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Multa contestata? Tutto sul ricorso al Prefetto

Se hai ricevuto una multa che ritieni ingiusta, puoi presentare ricorso al Prefetto per chiedere l’annullamento del verbale senza passare subito dal giudice di pace. Qui ti spieghiamo come funziona il ricorso al Prefetto per una multa, chi può presentarlo, quali motivi possono giustificarlo, i tempi e i costi, e ti forniamo un modello fac simile pronto da compilare.

Con il contributo esperto di:
25 febbraio 2026
Donna, agente di polizia e multa per eccesso di velocità, ammonizione e violazione di legge. Persona matura, confusa e agente con fermo del veicolo per multa, guida pericolosa e domande sul pagamento.

Il ricorso al Prefetto è una procedura amministrativa prevista dal Codice della Strada. Può essere utilizzata quando si ritiene che il verbale sia illegittimo o contenga errori evidenti. Una volta presentato, il Prefetto può:  

  • accogliere il ricorso e disporre l’archiviazione della multa: in questo caso non dovrai pagare nulla. 
  • respingerlo, emettendo un’ordinanza che ingiunge il pagamento della sanzione, di norma non inferiore al doppio della multa iniziale. In questo caso potrai presentare un ricorso successivo al giudice di pace entro 30 giorni dalla notifica del provvedimento. 

Se il Prefetto non risponde entro un termine ragionevole, il ricorso può essere considerato accettato per silenzio-assenso, ma è sempre consigliabile verificare la normativa locale. 

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Quando si può fare ricorso al Prefetto  

Puoi presentare ricorso quando ritieni che la multa sia illegittima o infondata. Alcuni motivi comuni per fare ricorso al Prefetto sono: 

  • verbale notificato oltre i termini di legge, 
  • errore nell’identificazione del veicolo o del conducente, 
  • segnaletica assente, poco visibile o non conforme, 
  • dispositivo elettronico non omologato o non segnalato correttamente, 
  • errori formali nel verbale (mancata firma, dati incompleti, ecc.). 

Non è possibile, invece, presentare ricorso al Prefetto quando

  • è avvenuto il pagamento anche solo in misura ridotta, 
  • siano trascorsi i termini di legge (dopo i 60 giorni dalla notifica), 
  • si tratti di una violazione che riveste carattere penale,  
  • sia stato ricevuto solo il preavviso di violazione, perché non è un verbale vero e proprio, 
  • non si è intestatari del verbale. 
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Dove presentare il ricorso: prefetto o giudice di pace?

Dopo aver ricevuto il verbale puoi scegliere tra due alternative: ricorso al Prefetto entro 60 giorni dalla notifica, oppure ricorso al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla notifica (60 giorni se risiedi all’estero). Il ricorso non si può presentare contemporaneamente a entrambi, però si può ricorrere al Giudice di Pace dopo rigetto del Prefetto entro 30 giorni.  

Il ricorso al Prefetto è gratuito, ma in caso di rigetto la sanzione raddoppia. Il ricorso al Giudice di Pace, invece, richiede il pagamento del contributo unificato, ma consente un contraddittorio diretto davanti al giudice. In questo articolo approfondiamo in particolare la prima procedura.   

Prima di procedere, puoi anche chiedere l’annullamento in autotutela all’ente accertatore se la multa presenta errori evidenti. Attenzione però: questa richiesta non sospende i termini per il ricorso. Se l’ente non risponde, rischi di perdere il diritto a impugnare.   

Quando può convenire il ricorso al Prefetto? 

Il ricorso al Prefetto può risultare più conveniente se vuoi evitare costi iniziali (è gratuito), se l’importo della sanzione è modesto, se non desideri partecipare a un’udienza oppure quando i vizi del verbale sono evidenti e facilmente documentabili. Occorre però considerare, come detto prima, che, in caso di rigetto, la sanzione è aumentata fino al doppio. 

Quando conviene il ricorso al Giudice di Pace? 

Il ricorso al Giudice di Pace è generalmente più indicato quando desideri che la controversia sia valutata da un magistrato imparziale, quando la questione è complessa e richiede un’istruttoria (ad esempio prove testimoniali), quando contesti l’interpretazione o l’applicazione di norme articolate oppure quando l’importo della multa giustifica i costi del contributo unificato (43 euro per le sanzioni più comuni). Può essere una scelta opportuna anche se il ricorso al Prefetto è già stato respinto. 

