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Banda larga: su tecnologia e innovazione si gioca il futuro del Paese

26 marzo 2010

26 marzo 2010

Antonello Busetto - Confindustria

Consumatori in cifre è una rubrica che propone un'analisi dei dati relativi a diversi mercati complessi, fornendone un'interpretazione utile a informare correttamente i consumatori.

A partire dal presupposto che dal 3° quadrimestre del 2008 l'Italia ha subito una significativa battuta d'arresto e che tutti i principali indicatori evidenziano una situazione tutt'altro che rosea per il futurro del Paese, si devono individuare strumenti nell'ambito di politiche di sviluppo.

Quello che offre le maggiori prospettive è sicuramente l'innovazione, che ha nelle tecnologie dell'informazione e della comunicazione e nei servizi a esse collegati i driver principali. È questa la strada seguita dalla maggior parte dei Paesi dove la penetrazione della banda larga è in stretta correlazione con l'aumento della produttività e della crescita economica.

In Italia i margini di miglioramento possono essere molto pronunciati avendo noi un gap significativo rispetto alla media europea e internazionale. Tale ritardo, riconducibile sempre alle tecnologie di rete e alla cosiddetta banda larga, riguarda tre macro aree: le imprese, le famiglie e le Pubbliche Amministrazioni.

Per quanto riguarda le imprese Confindustria ha recentemente condotto un'indagine i cui risultati mostrano che il 72% delle aziende ritiene che il ruolo delle tecnologie digitali sia rilevante in tutti i processi aziendali. Nonostante ciò gli indicatori dell'alfabetizzazione digitale delle imprese relegano l'Italia molto indietro nelle classifiche europee: il nostro Paese è ben al di sotto della media europea nell'uso delle infrastrutture a banda larga.

Le motivazioni di tale arretratezza riguardano soprattutto la capacità di cogliere i benefici che possono derivare all'azienda nell'ambito delle sue attività.

Un'inversione di marcia in tale ambito porterebbe ad un aumento dei servizi che possono essere utilizzati, se ne ricaverebbero benefici sotto il profilo tecnico-organizzativo, migliorerebbe la qualità dei servizi offerti e si avrebbero ricadute positive anche sui costi. Per migliorare i processi produttivi e per dare maggiore competitività al nostro sistema imprenditoriale si dovranno affermare servizi come quelli di marketing intelligence, commercio elettronico business to business, customer relationship management, etc…

Anche sul fronte delle famiglie il nostro Paese non brilla per diffusione delle tecnologie ICT e la disponibilità al cambiamneto, anche in questo ambito, è ancora limitata: il 73% delle famiglie non ritiene necessario un collegamento a banda larga per le proprie attività informative, formative, di lavoro e di intrattenimeto. Ciò si ripercuote, ovviamente, anche sulla penetrazione della banda larga che in Italia non arriva al 20% della popolazione contro una media europea del 25%.

Accanto allo sviluppo economico connesso all'innovazione tecnologica e alla diffusione della banda larga presso le imprese, uno sviluppo sociale deriverà dalla maggiore partecipazione dei cittadini utenti e dalla loro alfabetizzazione informatica.

L'innovazione delle Pubbliche Amministrazioni e i progetti di e-Government rappresentano probabilmente l'anello più importante della catena degli interventi a favore dello sviluppo tecnologico per il forte impatto che le procedure, le applicazioni e i servizi possono avere su tutta la domanda.

Il settore pubblico ha bisogno di un grande investimento sia nel back-office che nel front-office per rivedere i processi interni, per semplificare gli adempimeti verso l'esterno e per rendere la macchina pubblica più efficiente sia sotto il profilo funzionale che dei costi.

Nell'attuale congiuntura finanziaria negativa è necessario promuovere ogni iniziativa per il sostegno delle imprese soprattutto per assicurare la necessaria liquidità per la loro attività. I programmi del Governo in materia di innovazione digitale prevedono tre principali linee di intervento:

  • il "Progetto banda larga" del Vice Ministro Romani;
  • il piano "Industria 2015" del Ministro Scajola;
  • il progetto i2010 del Ministro Brunetta.

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