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Bonus auto: come funziona, su quali modelli e come si ottiene

È già possibile, per i consumatori, entrare in un concessionario e acquistare i modelli di auto che beneficiano degli eco-incentivi governativi: da 2 a 5 mila euro per l'acquisto di auto elettriche e ibride ricaricabili (per le quali non sarà necessario rottamare un vecchio veicolo), ma anche su alcuni modelli di diesel, benzina, Gpl e metano. Ecco come funziona, su quali modelli si applica e quanto costano sfruttando il bonus.

  • contributo tecnico di
  • Maurizio Amerelli e Roberto Paglia
  • di
  • Luca Cartapatti
16 maggio 2022
  • contributo tecnico di
  • Maurizio Amerelli e Roberto Paglia
  • di
  • Luca Cartapatti
Ecobonus auto incentivi

Il decreto sugli incentivi auto diventa operativo da oggi, 16 maggio. Anche se la piattaforma on line per fare materialmente la domanda sarà disponibile solo dal 25 maggio, i contratti di vendita delle auto che possono beneficiare dell'ecobonus sono già validi a tutti gli effetti sin da ora. Il decreto prevede lo stanziamento di 615 milioni di euro per rifinanziare per tutto il 2022 i bonus che permettono l’acquisto agevolato di auto meno inquinanti. Il piano, che si inserisce nel contesto della lotta alle emissioni che impattano sul clima, prevede un investimento a favore dei consumatori per oltre 1 miliardo e 840 milioni di euro per il triennio che va dal 2022 al 2024. L'intento del governo è infatti quello di ridurre le emissioni di CO2 entro il 2030, spingendo i cittadini a sostituire le loro vecchie auto troppo inquinanti.

Che cosa prevede il bonus 

L'ecobonus auto per il 2022 prevede uno sconto che varia da 2 a 5 mila euro per l'acquisto di auto elettriche e ibride ricaricabili (per le quali non sarà necessario rottamare un vecchio veicolo), ma anche per alcuni modelli meno inquinanti di diesel, benzina, Gpl e metano. La cifra scontata varia in base al tipo di auto acquistata e, di conseguenza, alla quantità di emissioni di CO2 previste per ogni modello: minori sono le emissioni, più alto sarà lo sconto.

Da quando e come si richiede

Secondo il ministero dello Sviluppo Economico, il decreto è pronto per essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale e diventare quindi immediatamente operativo. Quindi dal 16 maggio tutti i contratti di acquisto di modelli di auto che prevedono l'incentivo sono a tutti gli effetti validi, anche se la piattaforma ufficiale per inoltrare le richieste al ministero sarà disponibile solo dal 25 maggio. In sostanza, chi oggi entra in un concessionario per comprare un’automobile che ha i requisiti necessari, potrà ottenere l’incentivo. Saranno poi i singoli concessionari a caricare sulla piattaforma on line (dal 25 in poi) i contratti d’acquisto e a fare i passaggi burocratici necessari.  

Quali requisiti servono per avere il bonus

Per poter beneficiare del nuovo bonus auto 2022 sono state previste 4 condizioni (più restrittive di quelle previste dal precedente ecobonus del 2019). Nello specifico:

  • la proprietà del veicolo acquistato (anche con finanziamento) deve essere mantenuta per almeno 12 mesi;
  • l'auto che si acquista deve avere un costo inferiore rispetto a quelli fissati per i bonus passati, che viene differenziato in base alle emissioni del veicolo nuovo (per le elettriche si scende da 50 a 35mila euro, per le ibride plug-in da 50 a 45mila euro, per le altre da 40 a 35mila euro);
  • viene riconosciuto un bonus del valore differente in base alle emissioni del veicolo nuovo acquistato.
  • non è necessario rottamare un veicolo vecchio, ma se si vuole ottenere un bonus più elevato è necessario che il veicolo da rottamare sia di classe inferiore a euro 5 (è scomparso il requisito dei 10 anni di anzianità del veicolo); per la terza fascia: bonus solo in caso di rottamazione (di veicoli di classe inferiore a euro 5), per la prima e seconda fascia: bonus più alto se si rottama, bonus più basso se non si rottama (sempre veicoli di classe inferiore a euro 5).

