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Addio alle bollette ogni 28 giorni: l'Agcom avvia un procedimento nei confronti di Tim e Wind

Lo dice la legge: dal 5 aprile le fatture non possono più essere ogni 28 giorni e devono tornare mensili. In gran parte dei casi, gli operatori stanno rispettando la legge, ma per alcuni la trasparenza continua a mancare. Dopo la nostra segnalazione, ora l'Agcom ha avviato un procedimento sanzionatorio contro Tim e Wind. Sostienici per avere indietro quanto pagato in più.

16 maggio 2018
rimodulazione 28 giorni

Dal 5 aprile la fatturazione è tornata mensile. Abbiamo ripreso a pagare 12 mensilità all'anno, senza l'obolo della tredicesima che le compagnie si erano inventate fatturando ogni 28 giorni anziché ogni mese. Ma, a distanza di qualche settimana, emergono le prime irregolarità da parte degli operatori. È il caso di Tim che, via sms ha comunicato uno sconto dello 0,4% rispetto alla comunicazione precedente e impedendo così al consumatore di capire il prezzo finale che - in definitiva - subisce una maggiorazione dell'8,2%. Wind, invece, nella sua comunicazione via sms omette la possibilità di esercitare il diritto di recesso. Per questo motivo abbiamo segnalato entrambe le pratiche scorrette ad Antitrust e Agcom che, a distanza di qualche giorno, ha avviato un procedimento sanzionatorio per verificare la trasparenza delle pratiche messe in atto dai due operatori.

Aumenti: operatori d'accordo?

L'Antitrust sostiene che gli operatori si siano accordati per rincarare tutti insieme le proprie tariffe dell'8,6%. Un rincaro che le compagnie telefoniche hanno attribuito alla recente norma che le obbliga a tornare a proporre offerte con fatturazione mensile. In realtà la norma non giustifica nessun aumento che, secondo il Garante per la Concorrenza e il Mercato, sarebbe stato deliberatamente studiato a tavolino con un accordo tra tutti gli operatori coinvolti. Per questo motivo, nel provvedimento, il Garante ha anche chiesto l'immediata sospensione degli aumenti.

Chiediamo il rimborso 

Noi non ci fermiamo: continuiamo a chiedere che tutti i consumatori ricevano indietro quanto versato indebitamente. Si tratta di un problema che riguarda milioni di consumatori: fino a 12 milioni di utenti di linea fissa e 60 milioni di utenti di telefonia mobile, infatti, con le fatture a 28 giorni hanno pagato un mese in più all'anno. 13 miliardi di euro il valore di mercato in gioco. Ci stiamo battendo per chiedere agli operatori di restituire ai consumatori i soldi sottratti ingiustamente: un rimborso di ben 1 milione di euro che potrebbe tornare nelle tasche dei consumatori e darebbe un chiaro segnale alle compagnie telefoniche che da oltre un anno esercitano il loro potere modificando a piacimento le offerte commerciali senza tenere conto degli utenti. Per questo è importante anche il tuo sostegno. Iscriviti anche tu per far parte di questa battaglia ed essere informato sugli sviluppi di questa azione.

Bollette a 28 giorni: rivogliamo la tredicesima

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Le bollette a 28 giorni sono illegittime

A febbraio il Tar ha respinto il ricorso presentato dall'Asstel e da Tim, Vodafone, WindTre, Fastweb ed Eolo contro l'ormai nota delibera 121 di Agcom, quella che ha stabilito la fatturazione mensile come unica possibilità per i gestori. Un tassello che, dichiarando di fatto illegittime le bollette conteggiate su 28 giorni, va ad aggiungersi alla vicenda che da mesi tenta di ristabilire l'ordine nel mercato della telefonia. Lo stesso Tar ha però sospeso i rimborsi automatici a partire dal 23 giugno 2017 e che avrebbero dovuto restituire ai consumatori quanto pagato in più, proprio a causa delle bollette calcolate su 4 settimane.

Ecco nel dettaglio cosa sta succedendo e cosa succederà, ma soprattutto vediamo a quanto ammonteranno i rimborsi.