Per saperne di più su come predisporre correttamente l’atto, quali sono i termini da rispettare, quanto costa e come si presenta il ricorso al Giudice di Pace, ne abbiamo parlato in un articolo più approfondito che trovi qui

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Chi può presentare il ricorso

Possono presentare il ricorso: 

  • il destinatario del verbale (proprietario o conducente del veicolo), 
  • un delegato munito di procura, 
  • un avvocato, se si desidera assistenza legale. 

Il ricorso deve sempre essere firmato dal ricorrente o dal delegato. 

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Come fare ricorso al prefetto per multa

Il ricorso può essere depositato a mano presso l’ufficio del Prefetto della provincia, oppure inviato tramite raccomandata A/R o PEC. Nel verbale è comunque specificata l'autorità cui bisogna ricorrere.  

Per presentare correttamente il ricorso devi: 

  • Redigere l’atto correttamente (puoi utilizzare il nostro modello di ricorso al prefetto per multa che troverai qui sotto); 
  • Allegare copia del verbale, eventuali prove e documenti giustificativi; 
  • Depositare o inviare il ricorso entro 30 giorni dalla notifica del verbale.   

Il ricorso non prevede costi aggiuntivi o contributi. 

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Modello ricorso al prefetto per multa

Qui di seguito trovi il fac simile di ricorso al prefetto per multa. Ti basterà, una volta copiato, sostituire i campi tra parentesi quadre con i tuoi dati e sarà pronto per l’utilizzo.  

 

 

Al Sig. Prefetto della Provincia di [inserire città della provincia] 

Il/la sottoscritto/a [nome e cognome] nato/a [data di nascita] a [luogo di nascita] e residente a [città di residenza] in via [indirizzo completo].  

PREMESSO 

che in data [data notifica] la [autorità intervenuta, es. Polizia Municipale] notificava al ricorrente il verbale di contestazione n. [numero verbale] per la presunta violazione dell’art. [numero articolo] del Codice della Strada, relativa a [breve descrizione della contravvenzione]

CHIEDE 

l'annullamento del verbale in questione e l'archiviazione di ogni sanzione pecuniaria, per i seguenti motivi: [descrivere i motivi del ricorso, es. errore di notifica, segnaletica non visibile, ecc.].  

In via subordinata, considerata la situazione economica del ricorrente, si richiede che venga disposto il pagamento rateizzato della sanzione. 

[Luogo e data] 

[Firma del ricorrente] 

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Cosa succede dopo il ricorso

Il Prefetto che riceve direttamente il ricorso ha 30 giorni di tempo per chiedere all'organo accertatore gli atti utili a contestare o confermare quanto eccepito dal ricorrente, e l’organo accertatore ha 60 giorni di tempo per inviare le controdeduzioni citate al Prefetto.  

Il Prefetto, ricevuti gli atti, ha 120 giorni per adottare il provvedimento che decide il ricorso, respingendolo o accogliendolo con ordinanza motivata. Questo termine non è da considerare tuttavia quando è stata richiesta un’audizione personale.  

In caso di rigetto, la sanzione può essere raddoppiata e puoi ricorrere al Giudice di Pace. In caso di accoglimento, il verbale viene annullato e non devi pagare nulla.   

La normativa attuale (art. 202 bis C.d.S.) permette l’eventuale rateizzazione mensile della sanzione per i soggetti in condizioni di disagio economico, solo se l'importo complessivo della sanzione è superiore ai 200 euro e solo nel caso si tratti di una violazione accertata dalla Polizia Stradale, dall'Arma dei Carabinieri, o da altro organo statale. Non può essere concessa in caso di reddito familiare imponibile ai fini IRPEF superiore all'importo di 10.628,16 euro. Se la rateazione viene concessa, la ripartizione del pagamento può essere:  

  • fino ad un massimo di dodici rate se l'importo dovuto non supera euro 2.000; 
  • fino ad un massimo di ventiquattro rate se l'importo dovuto non supera euro 5.000; 
  • fino ad un massimo di sessanta rate se l'importo dovuto supera euro 5.000. 
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