Quanto si ottiene in base alle fasce

Il decreto prevede tre livelli di emissione delle auto nuove che permettono l’accesso al bonus. Per ognuna è stato stabilito un limite massimo di spesa che non comprendere però l’iva del 22%, la messa in strada e l’Ipt. Inoltre, gli incentivi saranno maggiori per chi ha una vecchia auto da rottamare, ma solo se di classe Euro 0, 1, 2, 3 o 4. Considerando che l’Euro 5 è arrivato tra il 2009 (nuovi modelli) e il 2011 (modelli già a listino), vuol dire che in pratica non si ottiene alcun extra bonus rottamando auto che hanno meno di 11 anni. In particolare:

  • prima fascia, tra 0 e 20 grammi di CO2/km, il bonus sarà di 5.000 euro in caso di rottamazione e di 3.000 euro senza rottamazione, con un limite di spesa massimo di 35.000 euro (IVA esclusa);
  • seconda fascia, tra 21 e 60 grammi di CO2/km, il bonus sarà di 4.000 euro in caso di rottamazione e di 2.000 euro senza rottamazione, mentre la spesa massima sarà di 45.000 euro (IVA esclusa);
  • terza fascia, tra 61 e 135 grammi di CO2/km, il bonus sarà di 2.000 euro e sarà ottenibile solo in caso di rottamazione. Il tetto massimo di spesa sarà di 35.000 Euro.

Di quali tipi di auto parliamo?

Se vogliamo fare degli esempi, nella prima fascia (0-20 CO2/Km di emissioni) ci sono sostanzialmente le auto elettriche; in realtà tutte le auto elettriche dichiarano 0 emissioni, quindi è difficile comprendere quali altre tipologie di auto possano rientrare in questa categoria, visto che nessuna ibrida plug-in (quelle meno inquinanti dopo le elettriche) riesce a stare sotto i 20 grammi di CO2/Km.

Nella seconda fascia (21-60 CO2/Km di emissioni) ci sono appunto le plug-in hybrid, ovvero quelle vetture con batterie ricaricabili anche dalle colonnine elettriche, in grado di percorrere decine di chilometri con il solo motore elettrico. 

Infine, nella terza fascia (61-135 CO2/Km di emissioni) rientrano la maggior parte delle ibride non ricaricabili come le full hybrid (ma non tutte) e ci possono rientrare alcune auto tradizionali (diesel, benzina, GPL e metano) che non consumano e quindi inquinano molto. 

Facciamo qualche esempio per capire meglio quanto costerebbe acquistare un'auto nelle 3 diverse fasce con o senza incentivo e con o senza rottamazione.

Fascia Auto Tipologia Prezzo base di listino (Iva inclusa) Prezzo base con incentivo senza rottamazione (Iva inclusa) Prezzo base con incentivo con rottamazione (Iva inclusa)
Fascia 1 (0-20 gCO2/km) Fiat 500 elettrica 27.000 € 24.000 € 22.000 €
Smart Fortwo elettrica 25.210 € 22.210 € 20.210 €
Renault Twingo elettrica 22.750 € 19.750 € 17.750 €
Fascia 2 (21-60 gCO2/km) Jeep Compass plug-in hybrid 45.850 € 43.850 € 41.850 €
Jeep Renegade plug-in hybrid 39.500 € 37.500 € 35.500 €
Volvo XC40 plug-in hybrid 48.050 € 46.050 € 44.050 €
Fascia 3 (61-135 gCO2/km) Volkswagen T-Cross 1.0 benzina 23.150 € 23.150 € 21.150 €
Fiat 500X 1.3 mjet diesel 27.100 € 27.100 € 25.100 €
Fiat Panda 1.0 Hybrid mild hybrid 14.000 € 14.000 € 12.000 €
Auto elettriche e ibride: tipologie e differenze

Può essere opportuno fare chiarezza sulle varie denominazioni di auto ibride, in quanto spesso, nelle pubblicità e sui media, si sente genericamente nominare il termine “ibrida”, riferito in realtà a vetture con tecnologie (e impatti ambientali) sostanzialmente diversi.

