Guida all'acquisto

Come scegliere il forno elettrico

09 febbraio 2018
forno elettrico

09 febbraio 2018
Il forno elettrico è uno degli elettrodomestici più importante della cucina: scegliere quello sbagliato, però, potrebbe compromettere la cottura delle ricette. Prima di comprare un forno elettrico informati sulle modalità di cottura e i sistemi di autopulizia.

Il forno elettrico è un elettrodomestico immancabile nelle nostre cucine, ma scegliere quello sbagliato può rovinare le ricette. Prima di comprarne uno meglio informarsi sulla modalità di cottura e i sistemi di autopulizia. Ecco qualche consiglio.

Le modalità di cottura dei forni

Prima di acquistare il forno elettrico pensa alle pietanze che vuoi cucinare perché i prodotti si suddividono in base alle modalità di cottura:

  • statica: è la cottura più tradizionale, eseguita mediante due resistenze, una nella parte inferiore e una nella parte superiore della cavità del forno che, scaldandosi al passaggio della corrente elettrica, cuociono l’alimento per convezione naturale. È particolarmente adatta per arrosti, pane e pizza;
  • ventilata: oltre alle resistenze, entra in funzione una ventola che consente una più uniforme e più rapida distribuzione del calore, per una cottura più omogenea e veloce, che garantisce croccantezza fuori e morbidezza all'interno. È una cottura adatta per dolci, pesce, lasagne e verdure;
  • a vapore: i forni più recenti e di alta gamma offrono anche la modalità vapore, che solitamente non agisce da sola, ma in combinazione con la cottura tradizionale. Serve per avere umidità durante la cottura e per mantenere gli alimenti più succosi e meno secchi;
  • grill: ormai quasi tutti i forni sono anche dotati di funzione grill che, tramite una serpentina posta nella parte superiore della cavità del forno, consente di ottenere la doratura o la gratinatura dei cibi.

I sistemi di autopulizia

Anche la modalità di pulizia del forno può essere un aspetto da prendere in considerazione prima dell’acquisto. I modelli di fascia più alta dispongono di funzioni di autopulizia: le due principali sono quella catalitica e quella pirolitica. Ecco in cosa consistono:

  • i forni catalitici hanno le pareti laterali e quella posteriore rivestite da pannelli fatti di un materiale speciale, che non lascia depositare i grassi e che si pulisce durante il normale funzionamento del forno: qualsiasi genere di sporco viene bruciato, ma senza lasciare residui carbonizzati. L’aspetto negativo è che costano in media oltre 600 euro e inoltre i pannelli devono essere sostituiti periodicamente (ogni 2 o 3 anni), perché si degradano con l’utilizzo;
  • i forni pirolitici, invece, si puliscono selezionando un programma specifico che dura più di un’ora e che porta il forno a una temperatura interna superiore ai 400 gradi per effetto della quale i grassi e lo sporco presente vengono inceneriti. Una volta terminato il processo, basterà raccogliere i residui con un panno umido. I pannelli pirolitici non si degradano con il passare del tempo né con l’uso. Il costo medio, in questo caso, è superiore agli 800 euro.

Insomma, le funzioni di autopulizia si pagano, valuta bene se può servirti o meno.

I prodotti per pulire il forno

I prodotti in commercio con formule specifiche per la pulizia del forno sono buoni alleati contro lo sporco, ma sono anche molto aggressivi, irritanti per le persone e dannosi per l’ambiente (spesso a base di soda caustica e solventi tossici). Alcuni sgrassatori spray si dichiarano adatti anche alla pulizia del forno, ma sono efficaci solo se usati spesso. Le bombolette spray o i vaporizzatori specifici per forno sono efficaci, ma da usare con cura: meglio staccare la corrente elettrica che alimenta il forno, aprire la finestra della cucina e assicurarsi che la ventilazione sia buona (è importante non respirare il prodotto). Mettere sempre guanti occhiali protettivi, seguire attentamente le istruzioni d’uso: spesso bisogna lasciare agire il prodotto anche per mezz’ora. Dopo, non sfregare troppo per non rovinare le pareti, sciacquare bene il detergente per eliminare ogni residuo, lasciare lo sportello del forno aperto per almeno 8 ore. Un’alternativa naturale è impastare bicarbonato con sale e poca acqua e applicarlo alle zone da pulire.

Che teglie utilizzare

Gli stampi in silicone hanno diversi vantaggi: sono infrangibili, possono passare dal freezer al forno, non si graffiano e sono leggeri. Tra i contro, però: sono poco pratici con impasti liquidi e da sistemare in lavastoviglie, ma soprattutto lasciano qualche dubbio sull’assoluta innocuità. Ci sono rischi di migrazione di sostanze indesiderate, soprattutto in presenza di grassi. Questi prodotti sono assolutamente sicuri a partire dal terzo utilizzo o anche dopo un lavaggio in lavastoviglie. Quindi per essere tranquilli:

  • preferisci teglie e stampi consigliati per temperature alte (fino a 280°C) rispetto a quelle che sopportano temperature inferiori (240°C);
  • prima di utilizzare un nuovo stampo mettilo in lavastoviglie;
  • al primo utilizzo evita sostanze grasse oppure cuoci, per la prima volta, un semplice impasto di farina, lievito e olio di semi, da buttare.

Il microonde combinato può essere una buona scelta?

Esistono forni a microonde che abbinano le funzioni di un forno elettrico a convezione con quelle di un microonde con grill. Sono generalmente più grandi e capienti, rispetto ai microonde standard, ma meno ingombranti dei forni elettrici tradizionali. I forni combinati che abbiamo testato offrono buone prestazioni nella cottura a convezione con aria calda e la possibilità di combinare cottura a microonde e tradizionale aumenta l’efficienza, riduce i tempi di preparazione e quindi di consumo. Attenzione, però, alle teglie che utilizzi: meglio quelle in vetro, ceramica o silicone anziché quelle in metallo.