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Bollette ogni 28 giorni: rimborsi rinviati al nuovo anno

Entro il 31 dicembre 2018 gli operatori telefonici avrebbero dovuto rimborsare gli utenti per ogni giorno eroso illegittimamente con il giochetto delle fatture a 28 giorni. Ma il Consiglio di Stato blocca tutto e rinvia la decisione al 2019. Il riborso entro fine anno era stato stabilito da varie pronunce del Garante e dalle sentenze del Tar.

  • di
  • Luca Cartapatti
20 dicembre 2018
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  • Luca Cartapatti
rimodulazione 28 giorni

Niente rimborsi sotto l'albero per gli utenti delle compagnie telefoniche. Il Consiglio di Stato (l'equivalente del secondo grado di giudizio dei tribunali amministrativi) ha accolto il ricorso di Tim, Vodafone, Wind e Fastweb che avevano chiesto di sospendere l'ordinanza dell'autorità Garante che li obbligava a procedere coi rimborsi non più tardi di fine anno. Entro il 31 dicembre 2018 gli operatori avrebbero dovuto infatti rimborsare gli utenti per ogni giorno eroso (illegittimamente) con le bollette a 28 giorni, anche in più fatture.

A deciderlo era stata l'Agcom, la cui decisione era stata conferma dal Tar del Lazio, respingendo il ricorso di Vodafone che chiedeva la sospensione della delibera dell'Authority. Solo nel 2019, quindi, il Consiglio di Stato si pronuncerà sul diritto degli utenti di ricevere il rimborso: la pronuncia arriverà entro il 31 marzo, giusto il tempo di valutare le motivazioni della sentenza di primo grado del Tar che obbligava le compagnie al rimborso.

Una decisione inaccettabile

Siamo profondamente insoddisfatti dello slittamento imposto dal Consiglio di Stato. Soprattutto perché è un problema che riguarda milioni di consumatori: fino a 12 milioni di utenti di linea fissa e 60 milioni di utenti di telefonia mobile, infatti, con le fatture a 28 giorni hanno pagato un mese in più all'anno13 miliardi di euro il valore di mercato in gioco. Utenti nche hanno diritto ad essere rimborsati come già stabilitp dall'autorità Garante e dal Tar. Noi andiamo avanti: vogliamo che vengano dati i rimborsi per i giorni erosi a tutti gli utenti (sia quelli fedeli con restituzione dei giorni in fattura, sia chi ha cambiato operatore con rimborsi economici). I servizi aggiuntivi come compensazione vanno bene ma solo se sono una libera scelta del consumatore. 

I rimborsi degli operatori di telefonia fissa

Data la situazione attuale, è probabile che tutti i consumatori che hanno subito una rimodulazione a 28 giorni abbiano diritto a un rimborso di quanto pagato in più rispetto alla tariffazione basata sul mese solare. 

I nostri calcoli con le stime dei rimborsi

Orientativamente il rimborso prevedibile è compreso tra i 20 e i 60 euro e, tendenzialmente, chi ha sottoscritto un contratto fibra dovrebbe ottenere rimborsi più alti. In quest'ultima ipotesi, non bisogna sottovalutare che, spesso, la linea viene attivata usufruendo di una promozione che ne riduce già i costi iniziali. Ecco nel dettaglio a quanto potresti aver diritto.

Operatore Tipo di connessione Rimborso in euro
Minimo Massimo Media
FastWeb Adsl 20,00 54,90 32,87
Fibra 20,00 59,90 34,07
PosteMobile Adsl 20,90 26,90 23,90
Tim Adsl 4,04 39,90 28,50
Fibra 24,90 49,90 36,73
Vodafone Adsl 3,00 37,00 27,13
Fibra 20,00 47,00 30,35
Wind Infostrada Adsl 3,00 35,95 23,09
Fibra 19,90 44,95 27,61

L'odissea dei 28 giorni: la vicenda in breve

A febbraio il Tar aveva respinto il ricorso presentato dall'Asstel e da Tim, Vodafone, WindTre, Fastweb ed Eolo contro la delibera 121 di Agcom, che stabilì la fatturazione mensile come unica possibilità per i gestori. In questa vicenda si era espressa anche l'Antitrust, sostenendo che gli operatori si erano accordati per rincarare tutti insieme le proprie tariffe dell'8,6%. Un rincaro che le compagnie telefoniche attribuirono alla norma che le ha obbligate a tornare a proporre offerte con fatturazione mensile. In realtà la norma non giustifica nessun aumento che, secondo il Garante per la Concorrenza e il Mercato, sarebbe stato deliberatamente studiato a tavolino con un accordo tra tutti gli operatori coinvolti. E se sul fronte dell'Antitrust si delineò quindi un'ipotesi di "cartello", sul fronte dei rimborsi di quanto pagato ingiustamente di più dagli utenti durante il periodo di fatturazione a 4 settimane, l'Agcom (il Garante per le Comunicazioni) stabilì (con quattro delibere nei confronti di Tim, Vodafone, Fastweb e Wind Tre) una restituzione in bolletta per ogni giorno eroso dalla fatturazione illegittima. Questi quattro operatori hanno fatto ricorso al Tar del Lazio che si esprimerà il 14 novembre.