianti con brand delle catene della grande distribuzione. Considerando il prezzo finale alla pompa, dalla nostra prima rilevazione (29/3/2021) all’ultima (12/4/2022), è il metano da autotrazione quello che ha subìto un aumento dei prezzi più che raddoppiato (+106%), seguito dal gpl (+30%). Crescite più contenute, ma tutt’altro che leggere, quelle di gasolio (+23%) e benzina (+12%). Se andiamo nel dettaglio dei dati, scopriamo che, da inizio 2022, il prezzo della benzina si era complessivamente impennato di poco sotto il 30% (intorno al 40% per il gasolio). Dopo il taglio temporaneo delle accise stabilito dal Governo la situazione è tornata più sotto controllo, con aumenti intorno al 2% per la benzina e intorno al 10% per il gasolio. Da notare in positivo i prezzi applicati dagli impianti delle catene della grande distribuzione mentre, contrariamente alla vulgata comune che dà per economiche le pompe bianche, in queste ultime il prezzo di benzina e gasolio è rimasto in media più elevato di quello applicato dalle grandi compagnie.

La nostra petizione contro il caro carburanti

Abbiamo chiesto al Governo di intervenire in maniera strutturale e duratura, al di là di temporanei tagli delle accise, per rendere il prezzo dei carburanti meno gravoso per le famiglie italiane. Chiediamo di agire direttamente sull’Iva, riducendone l’attuale aliquota del 22% e azzerandola del tutto quanto meno durante i periodi di emergenza, in modo da mettersi al riparo da eventuali eccessivi aumenti futuri. Unisciti alla nostra richiesta per chiedere l'azzeramento dell'Iva sui carburanti.

Firma la petizione