Una vettura “ibrida” è una vettura che è dotata sia di un motore endotermico (motore a combustibile) sia di un motore elettrico (alimentato da batterie). Ma a seconda delle caratteristiche del motore elettrico (e delle relative batterie) e di come i due motori possono lavorare in sinergia tra loro, esistono diverse tipologie di vetture ibride. Sostanzialmente (e per semplificare) ci sono 4 livelli di elettrificazione per le automobili:

  • Full hybrid: sono le ibride più presenti sul mercato e più note. Il motore endotermico e quello elettrico sono indipendenti tra loro, e la centralina dell’auto li gestisce in modo che lavorino in sinergia. Per brevi tratti (in particolare nelle ripartenze) e a velocità contenute, le vetture full hybrid possono anche viaggiare in modalità solo elettrica, mantenendo inattivo il motore endotermico. Ad alte velocità, il contributo del motore elettrico diventa decisamente marginale, mentre in contesti urbani può contribuire a circa il 50% della propulsione dell’auto: un contributo quindi rilevante che, consentendo di mantenere spento per diverso tempo il motore endotermico, porta (in particolare in contesti urbani) a una riduzione significativa di consumi e di emissioni.
  • Mild hybrid (o ibrida leggera): sono auto con un livello di elettrificazione decisamente inferiore rispetto a quello delle full hybrid. Infatti, le mild hybrid hanno una batteria ridotta e un motore elettrico poco potente, che funziona semplicemente a supporto di quello endotermico, in particolare durante le ripartenze, quindi in ambito urbano. Le vetture mild hybrid non possono mai avere una propulsione esclusivamente elettrica, quindi tali vetture, in trazione, hanno il motore endotermico è sempre in funzione. Insomma, la tecnologia mild hybrid è piuttosto diversa dalla full hybrid: è meno costosa e meno pesante (in termini proprio di massa totale della vettura), ma in termini di riduzione di consumi di carburante e di emissioni di inquinanti è decisamente meno efficace della tecnologia full hybrid. Spesso i produttori non specificano abbastanza chiaramente quando le loro vetture sono mild hybrid, e le denominano genericamente “hybrid”: ciò può confondere il consumatore, che può essere indotto a pensare di trovarsi di fronte ad una vettura “full hybrid”.
  • Plug-in hybrid (o ibrida ricaricabile): sono sostanzialmente un livello intermedio tra una vettura full hybrid e una vetture elettrica. Infatti, come le vetture full hybrid, hanno un motore elettrico abbastanza potente e munito di batterie abbastanza capienti da consentire di guidare per alcuni tratti (ancora maggiori rispetto alle vetture full hybrid) in modalità solo elettrica. Inoltre, nelle vetture plug-in hybrid, le batterie possono essere ricaricate, come nelle vetture elettriche. Quindi è possibile, caricando con regolarità le batterie, consumare ancora meno carburante ed emettere meno inquinanti.
  • Elettrica: le vetture elettriche hanno solamente motori elettrici. Non hanno quindi motore endotermico, né tutti i relativi accessori. Rispetto alle ibride, hanno batterie molto più grandi: infatti devono poter immagazzinare (tramite ricarica) un’elevata quantità di energia elettrica, essendo questa l’unica energia che hanno a disposizione per muoversi.
Elettriche vs ibride: vantaggi e svantaggi

Meglio quindi acquistare un'elettrica o una ibrida ricaricabile (plug-in hybrid)? Per rispondere a questa domanda occorre vedere pro e contro di ognuna delle due tipologie e tenere a mente qualche suggerimento certamente utile per chi sta pensando di acquistare un’auto magari utilizzando gli incentivi governativi.

Auto elettriche

Pro

  • Vanno solo ad energia elettrica, quindi non hanno alcuna emissione da tubo di scarico, né di CO2 né di inquinanti.
  • L’esperienza di guida 100% elettrica è molto piacevole e performante.

Contro

  • Ad oggi, ancora effettuare una ricarica elettrica non è pratico e veloce quanto fare un rifornimento di carburante. Ciò può portare a qualche complicazione nei viaggi lunghi.

