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Bollette non pagate: tutti gli effetti dei clienti morosi

Dopo il tam tam degli scorsi giorni, l'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente è tornata sul tema delle bollette elettriche non pagate dai clienti morosi che - stando a diverse fonti - finirebbero in quelle degli utenti in regola. Su WhatsApp è anche circolata una bufala che tirava in ballo noi. A conti fatti, sulle bollette potremmo trovare 2 euro in più all'anno.

02 marzo 2018
Le bollette energetiche non pagate saranno addebitate agli altri utenti

La notizia ha fatto in poche ore il giro della rete mettendo in allarme gli utenti. In molti si sono chiesti se davvero dovremo farci carico anche delle bollette elettriche non pagate dagli utenti "morosi". Ad aumentare l'attenzione sul tema, è circolato anche un messaggio su WhatsApp che citava Altrconsumo come fonte e invitava i consumatori a "decurtare" dalla bolletta un ipotetico importo pagando solo quanto dovuto: chiariamo subito che si trattava di una bufala. A distanza di qualche giorno, ora l'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente ha fornito una stima di quanto potrebbe riversarsi effettivamente sulle bollette degli utenti in regola: parliamo di una cifra di circa 2 euro in un anno, praticamente 16 centesimi al mese.

Il messaggio Whatsapp a nome Altroconsumo: una bufala

Come ci viene segnalato da più fonti, nelle ultime ore sta girando su WhatsApp questo messaggio che invita i consumatori a non pagare le bollette per "coprire i milioni di euro accumulati dai morosi". Trattandosi di una bufala, consigliamo a tutti di evitare di condividerlo ulteriormente perché contiene informazioni sbagliate.

Il messaggio bufala che sta circolando su WhatsApp

Cosa stabilisce la delibera dell'Autorità 

Tutto è partito dopo l'emanazione della delibera ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) numero 50/2018 dello scorso 1° febbraio, un testo che riguarda le relazioni tra fornitori (le società venditrici, quelle con cui stipuliamo un contratto) e distributori (i responsabili del trasporto dell'energia nelle abitazioni), e tra distributori e la CSEA e il GSE per i pagamenti degli oneri di sistema. Quando un cliente non paga la bolletta elettrica non genera solo un buco nelle finanze del suo fornitore, ma provoca un danno anche al distributore che ha già anticipato di tasca sua gli oneri di sistema alla CSEA e al GSE, oneri che spettano, però, al cliente finale.

I chiarimenti di ARERA e le stime dei costi extra

In seguito alle polemiche sollevate in rete, a fronte anche di notizie inesatte, l'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente è tornata sull'argomento per fare alcune precisazioni. In una nota, ARERA precisa che venditori e distributori continuano a essere obbligati, in prima battuta, a versare interamente gli oneri generali fatturati, indipendentemente dal loro effettivo incasso. Il sistema prefigurato mira a realizzare un controllo efficace sui comportamenti tenuti dai venditori, anche con il fine di contrastare possibili condotte opportunistiche che potrebbero altrimenti portare a un aumento degli oneri generali che finiscono in bolletta. Contrariamente a quanto riportato da diverse fonti online, il meccanismo si applica unicamente al mancato incasso degli oneri generali, lasciando al rischio d'impresa la gestione del mancato incasso, quindi della morosità, relativo all'energia consumata, alle tariffe di rete e alle altre voci della fattura (Iva e imposte incluse). Ma di che cifre parliamo? Anche riguardo le possibili stime, in rete sono circolate cifre poco realistiche. Le valutazioni diffuse da ARERA parlano di un potenziale impatto sul cliente domestico di circa 2 euro all'anno. Contrariamente da quanto proposto da alcuni utenti, non è possibile "scorporare" questa cifra ed evitare di pagarla, considerando che è indistinguibile dai restanti oneri di sistema, dovuti da tutti gli instestatari di utenze.

Cosa sono gli oneri di sistema di cui si parla

Gli oneri di sistema sono una voce di costo introdotta nelle bollette per finanziare specifici obiettivi di interesse generale che riguardano il sistema elettrico e comprende, tra gli altri, anche l'importo pagato da ogni singolo consumatore per finanziare la produzione di energia da fonti rinnovabili e il bonus sociale. Come ha precisato la stessa Autorità, la delibera prevede che solo una parte limitata di questi oneri di sistema già versati dai distributori, ma non più recuperabili in altro modo, siano ammessi al meccanismo di recupero.

Esclusi i furbetti del "turismo energetico"

La delibera emanata dall'Autorità mira a sanare solo i crediti inesigibili dei distributori, non quelli direttamente generati dalla morosità dei clienti finali ai loro fornitori. Resta ancora aperta, infatti, la definizione di come recuperare, da parte dei fornitori di energia, gli oneri di sistema dei clienti finali che, per difficoltà economiche, sono diventati morosi e si sono visti chiudere la fornitura di elettricità. Contrariamente a quanto riportato da diversi organi di stampa, non rientrano in questo scenario i cosiddetti furbetti del "turismo energetico", ovvero quei consumatori che vagano da un fornitore all'altro, lasciando bollette non pagate alle spalle. In questi casi, infatti, il debito pregresso, grazie a un meccanismo chiamato Cmor (corrispettivo di morosità) passa nella bolletta del nuovo fornitore, che è tenuto a richiederlo per poi trasferire l'importo al vecchio fornitore a cui spetta.

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