L'Agcom: sconti in bolletta per chi non ha cambiato operatore

Se sul fronte dell'Antitrust si delinea quindi un'ipotesi di "cartello", sul fronte dei rimborsi di quanto pagato ingiustamente di più dagli utenti durante il periodo di fatturazione a 4 settimane, l'Agcom (il Garante per le Comunicazioni) ha di recente emesso quattro delibere nei confronti di Tim, Vodafone, Fastweb e Wind Tre, prevedendo una scontistica sulla prima bolletta di telefonia e di accesso a internet da postazione fissa. Ecco un riassunto di quanto è stato stabilito:

  • gli sconti saranno solo per i consumatori che non hanno cambiato operatore dopo la rimodulazione;
  • il calcolo dello sconto avviene sulla base del numero dei giorni oggetto della rimodulazione (ricordiamo infatti che gli operatori hanno rimodulato a 28 giorni in tempi diversi);
  • i clienti avranno uno "sconto" in bolletta per ciascun giorno eroso a partire dal 23 giugno 2017, fino a un massimo di 26 giorni di sconto totali. Si tratta di un bonus deciso dall’Autorità per compensare quei giorni erosi indebitamente dalla fatturazione a 28 giorni. In sostanza, l’emissione della prima bolletta a 30 giorni (a partire dal 4 aprile 2018, pena ulteriori sanzioni) dovrà essere posticipata per un numero di giorni pari a tanti quanti sono stati quelli erosi durante la fatturazione a 28 giorni. Questo l’esempio riportato direttamente da Agcom: “Nel caso di una fattura emessa ad aprile con decorrenza dall'1 aprile al 30 aprile e in presenza di una erosione pari a 15 giorni, la decorrenza della fattura dovrà essere posticipata al 16 aprile e conseguentemente il periodo fatturato dovrà risultare quello intercorrente dal 16 aprile al 15 maggio”.

Gli operatori hanno impugnato le delibere dell'Agcom, ma il Tar ha confermato la nostra posizione e quella del Garante. Continuiamo comunque a tenere la situazione monitorata, portando avanti la nostra battaglia come fatto finora.

Quanto rimborseranno gli operatori di telefonia fissa

Data la situazione attuale, è probabile che tutti i consumatori che hanno subito una rimodulazione a 28 giorni abbiano diritto a un rimborso di quanto pagato in più rispetto alla tariffazione basata sul mese solare. 

I nostri calcoli con le stime dei rimborsi degli operatori di telefonia fissa 

Orientativamente il rimborso prevedibile è compreso tra i 20 e i 60 euro e, tendenzialmente, chi ha sottoscritto un contratto fibra dovrebbe ottenere rimborsi più alti. In quest'ultima ipotesi, non bisogna sottovalutare che, spesso, la linea viene attivata usufruendo di una promozione che ne riduce già i costi iniziali. Ecco nel dettaglio a quanto potresti aver diritto.

Operatore Tipo di connessione Rimborso in euro
Minimo Massimo Media
FastWeb Adsl 20,00 54,90 32,87
Fibra 20,00 59,90 34,07
PosteMobile Adsl 20,90 26,90 23,90
Tim Adsl 4,04 39,90 28,50
Fibra 24,90 49,90 36,73
Vodafone Adsl 3,00 37,00 27,13
Fibra 20,00 47,00 30,35
Wind Infostrada Adsl 3,00 35,95 23,09
Fibra 19,90 44,95 27,61
 
Come si stanno comportando gli operatori
Dal 5 aprile 2018 gli operatori si sono dovuti adeguare alla nuova normativa, tornando alla fatturazione a cadenza mensile: è quanto stabilito dalla Legge. In risposta, alcuni operatori stanno comunicando ai loro clienti il ritorno alla fatturazione mensile lasciando però invariato il costo annuale: sparisce il tredicesimo canone (dovuto al conteggio sulla base dei 28 giorni) e i relativi costi vengono di fatto spalmati sugli altri 12. Il problema è che non fanno altrettanto con il traffico disponibile (i minuti o i giga inclusi nel piano), determinando così un aumento del costo totale. Un modo per assicurarsi comunque gli introiti incassati con il passaggio alla fatturazione a 4 settimane. Tra gli operatori che stanno facendo questo giochino ci sono Tim, Vodafone e Fastweb, tre dei quattro leader di mercato che, così facendo, soffocano la possibilità di scelta e risparmio per gli utenti. Per questo abbiamo segnalato le loro intese anticoncorrenziali all'Antitrust. Dalle nostre analisi, al momento l'unico operatore ad aver mantenuto il costo periodico invariato ci risulta essere PosteMobile.
 

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