 

Auto ibride ricaricabili

Pro

  • Se ricaricate regolarmente e se utilizzate per tragitti brevi (massimo 40-50 km), consentono praticamente di viaggiare solo in modalità elettrica, senza emissioni dal tubo di scarico.
  • Il fatto di avere doppia alimentazione garantisce più versatilità e riduce l’ansia da ricarica.

Contro

  • Se ricaricate poco (o mai) di fatto si comportano come unna normale auto ibrida, con in più il maggior peso del pacco batterie: quindi il beneficio ambientale va a ridursi.
  • Per viaggi lunghi, il contributo della parte elettrica va a ridursi, e i consumi e le emissioni si avvicinano a quelli di una vettura tradizionale.

 

Cosa da tenere a mente prima dell'acquisto

  • La possibilità di avere un box dove poter fare ricarica “domestica” è sicuramente un vantaggio, in quanto consente di ricaricare la vettura a un costo inferiore di quello che si paga alle colonnine pubbliche. Per le ibride plug-in, che hanno batterie più piccole e quindi più rapide da caricare, può bastare una normale presa schuko (consigliamo di fare sempre verificare l’adeguatezza dell’impianto elettrico ad un professionista). Una wallbox dedicata rimane comunque la scelta preferibile, in particolare per le auto elettriche pure.
  • Un altro tema che ricorre spesso è quello dell’ansia da ricarica. Bisogna però fare presente che le auto elettriche consentono ormai di percorrere anche oltre 300 km senza bisogna di ricarica. Si tratta di un’autonomia più che sufficiente per la stragrande maggioranza delle persone. Rimane qualche problema relativo ai lunghi viaggi, anche dovuti al fatto che la presenza di colonnine lungo le autostrade è ancora praticamente nulla.
  • Su base regionale e comunale, ci sono vari vantaggi per chi sceglie un’auto elettrica o ibrida ricaricabile: riduzione bollo, accesso a zone a traffico limitato, parcheggio gratuito su strisce blu. L’auto elettrica, in particolare, grazie ad incentivi all’acquisto, minori costi di manutenzione e un minor costo chilometrico in termini di ricarica rispetto al carburante (in particolare se si ha la possibilità di ricaricare la vettura nel box di casa), può già oggi essere una scelta conveniente, nonostante il prezzo di acquisto più elevato (si può fare riferimento al nostro articolo sul Total Cost of Ownership su Inchieste di giugno 2021).
  • I consumi delle auto elettriche, sono particolarmente bassi a basse velocità, quindi in contesti urbani. Quindi, viaggiando molto in autostrada, bisogna considerare che l’autonomia va ad essere inferiore rispetto a quella media.
  • Spesso le vetture elettriche sono disponibili in diverse versioni in termini di capacità della batteria. Se non dovete percorrere molti chilometri, scegliete la versione con batteria più piccola: è più leggera (consuma meno) e meno impattante a livello ambientale (batteria più piccola = meno materie prime e meno energia utilizzate per costruirla). Non ha senso un’auto con una batteria enorme, se poi percorrete sempre e solo pochi chilometri.

Moto elettriche e ibride: bonus anche per le due ruote

Non soltanto le auto, anche per le moto elettriche o ibride esiste un bonus. Chi acquista nel nostro Paese nel corso del 2022, anche in formula leasing, un motoveicolo (a due o a tre ruote) o quadriciclo elettrico o ibrido nuovo si vede riconosciuto un contributo del 30% del prezzo di acquisto entro un massimo di 3.000 euro.

Se, contestualmente all’acquisto, viene rottamato un motoveicolo appartenente alle classi Euro 0, 1, 2 o 3 il contributo è del 40% del prezzo d’acquisto per un massimo di 4.000 euro. L’importante è che chi rottama sia intestatario o proprietario da almeno 12 mesi del mezzo (o lo sia un familiare convivente).

Per i ciclomotori e motocicli termici (categorie L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e, L7) è previsto, a fronte di uno sconto del venditore del 5%, un contributo del 40% del prezzo d'acquisto fino a 2.500 euro con rottamazione.

Questi contributi sono riconosciuti sotto forma di uno sconto sul prezzo d’acquisto applicato dal venditore. Quindi non devi fare nulla, è il concessionario che deve “prenotare” sulla piattaforma del Mise il contributo che ti riconosce come sconto in sede di acquisto.